Home AMBIENTE La Merluzza, per fortuna c’è scritto divieto di scarico

La Merluzza, per fortuna c’è scritto divieto di scarico

divieto.JPGAll’imbocco di Via Pradis Pedaggi campeggia ancora la scritta “divieto di scarico”, con tanto di precisazione “i trasgressori saranno puniti a norma di legge”. Come in tutti i siti non adibiti alla raccolta di rifiuti o materiale di scarto il concetto è lo stesso anche per Via della Merluzza. Due zone di confine del XV Municipio, sulla Cassia, in cui il grado di infrazione a questa norma raggiunge livelli di incredibile portata.

Ma consideriamo i singoli casi. Via della Merluzza e Via Pradis Pedaggi sono due strade parallele che delimitano gran parte di Cesano est. Una porta a Cesano scalo, su Via di Baccanello, l’altra, una volta confluita sulla cesanense, sfocia all’altezza dell’antico borgo, percorrendo un tratto del Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano.

Entrambe sorgono da quella grande arteria che è la Cassia, inglobandone, si potrebbe dire, anche le problematiche. Venendo da Roma la prima che si incrocia è proprio Via della Merluzza, a cui si accede per mezzo di un cavalcavia.

Ci siamo avvicinati in quel tratto che poco più di due anni fa (leggi qui) avevamo denunciato essere rifugio di scarichi illeciti uniti a un via vai notturno piuttosto vivace. L’ordinanza antiprostituzione del sindaco aveva infatti reso questa terra di confine, perché tale è almeno sotto il profilo burocratico, luogo ideale per la prostituzione che dalle arterie più trafficate si era spinta fin qui al fine di eludere la sorveglianza.

Diciamo terra di confine perché anche qui sono evidenti i riflessi della controversia tra l’Astral e la Provincia di Roma sulla gestione del tratto, controversia di cui abbiamo recentemente parlato a proposito degli ammassi di rifiuti sulla Cassia Bis. La situazione qui non è diversa, al contrario sembra essere anche più grave, almeno a giudicare dagli ammassi di rifiuti e rottami sparsi per gran parte del cavalcavia.

Secondo l’Astral sarebbe la Provincia la responsabile dello stato in cui versa Via della Merluzza che già ai tempi del Belli, che la cita in una sua poesia, era nota come una strada di masnadieri, un posto poco raccomandabile e, aggiungiamo noi, ora anche poco pulito.

Il recente intervento del Commissario Straordinario dell’Ente Parco di Veio, Massimo Pezzella, in merito ad un nostro articolo sullo stato d’emergenza in cui versa la Cassia Bis (leggi qui) spinge a sperare in un controllo più efficace che dovrà però necessariamente prolungarsi anche a questa zona. La quale, trattandosi di un cavalcavia poco frequentato, abbisogna di una vigilanza più efficiente. Le telecamere di cui parla Massimo Pezzella, da installarsi nelle piazzole di sosta più sensibili, potranno forse risolvere anche il problema di Via della Merluzza che si trascina ormai da troppo tempo.

Diversa la questione a Via Pradis Pedaggi. Qui fino a tre anni fa sorgeva una delle più grandi discariche abusive di Roma Nord, con 650 tonnellate di rifiuti sparsi all’interno di un Parco Naturale protetto. Ci vollero undici giorni perché tre operatori AMA, su sollecitazione del X Dipartimento del Comune di Roma, riuscissero a rimuovere la massa di rifiuti che con gli anni erano stati gettati in quella strada isolata.

A tre anni dall’intervento siamo tornati a Via Pedaggi per verificare la situazione. Ci aspettavamo, dopo le tante polemiche e l’ingente sforzo di bonifica, di trovare una strada pulita. Ma, pur essendo anni luce lontana dalla gravità di tre anni fa, la situazione rischia di tornare come era prima.

Non si è infatti fermato il fenomeno dello scarico abusivo di rifiuti. Lungo il tratto stradale è frequente imbattersi in sacchi d’immondizia e altri scarti gettati ai margini della via che, come Via della Merluzza, continua ad essere terra di nessuno.

Nel suo Poverello Muto Giuseppe Gioachino Belli sembra aveva previsto il destino di Via della Merluzza, sta tutto dentro una rima:
Che bbella carità de la Merluzza!
Perché Ddomminiddio m’ha pproveduto
de parlà, cc’è da fa ttutta sta puzza!

Adriano Bonanni

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

 

Visita la nostra pagina di Facebook

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome