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Tagli al S.Filippo Neri, un medico ai cittadini di Roma Nord: protestate con noi!

san_filippo_neri.jpg“È imminente la chiusura di alcuni reparti. E’ stato comunicato nella sera di ieri a noi medici della Neurochirurgia. Penso che manifestando da soli non riusciremo più a salvare l’eccellenza di questo ospedale. Mi rivolgo pertanto ai cittadini di Roma Nord per i quali il San Filippo Neri rappresenta una risorsa unica per la tutela della propria salute”. Così ci scrive un medico del reparto di Neurochirurgia, chiedendo la nostra collaborazione ed aggiungendo”se è vero che ci meritiamo il prestigio che migliaia di cittadini ci riconoscono, prego soprattutto la popolazione di Roma Nord di manifestare attivamente, e non solo mediante la raccolta di firme, al fine di evitare la mutilazione dell’unica risorsa pubblica di salute in questo settore di Roma”.

“Il San Filippo è un ospedale che non gode nè di protezione universitaria né religiosa nè politica; è l’unica struttura interamente pubblica di Roma Nord. Nonostante questo ha prodotto autonomamente salute, attività scientifica internazionale e assistenza capillare a tutti. Ora – conclude il medico – tutti sono chiamati a manifestare. Chiedo pertanto la vostra preziosa partecipazione.”

E’ di ieri infatti la notizia che nel San Filippo Neri saranno tagliati 100 dei 500 posti letto disponibili e chiusi quattro reparti: Geriatria, Neurochirurgia, Chirurgia Toracica e Cardiochirurgia. I tagli sono stati confermati al direttore generale facente funzione Sommella nel corso della riunione di ieri con il commissario Bondi.

“Di fatto – dichiara in una nota il segretario provinciale della Uil Fpl di Roma Paolo Dominici – si declassa questa Azienda Ospedaliera che da Dea di II Livello passerà a Dea di I Livello”.
“Sessanta milioni di euro circa investiti negli ultimi 3 anni per il rilancio del SFN vanificati a seguito di una scelta inaccettabile. I Dati dell’Asp – prosegue Dominici – sul disavanzo di bilancio, sulla produttività, la ricettività e l’offerta non sono circostanziate, differentemente ai dati presentati dalla Direzione dell’azienda. Questa discrasia non consente un confronto tecnico oggettivo; pertanto riteniamo la decisione del commissario Bondi e dell’Asp pretestuosa ed un chiaro attacco politico al sistema sanitario regionale”.

“Occorre ricordare – continua il Segretario Provinciale – che il SFN è l’unica Azienda Ospedaliera pubblica presente sul quadrante di Roma Nord rappresentando un punto di riferimento dell’intera area cittadina, regionale e nazionale. Si alza il livello dello scontro quindi; occuperemo la Direzione Generale dell’Azienda ed attueremo azioni rivendicative eclatanti cercando di coinvolgere tutte le forze sindacali, sociali e del territorio. La posizione della Uil Fpl e dei lavoratori – conclude Dominici – resta quella di sempre: neanche un posto letto deve essere perduto”.

E a dare manforte alla rivendicazione è Gemma Azuni, consigliera capitolina SEL e presidente del Gruppo Misto in Campidoglio, che informa di aver presentato proprio oggi in aula Giulio Cesare “una mozione per salvaguardare l’Ospedale S. Filippo Neri e i suoi dipendenti, considerato che è l’unica azienda ospedaliera pubblica nel territorio di Roma Nord.”

“Questo atto – spiega Azuni – impegna il Sindaco e l’Assessore competente a farsi promotore di ogni utile iniziativa presso il Commissario Bondi affinché si scongiuri lo smantellamento o il ridimensionamento di una struttura sanitaria virtuosa ed efficiente per l’intera area cittadina, regionale e nazionale. Inoltre si chiede all’Amministrazione di farsi promotrice per una puntuale verifica delle attuali convezioni con le strutture private al fine di effettuare un risparmio finanziario e salvaguardare prioritariamente le strutture ospedaliere pubbliche già fortemente ridimensionate e in particolare di evitare la riduzione dei posti letto al San Filippo Neri.”

“La salute dei cittadini – conclude Azuni – deve tornare ad essere una priorità, destinando più fondi alle strutture ospedaliere e tagliando i costi degli F35, si preferisce investire nella guerra e negli armamenti piuttosto che tutelare il benessere degli italiani.”

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9 COMMENTI

  1. Non conosco la situazione del SFN e non mi permetto di giudicare ciò che non conosco. La mia solidarietà e supporto ai medici ed al personale che è “a rischio”. Devo – però – domandarmi come mai tali proteste non siano state fatte prima (non parlo del SFN o di Roma, parlo in linea di principio), nessuno è sceso in strada a protestare per i dati che leggo dal che a pagina 7 riporta i saldi pro capite delle regioni e province autonome: Lombardia in attivo di € 1,10 a persona; Emilia Romagna in attivo di € 6,00 a persona; Lazio in passivo di € 183,70 a persona; Molise (!) in passivo di € 166,90 a persona; prov. A. Trento € -20,60; Prov. A. Bolzano € +3,90… non vengono sospetti? No? Nessuno se ne era accorto?

