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Nel nome di “Morrione”, ecco il giornalismo d’inchiesta

morrione.jpg“Illuminare gli angoli bui del mondo”, è questo il tema della serata dedicata alla presentazione dei tre progetti d’inchiesta giornalistica, finalisti della terza edizione del premio “Morrione” andata in scena al Tempio di Adriano di Piazza di Pietra, a Roma, dove sono stati svelati i nomi dei sette giovani che fantasticano l’idea di diventare professionisti dell’informazione attraverso un lavoro d’inchiesta giornalistica.

Giunto alla sua terza edizione, il “Morrione”, sezione del premio Ilaria Alpi, ha raggiunto un traguardo notevole: ha accertato la grande voglia di giornalismo d’inchiesta nei giovani che escono dalle scuole di giornalismo o dalle redazioni dei giornali.

Il limite massimo d’età per partecipare alla selezione, abbassato quest’anno dagli organizzatori del premio fino alla soglia dei 31 anni, avrebbe potuto ridurre il parterre dei partecipanti. Questo si temeva. Invece le proposte pervenute alla giuria sono state molte di più di quanto avvenuto nella scorsa edizione.

Un successo che può essere spiegato con il desiderio di una partecipazione attiva nel dipanare o portare alla luce quel groviglio di nodi che affliggono una società in continua evoluzione. Per questa ragione la serata prevedeva, oltre alla presentazione dei vincitori della selezione per la terza edizione e alla proiezione delle inchieste vincitrici della seconda edizione, anche un incontro con i tutor giornalistici che seguiranno la produzione delle tre inchieste.

A seguire, l’incontro-dibattito dal titolo “Una questione di sguardo”. Il pluripremiato regista Pietro Marcello (“La bocca del lupo”, vincitore del Torino Film Festival 2009; “Il passaggio della linea”), ha raccontato il suo personalissimo punto di vista sul mondo; una prospettiva originale per leggere ciò che è in atto e per raccontare “come si guarda la realtà”. Quelli che seguono, sono i loro nomi e le loro idee.

Alessandro Accorsi e Giulia Bertoluzzi
Una storia sommersa: saccheggio e contrabbando internazionale di antichità egizie
Il loro progetto vuole seguire le tracce del contrabbando delle antichità egizie. Partendo dal ritrovamento clandestino per arrivare poi in Europa. Con quale complicità delle mafie internazionali?
Edoardo Belli, Rossella Granata, Elena Risi, Valentina Vivona
Anello di fumo
I quattro autori vogliono ricostruire le vere dimensioni del fenomeno dei roghi tossici che interessa la zona di Roma Est dove, solo durante il 2013, sono stati registrati più di 60 interventi da parte dei vigili del fuoco.
La finalità dell’inchiesta e quella di accertare l’esistenza, a Roma, di un sistema di gestione illecito dei rifiuti in cui le aziende e i centri di raccolta smaltirebbero, mediante i roghi, gli scarti di produzione pericolosi.
Lorenzo Pirovano
Tir: viaggi di sfruttamento
La sua inchiesta parte da un assunto. I contratti di lavoro offerti da numerose compagnie di autotrasporto italiane potrebbero essere illegali e macchiati da reati di tipo estorsivo-penale.
Fino a pochi anni fa, l’autotrasporto, era un’occupazione molto remunerativa: la domanda di lavoro superava l’offerta e le aziende di logistica facevano a gara per aggiudicarsi i camionisti migliori. Poi si è aperto il mercato europeo e numerose imprese hanno iniziato ad offrire redditi più bassi con carichi di lavoro maggiori.

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