Home ATTUALITÀ Violenta minorenne nel campo nomadi di via del Foro Italico: arrestato 58enne

Violenta minorenne nel campo nomadi di via del Foro Italico: arrestato 58enne

polizia-arresto.jpgCon la prospettiva di un futuro migliore convince una connazionale minorenne a venire in Italia con la zia ma, una volta a Roma, sottrae ad ambedue i documenti per evitare che possano fuggire e violenta la giovane ragazza. Il fatto è accaduto nel campo nomadi di Via del Foro Italico ubicato di fronte all’ex campo di via del Baiardo ma dall’altra parte del Tevere. Un agglomerato di baracche, di cumuli di rifiuti, di fumi che salgono verso il cielo, di bambini che giocano seminudi nella sporcizia. Tutto ben visibile dal ponte sovrastante, quello della tangenziale. In questo scenario si è compiuta la violenza.

Il fatto. E’ una telefonata al 113 che mette sull’allarme la Polizia. Al telefono un testimone segnala un uomo in fuga ed una giovane minorenne di nazionalità romena che asserisce di essere stata vittima di un violenza sessuale da parte di un suo connazionale.

Giunti nel campo nomadi, ai poliziotti del Commissariato Villa Glori e del Reparto Volanti il testimone fornisce una sommaria descrizione del responsabile e indica loro anche la sua direzione di fuga. Scattano le ricerche e grazie anche al procedimento di localizzazione del telefono cellulare che il fuggitivo porta con sé, i poliziotti riescono a rintracciarlo  nel Quartiere Spinaceto.

Inutile il tentativo da parte dei parenti dell’uomo, che risiedono in un abitazione in Via Menandro, di depistare gli agenti per nascondere e proteggere la fuga del loro congiunto. Un sospetto nervosismo ed alcune dichiarazioni contraddittorie inducono i poliziotti ad effettuare un controllo anche all’esterno dell’abitazione.
D.V., 58 anni, si era infatti nascosto all’interno di un locale adiacente a quello dei motori dell’ascensore. Ed è proprio lì che i poliziotti lo sorprendono e lo arrestano.

I due familiari sono stati denunciati per il reato di favoreggiamento mentre per l’uomo è scattata anche una denuncia per ricettazione. Gli investigatori stanno ora svolgendo ulteriori accertamenti anche su una rapina che l’uomo avrebbe commesso nei confronti della zia della minorenne. La vittima è stata poi accompagnata negli uffici della Questura e affidata ad una psicologa.

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4 COMMENTI

  1. BASTA! se vogliono rimanere in italia devono sottostare alle nostre legge e regole non possono vivere in quei posti che tolgono a noi la possibilità di usufruirne, creare degrado e creare paura.

  2. Storie di ordinario degrado. Ma cosa si fa concretamente per evitarlo? Il fiume di denaro che si spende per la “questione nomadi” come viene utilizzato? leggendo l’introduzione del sito dell’opera nomadi Lazio si legge: “L’associazione nasce come movimento di volontari con il fine di togliere rom, sinti, camminanti e altri nomadi, dalla situazione di emarginazione in cui sono relegati nella nostra società.
    Apartitica e aconfessionale, svolge essenzialmente un ruolo di mediatrice tra i pubblici poteri e i gruppi di zingari, per la tutela dei loro diritti e per favorire interventi specifici volti a sanare le situazioni di svantaggio. Il suo impegno si sviluppa principalmente nei seguenti settori: il risanamento a breve termine delle baraccopoli e l’allestimento, nel lungo periodo, di villaggi residenziali per le famiglie nomadi e seminomadi; la scolarizzazione dei minori; la tutela della lingua e della cultura dei rom, sinti e camminanti in quanto minoranza linguistica protetta dalla Costituzione; l’organizzazione di eventi culturali come mostre fotografiche e di artigianato, spettacoli musicali, tavole rotonde, convegni, dibattiti, manifestazioni di solidarietà e trasmissioni mediali, nel tentativo di favorire una presa di coscienza critica sulla situazione attuale di queste popolazioni all’interno della società civile e stimolarne nuove forme di adattamento.
    L’Opera Nomadi è attiva anche nel campo sanitario e della giustizia, oltre che sul fronte occupazionale, attraverso la costante ricerca di opportunità lavorative in sintonia con le attività tradizionalmente svolte da rom, sinti e camminanti: artigianato, lavorazione dei metalli, compravendita nei Pijats Romanò (vale a dire i tre mercati rom della capitale), rilancio della cultura dell’allevamento dei cavalli indirizzandola verso l’agriturismo e l’ippoturismo e impieghi legati all’ecologia (raccolta differenziata dei rifiuti ingombranti e manutenzione del verde pubblico).
    Pubblica Romano Lil, trimestrale di informazione nel quale vengono divulgati atti, iniziative e ricerche mirate a sostegno dei gruppi nomadi che insistono sul territorio dell’Italia continentale e insulare”.
    Non leggo, purtroppo, vicino a “tutela dei diritti” le parole “RISPETTO DEI DOVERI”.
    Più che l’abolizione del reato di clandestinità mi preoccuperei di porre delle modifiche al trattato di Schengen…..

  3. Per il “ritorno dei lavavetri” (siccome erano stati allontanati dal bieco alemanno) c’è stato un tripudio di solidarietà; per la “favelas” di Corso Francia (siccome è vicino al Fleming) invece niente. E per questa faccenda che facciamo dal momento che il campo nomadi è in quel posto da tantissimi anni? Rutelli, Veltroni, Alemanno: con chi ce la dobbiamo prendere?
    Quel campo vergognoso è in quell’area da tantissimo tempo e sotto gli occhi di tutti (comprese le decine di migliaia di auto che vi transitano vicino) e tutti fanno finta di non vedere. Mi domando come fa quell’esercizio commerciale che vende “prodotti della natura” e che confina con quell’orrore a sopravvivere.
    Ma quand’è che la smetteremo di fare gli ipocriti? E quand’è che i nostri politici, invece di pensare agli affari loro (il congreso del PD e la scissione del PDL: ma che ce ne frega!) cominceranno a fare il loro mestiere?. Hanno ragione gli abitanti di Lampedusa a non sentirsi italiani.
    Il Sindaco Marino si vada a fare una bella pedalata in Via del Foro Italio insieme a tutti gli assessori (dal momento che guadagnano il doppio o il triplo dei loro colleghi europei).

  4. ieri sera ho sentito l’On. Bruno Tabacci (Centro Democratico) dire che la questione indulto/amnistia non è l’opinione pubblica che deve discuterne ma è compito della politica…. ergo, smettiamola di parlare che non contiamo nulla fino al prossimo turno elettorale!!

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