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Trasformare la città, ipotesi a confronto all’Auditorium

yeah.jpgLunedì 28 ottobre presso l’Auditorium Parco della Musica si è tenuto un convegno dal titolo “Trasformare la città creando opportunità – Dalle caserme alla creatività” organizzato dalla YEA-Contest. Al Convegno, oltre ad un numeroso pubblico, hanno partecipato il Presidente della Regione Zingaretti, il Sindaco di Roma Marino, il Presidente del CONI Malagò, il Presidente del II Municipio Gerace e per la YEA-Contest Francesco Ghio e Maria Libera del Vecchio.

La YEA (Young Explorer Agency) è una Agenzia nata con lo scopo di promuovere nuove professionalità nel campo della cultura, dell’arte, della musica e dello sport sperimentando la trasformazione di spazi urbani attraverso il coinvolgimento di associazioni, imprese, istituzioni e ovviamente di “giovani creativi”.

“La creatività” secondo la YEA infatti: “rappresenta un presupposto per essere competitivi nel mercato globale e una città che è attenta a cogliere e coltivare il talento dei giovani è una città che vince la sfida della crescita e dell’innovazione”.

Scopo del convegno quello di proporre alle Istituzioni, partendo proprio dal quartiere Flaminio la cui vocazione culturale e sportiva è una realtà, la destinazione di parte delle caserme di Via Guido Reni a laboratori di creatività sia fisici che virtuali per università, imprese e giovani professionisti.

Particolarmente significativo l’intervento dell’Architetto Ghio che rimanendo con i piedi ben piantati in terra ha auspicato non solo la creazione di laboratori creativi ma anche l’indispensabile risanamento di alcune zone del Flaminio che con modesti interventi potrebbero diventare “nuovi parchi urbani”,

Come il Villaggio Olimpico che a causa dell’Auditorium si è trasformato in un mega-parcheggio o le aree sottostanti al viadotto in cemento armato di Corso Francia o infine la riqualificazione degli spazi intorno allo Stadio Flaminio o Piazza Mancini (dove la chiusura del collegamento con Ponte Duca d’Aosta ha trasformato la piazza in un’area fortemente degradata).

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Al termine del convegno, pur conoscendo molto bene la realtà delle cose, siamo voluti andare proprio nel luogo del degrado, a pochi passi dalla fredda opulenza dell’Auditorium.

Tutta l’area che circonda lo Stadio Flaminio, in parte trasformata in un immenso e caotico parcheggio, è in uno stato di gravissimo abbandono; gli spazi al di sotto dei piloni del viadotto (quello ideato da Nervi e che collega Ponte Flaminio ai Parioli) sono diventati delle vere e proprie discariche.

Tra calcinacci, vecchi frigoriferi, materassi, batterie esauste spuntano come funghi le tante baracche di senza-tetto.

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Danneggiati gli asfalti, i marmi, le gradinate mentre i giardini sono invasi da rifiuti di ogni genere; una situazione drammatica che contrasta fortemente con la “vocazione culturale” del Flaminio, uno dei quartieri più belli di Roma e somigliante oggi ad un desollato parcheggio.

Se dall’Auditorium si volge lo sguardo al Ponte della Musica, quel “percorso ideale” che ingloba anche il MAXXI, in realtà appare come un budello ingombro di autovetture.
Cosa accadrà nel futuro è difficile da ipotizzare anche in considerazione del grave deficit del Comune di Roma.

Resta però il fatto, come dichiarato dall’Architetto Ghio, che è possibile partire anche da piccole cose come la realizzazione di un percorso che dall’Auditorium, attraverso il Villaggio Olimpico, porti al Ponte della Musica e alla Casa delle Armi e la Foresteria Sud: due opere che il mondo intero ci invidia. Anche queste però da riqualificare.

Francesco Gargaglia

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