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Ferrovia Roma Nord, damnatio ad metalla del pendolare

ferro120.jpgRitardi e corse soppresse. Treni affollati e sporchi. Niente controlli sulla linea. Nessuna comunicazione da parte dell’ATAC. Il (dis)servizio ferroviario sulla linea Roma – Civita Castellana – Viterbo continua ad incendiare gli animi dei tanti pendolari che ogni giorno utilizzano il trenino di Roma Nord per recarsi al lavoro, all’università, a scuola. Negli ultimi giorni, infatti, tante troppe le corse urbane soppresse: senza comunicazione, senza spiegazione. Solo un foglio scritto a penna accanto ai tornelli di Piazzale Flaminio. Può davvero bastare?

………. Sono le 18.46 di un mercoledì qualunque, senza scioperi, senza manifestazioni. Dopo i soliti 20 minuti a piedi per raggiungere Piazzale Flaminio, mi dirigo a passo svelto verso l’ingresso della stazione dei treni di Roma Nord. Guardo l’alto orologio della stazione e mi accorgo di aver perso il treno per soli 5 minuti. Poco male, penso, il prossimo arriverà tra 10 minuti. Ingenua. Noto all’ingresso dei tornelli un foglio bianco con su scritto “corse soppresse: 19.08-19.42-20.08”. I miei 10 minuti di attesa diventano 28. Speriamo siano solo 28.

Fuori piove, diluvia. Tutti iniziano ad affollare la banchina. Qualcuno, con il cellulare in mano, telefona per avvisare del ritardo. Alcuni, i più coraggiosi, cercano di capire cosa sia successo, per quale motivo ci siano tutte quelle corse soppresse e soprattutto perché questi disagi avvengano sempre nell’orario di punta, proprio quando tutti sono più stanchi, vanno più di fretta e sono più irritabili. Altri, più scoraggiati che coraggiosi, cercano di capire se le coincidenze dei bus a Saxa Rubra sono state avvisate o se partiranno senza di loro.

Intanto le persone in attesa aumentano. Il chiacchiericcio all’interno della stazione diventa fracasso. Finalmente, dopo quasi 40 minuti di attesa, si sente il tanto desiderato arrivo del treno. La frenata. Le porte si aprono. Ed inizia l’assalto. Arrabbiato, stanco, scocciato. Le persone sulla banchina sono troppe, non entreranno mai su quel treno. Due turisti davanti a me, una piantina di Roma in mano, si guardano stupiti. Penso che non riuscirò mai a salire. In troppi, stipati come bestiame.

Su quei vagoni non ci entrerebbe più neanche uno spillo. Niente da fare per noi a terra, dobbiamo continuare ad aspettare. Le porte del treno fanno fatica a chiudersi. I due turisti mi guardano e io posso solo alzare le spalle, rassegnata e consapevole di dover aspettare ancora e ancora.

Questa è una mia giornata qualunque, un mercoledì qualunque, senza scioperi, senza manifestazioni. Penso a tutte le madri che hanno figli a casa che l’aspettano. Penso a tutti gli anziani in piedi ad aspettare alla stazione. Penso a tutte quelle persone che impiegano ore per tornare a casa…………

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E penso anche ad una mail arrivata alla redazione di VignaClaraBlog.it:

Faccio appello non solo alla vostra professionalità e attenzione alle problematiche del nostro territorio, ma anche alla vostra sensibilità nei confronti di chi ha bisogno di aiuto e di sentirsi appoggiato nella “lotta” quotidiana di far rispettare i propri diritti. Fra i tanti problemi c’è quello che sta solo peggiorando ogni giorno di più cioè il trasporto pubblico e noi pendolari. Solo ieri 30 corse cancellate o come scrive, informa atac su di un biglietto scritto a penna “soppresse”. Se già in passato avete scritto degli articoli forse è il momento di aggiornarli fosse solo per non farci sentire degli “sfigati” che non usano l’auto e spendono fior di quattrini in abbonamenti. Gli studenti da 18,00 euro a 35,00 e se sei povero sei costretto comunque a pagare l’abbonamento annuale di 150 euro per il figlio! Grazie per l’attenzione.”

Ed è anche questa mail ad averci spinto ad occuparci nuovamente di un problema da mesi urlato e denunciato da tanti pendolari. Quegli stessi pendolari che troppo spesso si ritrovano ad aspettare 20 30 40 minuti se non ore, a Piazzale Flaminio, trenini inadeguati, sporchi, sempre affollati, davanti a display vuoti o fogli scritti a mano.

Quegli stessi pendolari che stanchi hanno deciso di far sentire la propria voce attraverso il Comitato Pendolari Ferrovia Roma Nord per trovare un modo efficace di intervenire sulle problematiche del trasporto ferroviario.

