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Ponte Milvio, mille e più per Gianna Jessen

giannajessen.jpgAborto, si può essere contro o si può essere a favore ma incontrare da vicino Gianna Jessen, colei che non doveva nascere, colei che è nata sopravvivendo ad un aborto di aborto praticato al settimo mese di gravidanza, è emozionante. E anche vedere oltre mille persone accalcate nella parrocchia Gran Madre di Dio a Ponte Milvio in qualche modo lo è stato. Credenti e non, dubbiosi o meno, in più di mille, sfidando freddo e pioggia, non hanno resistito al richiamo di Gianna Jessen, una vera forza della natura.

Alle 21 di martedì 4 dicembre la chiesa di Ponte Milvio è gremitissima: mamme e papà, giovani coppie, nonostante l’ora tanti sono gli anziani sulle panche stracolme. Ma soprattutto sono tantissimi, sono centinaia i giovani seduti a terra, sui gradini, in piedi, per oltre due ore affascinati da questa strana americana claudicante che fa gridare a tutti freedom chiedendolo con un timido sorriso.

“Al mio tre gridiamo freedom, one, two three”, e così è stato. Duemila braccia levate al cielo hanno accompagnato il grido di libertà. Poi un lungo applauso liberatorio.

Sempre più stupiti ci spingiamo in mezzo alla folla e guardiamo questi visi i cui sguardi sono catalizzati da quell’esserino di 35 anni che, piegata in due ed appoggiata al leggio, distribuisce parole di vita, voglia di amare e di essere amati, che lancia parole d’ordine come fosse un navigato predicatore, uno di quelli a cui ci hanno abituato i film, mentre invece è solo una piccola, minuta donna che deve la sua vita ad un aborto mal riuscito e che ha perdonato sua madre, allora 17enne, per essere entrata in quella clinica ed ha perdonato chi la indusse ad entrarvi, nonostante ne sia rimasta segnata per sempre.

E ora minuta e schiva, camminando con  difficoltà, gira per il mondo a parlare d’amore per la vita.

La storia di Gianna Jessen, diventata negli USA la bandiera del movimento pro life, è nota.
35 anni fa nacque a Los Angeles in una clinica per aborti legata alla associazione Planned Parenthood. La clinica aveva consigliato alla 17enne madre di Gianna, giunta al settimo mese di gravidanza, di abortire con aborto salino che consiste nell’iniettare nell’utero una soluzione salina che corrode il feto e lo porta alla morte. In seguito, a causa delle contrazioni uterine, il feto viene espulso morto entro le seguenti 24 ore.

Ma per Gianna questa tecnica non funzionò e lei nacque viva dopo 18 ore. Trasferita in ospedale riuscì a sopravvivere, nonostante pesasse solo nove etti; tuttavia la carenza di ossigeno causata dall’aborto le ha procurato una paralisi cerebrale e muscolare. Nonostante ciò Gianna imparò a camminare con tutore all’età di 3 anni. A vent’anni, grazie alle cure mediche, riuscì a ottenere la capacità di camminare senza tutore, seppure con notevoli difficoltà. Per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dell’aborto, nel 2006 è riuscita a partecipare e a completare la maratona di Londra, nonostante la difficoltà a correre.

E oggi gira gli USA e il mondo battendosi per il diritto alla vita.
E ieri era a Ponte Milvio, nel cuore dell’effimero della movida. Ma la piazza era vuota, totalmente deserta mentre la chiesa era stracolma di giovani. Significherà qualcosa?

Gianna Jessen racconta la sua storia con serenità, anche se non usa mezzi termini…”Sono stata abortita quando mia madre biologica aveva 17 anni ma anziché morire sono viva, dovevo essere cieca, bruciata, morta, e invece sono qui con voi, viva” per poi spiegare meglio perché lo fa…”vi racconto queste cose perché stiamo combattendo nel mondo una battaglia che vede affrontarsi la vita e la morte, la mia missione è portare un po’ di umanità in un dibattito che è diventato una semplice questione” fino a rendere definitivamente chiaro il suo obiettivo: parità di diritti al nascituro che deve averne tanti quanti ne ha la donna che lo ha concepito.
Se l’aborto è una questione di diritti della donna dov’erano i miei? – chiede Gianna alzando per la prima volta il tono della voce – Non c’è nessuna femminista che protesta perché i miei diritti sono stati violati e la vita è stata soffocata nel nome dei diritti delle donne?”

