Home ATTUALITÀ U2Mania al Crossroads, fan U2 di tutta Italia a Osteria Nuova

U2Mania al Crossroads, fan U2 di tutta Italia a Osteria Nuova

Sabato 16 novembre al Crossroads Live Club, in via Braccianese 780, a Osteria Nuova, si terrà la terza edizione di U2Mania, mega-raduno nazionale dei fan degli U2 che mai come questa volta si annuncia pieno di sorprese. Tra cena, proiezioni video, special guest, discoteca e memorabilia, a spiccare sarà però, come al solito, l’esibizione di una delle più importanti cover band degli U2 a livello internazionale, i The One capitanati dallo “sciamano” Jim Anjel.

Jim non è il classico cantante di cover band che, come spesso accade, si limita a scimmiottare timbro e movenze dell’illustre omologo, ma un autentico “animale” da palco che vive di luce propria e riesce a ipnotizzare gli astanti grazie a un’interpretazione tutta personale che lo distingue dagli altri. Adrenalina a go-go, presenza scenica immensa, voce da sogno e grinta a tutto spiano. Una forza della natura, uno spettacolo nello spettacolo.

Jim, innanzitutto come nasce l’idea di U2Mania? Dire dalla passione per gli U2 è scontato e non giustifica un evento che va oltre il classico concerto tributo. Il semplice stare insieme moltiplica la gioia e la passione che gli U2 e la loro musica ci danno. Ritrovarti con persone che vengono da ogni parte d’Italia e che già in passato ti è capitato di incontrare ad un concerto di Bono & co. è bellissimo ed emozionante.

Una grande festa che raduna amici, fans e non, per vivere una serata tra video, musica, concerti, immagini e racconti che ti fanno sentire come una famiglia, come se tutti si conoscessero. Sei libero di muoverti, condividere, festeggiare, ballare e cantare fino a perdere la voce proprio come ad un live degli U2.

E col passare del tempo questo evento è destinato ad avere contenuti sempre più ampi perchè riconosciuto e pubblicizzato da tutti i blog italiani più importanti sugli U2. U2Mania è il più grande raduno Italiano dei fans U2.

Qual è l’edizione che ricordi con più piacere? Con l’appuntamento del 16 Novembre saremo alla terza edizione. E’ un evento che si svolge ogni 3, 4 mesi, dunque è ancora presto per avere lontani ricordi. Indubbiamente la prima è sempre un ricordo che segna un momento nella vita, ma ogni serata ti lascia ogni volta emozioni nuove.

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Quando hai iniziato a cantare gli U2? Intorno al 1990, insieme ai miei primi progressi con la chitarra. Ma il tutto rimaneva inizialmente nell’ambito confidenziale della cerchia di amici, nelle scorribande per la città, nei prati o nelle spiagge intorno ad un falò. Dal 1995, invece, iniziai a farlo con una band esibendomi poi anche da solo nei locali, fino al 2001, anno della nascita di un tributo dedicato esclusivamente agli U2, i The One.

I The One, appunto. So che vi esibite anche all’estero. Quando avete varcato per la prima volta i confini nazionali? Nel 2010 abbiamo fatto il nostro primo grandissimo live a Bucarest, nel mitico “Hard Rock Cafè”, uno dei più grandi locali d’Europa. E’ stato un successo grandioso che si è poi ripetuto nel tempo facendo registrare sempre sold-out e un concerto di quasi quattro ore che rimarrà per sempre nella nostra memoria!

Come mai nelle vostre scalette sono presenti così tanti brani del repertorio anni ottanta degli U2? Beh, il picco di grandezza degli U2 si è avuto senza dubbio negli anni ’80, con dischi come The Joshua Tree e Ratte and Hum. Ma anche con Achtung Baby che, seppur del 1991, è a mio parere il loro ultimo grande album. La storia degli U2 è contenuta in quei brani che vanno da I Will Follow a One passando per Sunday Bloody Sunday, Pride, Bad, Where The Streets Have No Name.

Il nostro sound rispecchia proprio quel periodo e la mia voce si può far risalire al timbro che aveva Bono tra il 1983 e il 1987, quindi non avremmo potuto fare altrimenti.
Anche perché quando suoniamo siamo una locomotiva di passione senza sosta e freni inibitori, proprio come loro a quei tempi.

Quanti concerti degli U2 hai visto? Li hai mai incontrati di persona? Non esageratamente tanti, circa una decina partendo dal 1987. Gli U2 ho sempre amato ascoltarli in cuffia, al buio sdraiato sul mio letto o a tutto volume nella mia stanza. Non ho mai “bramato” la loro presenza dal vivo, perchè già colmo di gratitudine, così come non ho mai avuto un desiderio folle di incontrarli, forse perchè già cantandoli mi sentivo appagato.

Un giorno, però, spero di incontrare Bono non come un fan che gli chiede l’autografo ma come un cantante che coltiva il sogno di duettare con lui e renderlo fiero di me come io lo sono sempre stato di lui.

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Parliamo di te. A quali altri cantanti ti ispiri? Se parliamo di voce sicuramente a Elvis e Jim Morrison, con sfumature che poi vanno da Michael Jackson a Steven Tyler, passando per la musica dark e soprattutto il blues.

Hai in cantiere qualche progetto solista? Sto lavorando ad una produzione di musica originale, sto scrivendo il mio primo libro e ho una serie di altri grandi progetti di cui parlerò in un secondo tempo. “Anche il tuono più grande ed imponente nasce dal silenzio e dalla quiete.” (JIm A.)

Coi The One venite spesso al Crossroad. Ti piace come locale per la musica dal vivo? Sì, soprattutto in occasione delle serate U2Mania, quando hai l’opportunità di fare un’esibizione a grandissimi livelli! Impianto potente, un palco grande, folla numerosa. Anche se poi solo l’intimità dei piccoli pub sa regalarti il calore di uno “stadio a portata di mano”. Comunque il Crossroads e uno dei più bei locali d’Italia, senza alcun dubbio.

Valerio Di Marco

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