Un Comitato nato in modo spontaneo per iniziativa di un gruppo di pendolari stufi dei disservizi, disagi e disattenzioni dell’azienda di trasporti ATAC nel tratto urbano ed extraurbano della Ferrovia Roma Nord. Da mesi denunciano il peggioramento del servizio e lo hanno ribadito nell’esposto inviato alla Procura di Roma e a quella di Tivoli il 26 novembre: treni sporchi, affollati e senza aria condizionata, nessun controllo o controllore sui treni, continui ritardi, nessuna comunicazione, riduzione massiva delle corse e 11 scioperi nel solo 2012.

Proprio in questi ultimi giorni si è assistito alla soppressione di circa 20 corse urbane al giorno. Un’abitudine, ormai, a cui è davvero difficile abituarsi. Il portavoce e leader del Comitato Fabrizio Bonanni ha spiegato che in alcuni giorni “in assenza del doveroso aggiornamento del canale Twitter di Atac, l’unico coordinamento reale ed operativo è quello tra i pendolari fatto con il passaparola, a voce ed elettronico, mediante i canali twitter e facebook del Comitato”.

Carpire informazioni sul perché di tante corse soppresse è ancora impossibile: “voci di banchina” parlerebbero di mancanza di personale ma sul sito dell’ATAC nessuna spiegazione.

Il Comitato Pendolari Ferrovia Roma Nord ha, innanzitutto, messo in evidenzia i disservizi e la mancanza di sicurezza in molte delle stazioni della linea ferroviaria. La stazione di Prima Porta, ad esempio, da poco inaugurata seppur non ancora ultimata, è senza ascensore funzionante e senza possibilità di accesso da parte di disabili e bambini in carrozzina.
Nella stazione di Montebello da mesi sono fuori uso entrambi gli ascensori. In generale, nelle vecchie stazioni, non ci sono garanzie sufficienti di ingresso ai treni per i disabili.
Inoltre, in particolare a Piazzale Flaminio, capolinea della linea urbana ed extraurbana, spesso i tornelli sono fuori uso e sulla banchina il flusso e deflusso dei passeggeri sono totalmente incontrollati tanto da generare, il più delle volte, vorticosi (e pericolosi) percorsi ad ostacoli.

Più volte sono state messe in luce le cattive condizioni in cui riversano i treni: inadeguati, sporchi, vetri rotti, tendine parasole non funzionanti. “I treni sono insufficienti, vecchi di 30 anni, non a norma e quindi inadeguati a garantire un servizio allineato ad altre città italiane, senza scomodare le capitali europee” protesta il Comitato.

E il tutto fa da sfondo all’aumento del prezzo di biglietti ed abbonamenti.
“A luglio 2012 abbiamo richiesto formalmente l’apertura di un tavolo di confronto con l’azienda (ATAC) e stiamo ancora attendendo risposta – è scritto nero su bianco nell’esposto del 26 novembre del Comitato – Chiediamo quindi alle istituzioni preposte di intervenire presso tutte le sedi competenti per ripristinare immediatamente un degno servizio viaggiatori”.

I 102 km della ferrovia Roma – Civita Castellana – Viterbo sono di proprietà della Regione e in gestione all’ATAC dal 1 gennaio 2010. Nel 2007, in seguito all’omicidio di Giovanna Reggiani in prossimità della stazione di Tor di Quinto, si diedero inizio ai lavori che inizialmente coinvolsero proprio la stazione di Tor di Quinto le cui condizioni di degrado ed abbandono erano note da tempo.

Ma si sa, si preferisce curare piuttosto che prevenire. I lavori, a rilento, hanno poi coinvolto diverse stazioni della linea. In ultimo quella di Prima Porta in cui, la scorsa estate, non pochi disagi sono stati causati ai viaggiatori.
Tuttavia, nonostante i lavori, le nuove stazioni presentano già diversi problemi come ad esempio quella di Monte Antenne in cui, ha reso noto il Comitato Pendolari Ferrovia Roma Nord alla fine di settembre, “è estremamente pericoloso, oltre che impraticabile, il sottopasso che porta dalla strada alla stazione”.

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……… Sono ancora sulla banchina. Un libro in mano (se non altro queste lunghe attese incentivano la lettura). Un bambino piange, accanto a me, nella carrozzina. La madre cerca di calmarlo ma siamo in tanti lì intorno e tanta è la confusione. Guardo l’orologio, è davvero tardi.

Finalmente il treno arriva. I freni stridono e le porte di scatto si aprono. Subito la calca, la ressa. In due devono aiutare la madre a far salire il passeggino e fanno davvero fatica. Quelle entrate sono davvero strette. Riesce a malapena a salirci una persona figurarsi un passeggino. Come faranno i disabili?