  2. Risposta a SorChisciotte
    E con il tuo discorso dove vuoi arrivare?
    Io dico che se si taglia la Sanità Pubblica si taglia un servizio VITALE al cittadino!
    I cittadini non possono controllare le spese indiscriminate delle amministrazioni, comunali, provinciali, regionali, nazionali. però hanno la facoltà del voto ed alle prossime elezioni è bene che tengano a mente questi fatti.
    Ultimamente abbiam visto tagliare:
    – Sanità Pubblica
    – Scuola Pubblica
    – Trasporti
    – Lavoro
    – Pensione
    Mentre c’è stato un aumento spropositato di tasse di ogni genere
    Ogni volta che abbiam votato ci è stata data una minima possibilità di invertire questa tendenza, aspetto con trepidazione il risultato delle prossime elezioni.

  3. Vorrei arrivare ad una certa uniformità di amministrazione, di amminstrazione responsabile.. ovviamente. I cittadini dovrebbero controllare come si amministra (con i loro soldi) la cosa pubblica. I tagli – dolrosi e spesso “miopi” – sono il risultato non di calamità “naturali” ma di gestione truffaldina del denaro pubblico. È facile incazzarsi (comprensibilmente, sia chiaro…) dopo, più difficile è prevenire “prima” e controllare “mentre” le cose accadono.

    Non per niente le elezioni regionali, provinciali, comunali e municipali si chiamano elezioni “amministrative” perché hanno come scopo proincipale quello di eleggere una classe dirigente deputata ad amministrare i servizi pubblici locali: sanità, istruzione, trasporti.

    La prossima volta che i cittadini romnani vanno a votare riflettano sulla sitiuazione degli ospedali romani, della viabilità e del traffico, la funzionalità ed estensione della metropolitana, il trasporto ferroviario locale… poi decidano se votare per tizio o per aio. Liberamente, ma “responsabilmente”, non per spirito di bandiera…

  4. Posso dire che mi trovo in perfetta linea con quanto da Te esposto e aggiungo che come singoli cittadini e come comitati dobbiamo produrre documenti protocollati, nei quali si espongono le nostre segnalazioni che fissino dei punti storici in merito alle questioni, Il metodo non e’ quello di colpire un nemico come vuol far sembrare qualcuno ,ma aiutare amministratori zelanti e RIFORMATORI che mettano in campo un metodo diverso dal passato a volte a scapito del limitato interesse elettoralistico individuale, ma a favore di una sempre piu’ ampia coesione sociale .
    Il Limite che abbiamo e’ quello di pensare che l’ultimo che arriva possa sanare coscienze inquinate da comportamenti e abitudini INDIVIDUALISTICI, EGOISTICI , mettendo in un cantuccio le speranze e le giuste aspettative e i PROGETTI che ogni Giovane ha il DIRITTO di AVERE .
    Lo slogan potrebbe essere ” Sognare ” “Condividere” “Progettare” “Realizzare”
    godere insieme del frutto del lavoro che coinvolge tutti anche i piu’ Pigri .

  5. C’è soltanto una cosa da fare: MANDARLI A CASA!
    Tagliano, con la scusa della “razionalizzazione” i posti-letto ma non tagliano MAI le spese del Quirinale, Parlamento, Enti Locali, Provincie, Ordini Professionali, Rimborsi Elettorali e AUTO BLU!
    Ve le ricordate le promesse del Ministro Brunetta? Tagli agli stipendi dei dipendenti che si ammalano ma NESSUN TAGLIO alle auto blu!
    Ve la ricordate la storia del ristorante a prezzi stracciati della Camera? Ora siamo noi a pagargli il contributo per il loro lauto pasto a base di pesce!
    VANNO MANDATI A CASA!

  6. Purtroppo mandarli a casa direttamente non si può, solo una minima parte della classe politica la può “scegliere” realmente il cittadino.
    Ma invertire una tendenza forse è fattibile, spetta a noi , quando votiamo siamo gli artefici del notro futuro e di quello dei nostri figli.
    Inutile criticare questa classe politica/amministrativa eletta da NOI liberamente, chi sta lì è sempre stato lo specchio della cittadinanza.
    Se non cambiamo prima noi e chi ci è vicino non possiamo chiedere altro.

  7. DCS capisco il tuo punto di vista ma non è proprio così: se noi NON li votiamo “loro” non potranno portare nessuno in Parlamento.
    Quanto al fatto che NOI li abbiamo eletti liberamente è una balla come è una balla che “loro” sono il nostro specchio. Ci sono milioni di italiani ONESTI, che LAVORANO e PAGANO LE TASSE e che hanno votato, non avendo scelta, quello che “loro” ci hanno propinato sperando nella “loro” correttezza e onestà!
    Già negli anni ’80 (quando la “mummia” non era ancora resuscitata) il debito pubblico era al 90% del PIL! E “loro” che hanno fatto? Hanno continuato a mangiarsi i nostri soldi fino a portare il paese al tracollo.
    Non siamo noi che dobbiamo cambiare…..sono “loro”….ovvero devono andare a casa!

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