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Sport, sempre meno i fan della lotta greco-romana

lotta120.jpgOstia è nota per alcune sue particolarità: una lunga spiaggia che negli anni del dopoguerra fu il set di numerose pellicole in bianco e nero, una bella pineta, un grande porto con centro commerciale, una architettura vagamente liberty e ovviamente la zona degli scavi. A queste deve aggiungersi, cosa sconosciuta ai più, la presenza di un “palazzetto dello sport” realizzato nel ’90 e dedicato agli sport di combattimento (il PalaFIJLKAM), all’interno del quale sono in corso oggi, 23 febbraio, e domani domenica 24, i Campionati Assoluti di Lotta Greco Romana e di Lotta Libera; 500 atleti, ragazzi e ragazze, appartenenti a società storiche (Portuali di Ravenna, Brunetti, Angiulli, Borgo Prati) e ai Corpi Armati dello Stato (Polizia e Forestale).

Pochissimo invece il pubblico; non tanto per la pioggia battente che ha flagellato il litorale quanto per la scarsa notorietà di cui gode questo sport.

Uno sport tanto “povero” da essere escluso dalle 25 discipline sportive che il CIO ha individuato alle prossime Olimpiadi; una decisione incredibile che ha spinto il Presidente della Federazione Bulgara Valentin Yordanov (Oro alle Olimpiadi del 1996) a restituire la sua medaglia al CIO in segno di protesta.

Al posto della lotta, uno degli sport più antichi presente fin dalla 1° Olimpiade di Atene, entreranno forse altre discipline come il softball, il baseball, il taekwondo, lo squash mentre viene confermato il badminton più noto come “volano”.

“L’esclusione della lotta dai Giochi deteriora lo spirito delle Olimpiadi” dice il Direttore Sportivo della Nazionale tedesca ed è una scelta sciagurata, aggiungiamo noi, perché basata unicamente su questioni di mero calcolo economico: troppe poche le persone che assistono alle gare, sostengono le varie lobbies che ruotano intorno al mondo dello sport, meglio quindi puntare su discipline che attirano il pubblico pagante.

Forse se servisse ad aumentare l’audience televisiva non ci si farebbe scrupolo di inserire nelle Olimpiadi del 2020 la dama, la briscola o lo scopone scientifico.

E così uno degli sport più antichi nella storia dell’umanità (la lotta olimpica nasce nel 708 a.C.), praticato in tutto il mondo (in alcuni paesi come Mongolia, Turchia, Iran, Usa è “sport nazionale”) sparisce dai Giochi perché considerato economicamente poco appetibile.

A vedere questi ragazzi che oggi ad Ostia combattono sulla “materassina” per affermare unicamente il loro orgoglio di “lottatori” ci si interroga allora su questa cultura dello sport che premia discipline spettacolari intorno a cui ruotano spesso interessi poco leciti e affossa sport formativi come la Lotta Greco-Romana.

Molti di questi ragazzi vengono dalla Puglia e dalla Sicilia, alcuni si sono pagati le spese di viaggio e di alloggiamento, tutti si allenano con fatica e grande sacrificio ben sapendo che al termine di un estenuante torneo non ci saranno premi in denaro ma solo qualche attestato e una coppa o medaglia in volgarissimo metallo.

Questi ragazzi incarnano lo spirito vero dello sport: quello sport che richiede fatica e sudore (per “fare il peso” molti di loro si sottopongono a diete che farebbero impallidire una top-model), che impone disciplina e rispetto per l’avversario; uno sport dove devi comprarti scarpe e “costumino” perché le Società sono tanto povere da non potertele fornire. In cambio non chiedono soldi o notorietà ma solo rispetto. Perchè sono dei veri “lottatori”.

Francesco Gargaglia

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

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1 commento

  1. Sono sconcertato di questo episodio che coinvolge il CIO di certo si è perso lo spirito delle olimpiadi che nacquero nell’epoca moderna per far fraternizzare i popoli nelle discipline olimpiche antiche e medioevali. Oggi vince il denaro e il successo non più i valori della amicizia e della generosità, il cercare la pace e l’incontro fraterno tra le nazioni, il dare le opportunità a tutti questo erano le olimpiadi!
    Di certo una critica alla FIJLKAM in Italia si può tranquillamente fare di resto centralizzare a Roma questa disciplina quando in Italia la zona geografica più rappresentativa è la Romagna è inutile dire che si ha poco pubblico altro, ancora è da valorizzare i campioni avuti nel passato…! Ancora il creare una opportunità per gli atleti come un college sportivo per lo studio e l’università il creare la possibilità di un lavoro questo aiuta a dare un futuro ai nostri giovani sportivi. Un saluto a tutta la redazione

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