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Inviolatella, serve l’ONU per aprire quel cancello?

cancello-inviolatella.jpgSe neppure l’agguerrita pattuglia di “Buongiorno Regione” di RAI3 con la sua diretta dello scorso 9 maggio è riuscita a scoprire il motivo per il quale il parco attrezzato di Via dell’Inviolatella Borghese non apre, allora la cosa è veramente seria. E mentre migliaia di cittadini di Vigna Clara, Fleming e dintorni, in queste afose giornate estive ne avrebbero potuto usufruire, forse per sapere quando i cancelli verranno spalancati si dovrà aspettare una risoluzione dell’ONU con conseguente intervento dei “navy-seals”.

100mila euro il costo, ovviamente denaro dei contribuenti, i lavori iniziati in pieno inverno, la consegna in ritardo e il parco, bello che finito, che non ne vuole sapere di aprire se non alle pecore del locale pastore che inspiegabilmente possiede le chiavi del cancello di accesso.

A nulla sono servite le telefonate a Comune, Municipio, Dipartimento del Verde e Servizio Giardini: nessuno ne sa niente. Anzi, per il Comune, sembra che neppure esista “una inviolatella”.

All’inizio si era pensato ad un ritardo necessario per il collaudo delle strutture ma in cinque mesi si collauda un centrale nucleare e non quattro tavoli e poche assi. E allora ci viene il sospetto che dietro questa faccenda si nasconda qualcosa di più complesso: forse un contenzioso con i proprietari della strada privata (ma, sembra, con servitù di accesso) su cui ricadono i cancelli di ingresso all’area?

Siamo tornati per l’ennesima volta all’Inviolatella Borghese per documentare questo parco finito da 5 mesi ma che ha gli ingressi sbarrati: una vergogna se si pensa che tutta l’area del Fleming e Vigna Clara, con decine di migliaia di residenti, non ha un’area verde.

Il parco attrezzato di Via dell’Inviolatella è deserto.

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La tabella colorata posta all’ingresso è stata smontata e poggiata in terra: un pessimo presagio. Come se qualcuno avesse voluto mandare un inquietante messaggio: di qui non si passa! (forse la stessa persona che tempo fa ha tolto lo striscione – leggi qui – che chiedeva l’apertura immediata dell’Inviolatella).

Il parco sorge alla base di una collina dove svetta un palo attrezzato con pannelli solari; qui dovevano essere montate delle telecamere di sorveglianza ma osservando attentamente l’impianto sembra di capire che delle telecamere non c’è traccia.

I vecchi fontanili sono stati sistemati, l’area umida recintata, il ponticello che scavalca il fosso messo in sicurezza, gli alberelli piantati e cavalli e asini segregati all’interno di un piccolo recinto fangoso.

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Lungo i margini del parco, contraddistinto da tabelle di colore azzurro, è stato realizzato anche un percorso-vita: assi, parallele, passerelle.

Sparpagliati un po’ dovunque ci sono tavoli e panchine nuove di zecca con il solito corredo di cestini per i rifiuti; attualmente sono utilizzati dalle vespe che li trovano ottimi per i loro nidi (un piccolo contributo del Comune a Madre Natura).

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Insomma tutto è pronto per consentire ai residenti, perennemente affamati di verde, di godere di una bella area attrezzata: pronto ma non disponibile.

Ad usufruirne, in compenso, oltre alle solite pecore anche chi vive sulle sponde del Fosso dell’Acqua Traversa che con un balzo scavalca le maleodoranti acque e si ritrova ad avere un piccolo paradiso a disposizione.

Francesco Gargaglia

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

 

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7 COMMENTI

  1. A domanda, ricevuta risposta e nuova domanda : Basteranno Estella Marino e Daniele Torquati. Ma di quanto tempo avranno bisogno ?

  2. Sulla mancata apertura del parco forse dovrebbe investigare la Magistratura o la Corte dei Conti perchè non è possibile utilizzare i soldi del contribuente per fare un parco su terreno dei cittadini (l’area è comunale) e poi tenerlo chiuso. Se in fase di pianificazione e realizzazione qualcuno ha sbagliato allora è giusto che paghi dal momento che sono stati utilizzati i nostri soldi anche per ripulire l’area e mettere un impianto di videosorveglianza (con telecamere che non si vedono!).
    Chi si è candidato alla Regione, Comune e Municipio e poi è stato eletto promettendo “VERDE PER TUTTI” è bene che si affretti a dare delle risposte ai residenti.
    Quel parco potrebbe essere una valida alternativa per chi non ha soldi (e sono molti!) per andare in vacanza: tenerlo chiuso soprattutto durante la stagione estiva è un fatto di inaudita gravità.
    Comitato Robin Hood.

  3. ed invece cosa si sa sul parco volusia con accesso da via casalattico? Doveva aprire a luglio se non sbaglio?
    Ed il parco cani Pareto? Lo faranno il ponticello?
    Grazie

  4. Bravo Robin Hood, hai detto bene: questo parco per chi resta in città come me sarebbe una mano santa, e’ assolutamente scandaloso che vecchio comune e vecchio municipio se ne siano disinteressati per mesi e mesi invece di aprirlo al pubblico speriamo almeno che i nuovi amministratori si diano da fare subito.

  5. A qualcuno qui a via Fabbroni hanno detto che il Parco non può aprire perché mancano sia i bagni che il custode, ma allora il Parco adiacente con accesso da via Cassia vecchia, lungo il fosso dell’acqua travesa, che è pieno di gente e di cani tutti i giorni, come mai vive tranquillo senza bagni e senza custodi?

    Poi i due Parchi sarebbero distanti al confine sotto il ponte della via Cassia, solo una decina di metri, ci vorrebbe molto a collegarli con una passerella lungo l’argine sinistro del fosse dell’acqua Traversa, sempre sotto il ponte della via Cassia? Almeno si risoverebbe il problema dell’accesso che sarebbe, almeno provvisoriamente, quello dell’altro Parco. Poi spero che a qualcuno venga in mente di farne uno da via Fabbroni, con un altro ponticello sul fosso, prima che tutto l’argine venga abusivamente privatizzato dai vari allevatori di polli ed anatre, come attualmente succede.

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