Riesco anch’io a farmi strada e finalmente sono al di là dei finestrini, sono sul treno. Insieme a me tante altre persone, troppe. Gli ultimi tenaci cercano di entrare. Cercano. Rimaniamo diversi minuti (mi sembrano ore) fermi, immobili, stipati, aggrappati al pezzetto di poggiamani riuscito a conquistare con tenacia che talvolta sembra maleducata cattiveria. Vicini gli uni agli altri possiamo sentire i nostri respiri e non solo quello.

Si diffonde nel vagone un male odore nauseante. Qualcuno cerca di aprire un finestrino, non funziona. Al terzo tentativo uno spiraglio d’aria. Il bambino piange. E le porte finalmente si chiudono. E il treno parte.

Fuori continua a piovere ma qui dentro l’aria è irrespirabile e il caldo si fa asfissiante. I due turisti mi chiedono dove devono scendere per il camping. Due Ponti rispondo. Ma capire dove siamo è davvero difficile. All’interno del treno non ci sono display che indicano le fermate né tanto meno è possibile udire voci meccaniche che spiegano dove ci si trova e dove si è diretti.

Mai avrei creduto di rimpiangere la metro. Guardo fuori dal finestrino cercando con lo sguardo un cartello, un’indicazione che mi faccia capire dove siamo. Ma i finestrini sono troppo sporchi e nelle stazioni la poca illuminazione nasconde i cartelli. I due turisti riescono comunque a scendere alla fermata giusta grazie all’intervento e all’aiuto-consulto della metà dei passeggeri del vagone.

A Saxa Rubra il treno inizia lentamente a svuotarsi. Ma i posti seduti sono ancora una chimera. Rimango stretta al mio pezzetto di poggiamani conquistato. Finalmente si respira. A Prima Porta la maggior parte delle persone scende. E finalmente conquisto un seggiolino per gli ultimi 5 minuti di viaggio.

Daniela Buongiorno

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

 

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4 COMMENTI

  1. Buongiorno, segnalo che anche stamani due treni della linea Roma-Civita Castellana della mattina, 6.17 e 6.41 (orari da Morlupo) per Roma sono saltati, i pendolari (quindi i miei due figli) hanno dovuto prendere un autobus “straripante” che è rimasto imbottigliato nel traffico e alle 8.00 erano ancora per strada. Compito in classe alla prima ora per un figlio e cogestione con ingresso in prima ora, senza possibilità di entrara in seconda ora per il secondo figlio. Disagi, sempre disagi. Questa volta certo c’entra il ghiaccio … … si poteva fare qualcosa, prima?

  2. ciao Gisella, se lo ritieni utile puoi segnalare il disagio (oltre che ad ATAC, dato che il titolo di viaggio profumatamente pagato ci da’ pieno diritto di comportarci da Clienti insoddisfatti) anche nel Comitato di cui si parla nell’articolo. A quest’indirizzo

    Comitato Pendolari –> Roma Nord
    http://pendolariromanord.com/

    trovi il sito web del Comitato con tutti i contatti dei profili Google+, Facebook e Twitter. In particolare

    Il Questionario « Comitato Pendolari –> Roma Nord
    http://pendolariromanord.com/il-questionario/

    qui c’e’ il Questionario di cui sopra che usiamo per raccogliere dati REALI (scritti dagli Utenti) sui disservizi.

    Grazie per l’attenzione e buona giornata!
    Tommaso

  3. E perchè? che la Roma Bracciano Viterbo funziona meglio?
    D’altra parte abbiamo voluto che le FFSS non fossero un servizio per il paese, ma una azienda privatistica che quindi si fa gli interessi suoi. Smantella il servizio pendolari ed il trasporto merci e fa i soldi con i supertreni Roma Milano!! Gli affari sono affari!!

    Serietà, competenza, senso del dovere, senso del bene comune e dell’ineresse pubblico. Questo dovevamo chiedere. Altro che aziendalizzazioni sul modello privatistico.

  4. allora vediamo di quagliare.
    la roma viterbo civita castellana e’ concessa ad atac quindi comune di roma, mentre la ferrovia fm3 e’ trenitalia con concessione regione lazio.
    come e’ evidente nessuna delle due funziona?
    se esistesse trasparenza nelle due istituzioni, comune e regione, un cittadino magari capirebbe dove sta’ il torto.e si perche se le cose non funzionano da qualche parte un intoppo ci deve essere.
    ma dato che le nostre istituzioni sono blindate per i cittadini che non siano loro giullari non lo scopriremo mai e non potremo ne chiedere la testa (politicamente parlando) dei responsabili isttituzionali o le penali per i concessionari.
    ma se continuate a votarli di sicuro continueranno pure loro a prendervi a pesci in faccia…..a loro non costa nulla….

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