Home ATTUALITÀ Giocano ai quattro cantoni sulla Flaminia

Giocano ai quattro cantoni sulla Flaminia

quattrocantoni.jpgI giovani di oggi neppure lo conoscono ma “il gioco dei quattro cantoni” un tempo era molto in voga; bisognava correre velocemente da un angolo all’altro per evitare di rimanere senza cantone. E’ un po’ quello che fanno oggi i senza tetto, quelli che occupano un accampamento abusivo; non appena vengono sloggiati si affrettano ad occupare un nuovo angolo e prima che questo venga arraffato da qualcun altro.

Succede ad esempio sulla Via Flaminia dove i “residenti” di un grosso insediamento nei pressi della rampa che da Grottarossa dà accesso alla consolare, dopo essere stati sloggiati, si sono appropriati del vicino ‘cantone’ ad appena 300 metri di distanza.

Abbandonato il vecchio insediamento (dove ovviamente è rimasta la maggior parte dei rifiuti) si sono spostati un po’ più in là occupando quella fetta di terreno tra la Via Flaminia e il Casale Molinario e che confina con la Parrocchia di S.Maria Immacolata a Grottarossa.

Chi percorre la Flaminia a velocità sostenuta difficilmente se ne accorge dal momento che le baracche sono nascoste nel fitto degli alberi; non così i residenti che lamentano la sporcizia e il degrado della zona.

I tanti rifiuti sparsi sul terreno e la pensilina della fermata dell’autobus, completamente distrutta, sono però l’aspetto più evidente di questa occupazione; quello che preoccupa è invece la situazione igienico-sanitaria dal momento che le baracche non hanno servizi igienici né acqua.

Anche i pendolari che viaggiano sulla linea Viterbo-Roma non sono affatto soddisfatti anche se evidentemente non si può impedire a nessuno (anche se non usa deodoranti e acqua di colonia) di salire a bordo dei mezzi pubblici.

Le baracche che costituiscono l’ennesimo insediamento sono all’interno di un terreno dove la vegetazione e gli alberi nascondono i teli e le tavole utilizzate per le piccole casupole; l’ingresso è dalla Via Flaminia proprio dove inizia il guard-rail.

Il sentiero che si è creato per il continuo passaggio è ovviamente ingombro di ogni tipo di rifiuto oltre a materiali vari compresa una piccola ‘biblioteca’ custodita all’interno di un borsone.

Da questo luogo ogni mattina si muove una schiera di “cercatori” che passa al setaccio i cassonetti ricolmi di spazzatura; gran parte del materiale recuperato finirà poi tra la vegetazione o ai bordi della strada.

Tutto questo fino a quando non si deciderà di sloggiare anche questo insediamento; allora come nel gioco dei quattro cantoni intere famiglie si sposteranno per l’ennesima volta di qualche centinaio di metri o magari torneranno ad occupare vecchi territori lasciando dietro una scia di rifiuti e qualche latrina a cielo aperto.

Sono in tanti a bordo del trenino che ogni giorno corre lungo la Flaminia a chiedersi come sia possibile che questo avvenga alle porte della città; se lo chiedono i residenti costretti alla forzata convivenza con una discarica che ogni giorno va crescendo; se lo chiedono anche i cittadini che pagano le tasse e che ogni anno vedono aumentare la tassa sui rifiuti urbani.

Infine se lo chiedono anche “loro”, quelli costretti al gioco dei 4 cantoni: ” Ma non si potrebbe evitare di farci correre da un angolo all’altro?”

Francesco Gargaglia

© riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

 

Visita la nostra pagina di Facebook

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome