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Via di Grottarossa come il canale di Cannaregio

via-grottarossa.jpgRoma è tra le città più belle d’Italia eppure nonostante al suo interno custodisca un patrimonio artistico e archeologico che non ha eguale fa di tutto per assomigliare alla fascinosa Venezia. Non perde infatti occasione, pur di riuscirci, ad allagare strade e vicoli nella speranza di trasformarli in veri e propri canali e quando come in questi giorni piove a dirotto ce la mette proprio tutta.

Il vortice polare che staziona permanentemente un poco più su delle nostre teste a detta dei nostri meteorologi avrebbe dovuto regalarci, a causa della sua improvvisa “rottura”, neve e temperature gelide.
In realtà al posto delle neve è arrivato lo scirocco che dopo un sensibile rialzo delle temperature adesso ci dispensa temporali ed acquazzoni in abbondanza.

E così Via di Grottarossa approfitta della pioggia per assumere le sembianze del canale di Cannaregio, quello che mette in comunicazione la parte Nord della Laguna di Venezia con il Canal Grande.

Via di Grottarossa, che prende il nome dalle grotte scavate nel tufo, è una lunga strada, circa 4 chilometri, che congiunge la zona Nord della Via Cassia con la Flaminia attraversando una placida campagna cosparsa di splendide ville.

La parte iniziale, densamente abitata, si snoda per circa 600 metri tagliando in due l’agglomerato urbano che è un fitto reticolo di “calli”; non mancano neppure le “bricole” qui sostituite dalle insegne pubblicitarie che, conto alla mano, sono ben 44.

Certo il romantico Canale di Cannaregio ha le sue gondole che stazionano languide agli ormeggi; Grottarossa, più umilmente, mette in campo le auto che altrettanto languidamente sostano permanentemente sullo stretto marciapiede di sinistra (per chi scende).

Per muoversi lungo il canale occorre possedere l’abilità di un Houdinì e come una anguilla della laguna sgusciare tra parafanghi, tubi e tavolini cercando di evitare quelle micidiali barriere bianche e rosse messe per evitare “ormeggio selvaggio”.

E quando da una bottega si affaccia uno dei tanti mercanti per annunciare che da lì a qualche minuto la pioggia allagherà la via si rimane stupiti dalla fatale terribile profezia.

In men che non si dica, il vento caldo che a Venezia porta l’acqua alta a Roma regala un acquazzone con i fiocchi che in un paio di minuti trasforma la via prima in un ruscello e poi in un vero e proprio canale.

L’acqua scorre rapida lungo la strada in discesa ignorando le caditoie che sono ostruite dall’asfalto che ha ceduto sotto il peso delle auto.

Non mancano, come in tutti i canali che si rispettano, rifiuti e detriti in quantità che la violenza delle acque ha scovato negli angoli più reconditi e ora si porta via.

Chi si trova sul lato sinistro (quello adibito ad ormeggio) è impossibilitato a procedere bloccato dalle auto e dal quel torrente in piena e allora come se si trovasse in Piazza San Marco affronta con passo risoluto l’acqua alta raggiungendo poi, sano e salvo, la sponda destra.

Quando il furore delle piogge sembra attenuarsi, l’acqua cala e via di Grottarossa, perso ogni fascino veneziano, torna ad essere la strada di sempre: fino al prossimo acquazzone.

Francesco Gargaglia

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

 

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2 COMMENTI

  1. Articolo molto carino che descrive, con ironia, quello che succede in Via di Grottarossa, ogni volta che piove. Poveri pedoni che debbono percorrere marciapiedi, piccoli e per lo più, invasi da macchine, con l’incubo che ogni macchina che passa alzi un’onda di acqua sporca. Gli automobilisti, noncuranti, non accennano a diminuire la velocità e diventa veramente difficile percorrere anche pochi metri.
    Ringrazio la redazione che si occupata del problema

  2. Ringrazio Gargaglia per il suo articolo come sempre appassionato e dettagliato.
    Chjedo a lui e alla redazione:
    cosa può fare il cittadino?

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