Da cronisti, avevamo rimosso qualsiasi emozione prima di entrare in chiesa per ascoltarla ma restare con l’animo indurito non è stato facile.
Soprattutto girando lo sguardo intorno e vedendo duemila occhi fissi, quasi ipnotizzati, da quello scricciolo di donna che parlava di amore per la vita e che mentre parlava a noi faceva venire in mente la grande Edith Piaf, scricciolo anche lei, quando cantava L’hymne à l’amour.

Strano accostamento, senza dubbio. Come senza dubbio è stato un incontro particolarmente affascinante quello di ieri, dubbi a parte instillati da Gianna.

Claudio Cafasso

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4 COMMENTI

  1. Diversi mesi fa girando sul Web mi sono soffermato sul filmato di una giovane , apparentemente come tante altre , ma man mano che la giovane nella sua lingua madre esponeva la sua storia , divenivo sempre piu’ affascinato e trascinato
    dalla lucidità delle espressioni pungenti ma prive di collera verso CHI ingiustamente l’aveva penalizzata, disprezzata sino a farla sentire un rifiuto Umano, senza rancore attenzionava l’uditorio silenzioso con gli sguardi polarizzati verso questo miracolo vivente , sembrava come dopo aver camminato al buio senza punti di riferimento e all’improvviso vediamo una luce che diviene un Punto di riferimento .
    I suoi genitori ragazzi come tanti che magari senza aiuto stavano per soffocare le speranze, le ambizioni , i progetti di una giovane donna piena D’amore per iL PROSSIMO .
    Anche se non ho potuto conoscerla personalmente ringrazio la redazione e sono sicuro che scuotera’ molte coscenze e soprattutto e’ uno sprone per continuare a credere nella cosa piu’ Nobile e Preziosa “La Vita “ .
    Chi meglio di una persona che doveva essere soppressa prima di venire alla Luce con la complicita’ di diversi soggetti ?.
    Chi meglio di una giovane donna nella pienezza della sua fertilità ?.
    Chi meglio di una donna che e’ l’unica che puo’ donare all’uomo la Vita senza possibilita’ di deleghe?.
    Grazie per queste iniziative che alimentano lo Spirito umano da troppo tempo denutrito .

  2. Abbiamo avuto un enorme opportunità: quella di ascoltare una testimonianza di una persona che ogni giorno sceglie la vita rispetto alla morte e non solo per se, ma per tutto il mondo, perchè lei lo testimonia. Era ora che arrivasse ai giovani un messaggio di vita, in un momento in cui si pala in termini politici di aborto e non si guarda alla radice del problema. Gianna si è rivolta personalmente alle persone che si è trovata di fronte: “Uomini, siate liberi!” e “donne, riacquistate la vostra dignità!”. Lei si che parla con l’anima alle anime, lei si che lotta per la vita! E i giovani percepiscono il suo messaggio!
    Ringrazio VignaClaraBlog per aver preso a cuore questo argomento!

  3. Io c’ero, è stato bellissimo. Una causa che condivido in pieno. Ma non ricordo di aver udito, martedì sera in quella chiesa, la rivendicazione da voi riportata come segue:

    “Se l’aborto è una questione di diritti della donna dov’erano i miei? – chiede Gianna alzando per la prima volta il tono della voce – Non c’è nessuna femminista che protesta perché i miei diritti sono stati violati e la vita è stata soffocata nel nome dei diritti delle donne?”

    La condivido, forse la condivide anche Gianna Jessen, ma non mi pare proprio che abbia detto questa cosa. Ma forse ho sentito male. Grazie e un caro saluto.

  4. Grazie per questo bellissimo articolo! Certe volte è come se abbiamo paura di dire la verità o di esporre semplicemente ciò che siamo. Questo articolo è pieno di vita, si prende a cuore la vita! Ero presente all’incontro ed è stata un’emozione fortissima vedere e soprattutto sentire Gianna Jessen di persona. Ha toccato il mio cuore, mentre parlava e testimoniava la sua meravigliosa identità ho ricevuto delle risposte a domande che erano racchiuse dentro di me e timide di uscire. Sono davvero grata a Gianna Jessen. Ho trascritto delle frasi che mi hanno colpito particolarmente, come per esempio “TU puoi essere la persona della tua famiglia che cambia tutto, non devi aspettare qualcun’altro”. Mi ha trasmesso forza, energia, verità, vera fede, incarnata nella vita reale e non un ideale. Mi ha fatto toccare Dio più da vicino e grazie a voi di VignaClaraBlog di nuovo per questa missione!

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