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Sulla Cassia Bis ci si può arredare casa

cassiabis120.jpgLa strada statale 2 bis Via Cassia Veientana, anche nota come Cassia Bis, è stata costruita negli anni settanta allo scopo di ridurre il traffico sulla Via Cassia. Il suo percorso inizia all’uscita cinque del Grande Raccordo Anulare per arrivare fino allo svincolo Cesano/Le Rughe dove si ricongiunge con la Via Cassia. In totale 13 chilometri e 400 metri. Una strada di enorme importanza per gli abitanti di Roma Nord.

È naturale che un’arteria così influente per la viabilità della zona sia percorsa quotidianamente da diverse decine di migliaia di automobilisti. Sono ormai lontanti i tempi dello “scandalo Leone”, quando si accusò l’allora Presidente della Repubblica Giovanni Leone, proprietario di una immensa villa in località Le Rughe, di aver fatto costruire la strada per uso personale.

Oggi la Cassia bis ha il merito di alleviare il più che critico livello di traffico che affligge la Cassia in diversi punti della giornata. Il peggiore, non c’è bisogno di dirlo, è il traffico mattutino, quando in tutta la via si creano ingorghi tali da causare spesso delle vere e proprie paralisi.

Se a questo si aggiungono i lavori stradali la situazione sfocia in una vera e propria emergenza. Gli utenti della Cassia Bis ricordano ancora l’intervento per la messa in sicurezza del Viadotto Valchetta, che durò da ottobre a dicembre 2008 e che portò alla chiusura della carreggiata nord dal km 2,900 al km 5,200 determinando una deviazione del traffico, con doppio senso di circolazione, sulla carreggiata sud.

Poi, una volta finito l’intervento sulla carreggiata nord, la stessa situazione di ripeté in direzione sud. Insomma, per tre mesi sulla Cassia Bis si viaggiò su una sola corsia. L’Astral, Azienda Strade Lazio S.p.A., emise un comunicato in cui si scusava per i disagi provocati e si impegnava a terminare i lavori quanto prima. Ma la mancanza di informazioni e gli enormi disagi provocati (attese di oltre un’ora per percorrere i 13 km della Via) mantennero critica la situazione per tutti i tre mesi dell’intervento.

Una distesa di macchine che si ripete ogni giorno, e che per questo fa della Cassia Bis un punto d’osservazione privilegiato per quanto riguarda la sicurezza stradale.

Proprio da questo punto di vista le carenze sono evidenti. E lo diventano ancora di più quando si ricollegano alla questione ambientale, in una sorta di circolo vizioso le cui componenti tipiche sono scarso senso civico da un lato e omesso controllo dall’altro.

Le piazzole di sosta che delimitano la carreggiata sono da anni sito privilegiato per lo scarico abusivo dei rifiuti. Qui nessuno vieta di abbandonare di tutto: dalle carcasse di elettrodomestici ai materassi, dai calcinacci ai mobili, dai sacchi di immondizia alle sedie di plastica. Ci si può arredare una casa di medie dimensioni.

Considerando che la maggior parte di questi sono oggetti infiammabili, che l’estate è alle porte e che episodi di incendio in questa zona sono frequenti il quadro complessivo è altamente preoccupante. Per non parlare della sicurezza degli automobilisti che qui transitano a velocità elevata: cosa accadrebbe se uno di questi rifiuti, spinto dal vento, finisse nel mezzo della carreggiata?

La nota polemica tra l’Astral, società partecipata dalla Regione Lazio, che ha in gestione la via e la Provincia di Roma si è trascinata per anni. La prima sostiene infatti che la pulizia spetta alla Provincia che a sua volta risponde di dover procedere esclusivamente alla manutenzione ordinaria, e non rientrando tra queste la pulizia della via rimanda la palla alla Regione Lazio.

Per evitare che la situazione degenerasse nel febbraio 2011 la Provincia procedette comunque alla rimozione dei rifiuti, ma fu un fatto eccezionale a cui fece seguito, sempre dalla Provincia, la diramazione di una nota in cui si specificava che veniva svolto in maniera eccezionale, non essendo l’intervento di loro competenza.

Le fotografie che pubblichiamo dimostrano chiaramente che la situazione non è cambiata. Evidentemente non bastano considerazioni legate alla sicurezza o alla tutela ambientale di un territorio che ricade all’interno del Parco di Veio a fare in modo che tra Regione, Provincia e Comuni qualcuno si assuma finalmente la responsabilità di quei 13 chilometri.

Adriano Bonanni

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

 

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4 COMMENTI

  1. Intervengo come Commissario del Parco di Veio per annunciare con grande soddisfazione e orgoglio che attraverso un confronto e accordo con una nota società di telefonia e di concerto con Astral verranno installate in alcune piazzole sensibili della Cassia Bis pali di illuminazione pubblica con telecamere di sorveglianza e registrazione a distanza. In questo modo garantiremo il controllo 24 ore su 24 delle zone più sensibili e soprattutto potremo perseguire attraverso le immagini coloro che compiono atti di abbandono di rifiuti e che deturpano l ambiente.
    Tutta questa operazione sarà a costo zero per il cittadino per sempre. Inoltre si garantirà più sicurezza all’arteria della Cassia Bis che ad oggi rischia di essere fortemente compromessa proprio per lo spostarsi di questi rifiuti dalle piazzole alla carreggiata di transito.
    Credo che questa sia una soluzione storica per una strada che divide in due due importanti Parchi del Lazio e che negli anni e’ stata oggetto di critiche e balzelli sulle varie competenze.

    Massimo Pezzella
    Commissario Straordinario Ente Regionale Parco di Veio

  2. E, considerazione elementare, si privano le piazzole di sosta della loro funzione. Innumerevoli volte, percorrendo l’arteria, ho sentito il bisogno di fare una breve sosta in piazzola, sempre impeditone dai cumuli di rifiuti.

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