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Inviolatella, vicina l’apertura del nuovo Parco pubblico

inviolatella-nov2012.jpgLa decisione ad ottobre di far partire i lavori per “la riqualificazione e forestazione dell’area dell’Inviolatella” è stata una notizia eclatante, sembrava ormai che il progetto fosse decaduto. A distanza di un mese dall’inizio dei lavori siamo andati a vedere a che punto fossero per capire se per i primi di dicembre il parco sarà aperto al pubblico.

Il terreno a destra di Via dell’Inviolatella Borghese è molto diverso da quello a sinistra, piu arido e selvaggio; qui invece l’acqua sembra venir fuori da ogni angolo.
Il primo fontanile è stato realizzando e a breve si metterà mano al secondo ma resta poi da fare un piccolo ponte che permetta di scavalcare il fossato originato da un ulteriore sorgiva.

In questi giorni si stanno ultimando i lavori per la messa in opera della recinzione metallica mentre quella che circonda il piccolo fabbricato in rovina è terminata.
Sul lato a sud, quello che costeggia il fosso dell’Acqua Traversa, è stata invece realizzata una lunga recinzione in legno mentre sono stati abbattuti i grandi alberi rinsecchiti al centro dell’area.

Oltre al completamento dei lavori resta poi da piantare la lunga siepe e circa 300 alberelli che nei mesi estivi daranno ombra all’intero parco; insomma si è ad un buon punto e forse la data del 1 dicembre potrà essere rispettata.

Abbiamo fatto un lungo giro in tutta l’area soffermandoci dapprima in cima all’ampia scarpata dove termina il parco e poi in basso dove pascolano gli asinelli (speriamo che possano, in qualche modo, rimanere nell’area per la gioia dei bambini).

Abbiamo costeggiato anche il fosso dell’Acqua Traversa, più sporco che mai: le recenti piogge hanno trascinato una grande quantità di rifiuti che ora sono adagiati sulle sponde sabbiose. E’ auspicabile che prima dell’inaugurazione si ripulisca l’intera area e le rive del fosso, sarebbe veramente un bel modo di aprire al pubblico il nascente Parco dell’Inviolatella.

Francesco Gargaglia

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

 

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13 COMMENTI

  1. Grazie a Francesco Gargaglia per l’aggiornamento sui lavori in corso all’Inviolatella. Non resisto al desiderio di esprimere pubblicamente, attraverso Vigna Clara Blog la soddisfazione mia personale, ma che riguarda anche tante altre persone che nel corso di vari anni hanno lavorato con il Comitato cittadino per il XX Municipio , per questo risultato, Ne è valsa la pena e non ci fermiamo qui: l’intera Inviolatella deve essere salvaguardata e percorribile.

  2. potremmo sapere se hanno già messo o metteranno delle panchine e fontanelle oltre al fontanile? inoltre faranno l’ingresso da tutti i residenti speranto in via Giovanni Fabbroni

  3. perchè obbiettivamente quegli abbeveratoi non sono proprio belli oltre a non servire a molto oltre che in campagna per mucche e cavalli. perchè li tengono? non esistono parchi pubblici con essi.. e poi gli asini ed i cavalli di chi sono? vorrei che venissero alla luce dei tasselli che noi residenti non riusciamo ad avere. grazie

  4. Per sellyf: i cavalli e gli asinelli sono di proprietà di un allevatore che occupa un terreno confinante con il parco e noi speriamo proprio che rimangano in zona; i fontanili a me sembrano invece belli e in sintonia con quel terreno che era anticamente un lembo di campagna romana. Per quanto riguarda le informazioni sul progetto puoi leggere l’articolo del 14 febbraio 2012: “Il parco comunale dell’Inviolatella Borghese, se e quando si farà”. Maggiori informazioni potrà forse dartele il Comitato Cittadino per il XX Municipio che da tanti anni si occupa dell’Inviolatella.

  5. per Robin Hood: ma sembrerà sempre campagna e rimarrà a breve termine sempre trascurata e troppo greve se non sistemano a livello urbano il parco rendendolo perfetto per il pubblico come villa ada, villa borghese, villa glori e villa pamphili.

    Un’altra domanda che ci siam chiesti nel mio palazzo (adiacente al parco) verrà messa l’illuminazione? troviamo sia importantissima anche per la messa in sicurezza del parco. Se VCB può informarsi e farci sapere ne saremmo contenti. grazie

  6. sellyf@: sembrerà e dovrà rimanere “campagna”! A parte il fatto che l’area è nel Parco di Veio e soggetta a particolari tutele, ma quello che si vuole è lasciarla così come è, con minimi interventi, in modo da renderla fruibile ai cittadini. Nell’Inviolatella, come nell’Insugherata, ci sono dozzine di specie animali e centinaia sono invece quelle vegetali: un patrimonio incredibile che pochissime capitali al mondo possiedono e che dobbiamo assolutamente preservare. In questo luogo si potranno portare i bambini delle elementari per far capire loro, sul campo, cosa è la “natura” e come deve essere preservata.
    Nell’Inviolatella, oltre ad innumerevoli bellezze, c’è anche un “geosito”, un banco fluoritico che va assolutamente preservato (lo sapeva?).
    Non credo sia prevista una illuminazione e spero che a nessuno venga mai in mente di metterla! Saluti.

  7. Ringrazio Robin Hood per aver precisato che la fruizione di uno spazio pubblico realizato all’interno di un parco regionale non é e non può essere la stessa di un “parco pubblico” o di un “giardino pubblico” realizzato in termini urbanistici e come tale attrezzato ai sensi del D.M. n. 1444 del 2 aprile 1968 per assicurare ad ogni abitante “mq 9,00 di aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport, effettivamente utilizzabili per tali impianti con esclusione di fasce verdi lungo le strade”.
    Lo stesso discorso vale per il praco di Volusia, che dovrà essere aperto anch’esso alla fruizione pubblica.
    Con il termine “parco“ (dal latino medievale parricum = recinto) si definiscono oggi tanti modi di intendere – sotto lo stesso denominatore comune – destinazioni diverse del territorio che vengono spesso fra loro confuse dagli stessi mass media: é necessario pertanto fare chiarezza.
    Ai parchi privati del 1800, di proprietà nobiliari o signorili, ha fatto seguito – dopo la nascita dello Stato moderno – l’esigenza di dare a tutti uno spazio pubblico attrezzato che ha portato alla costituzione dei “parchi urbani“, intesi come grandi giardini pubblici con finalità sociali oltre che di rappresentanza: quelli a ciò destinati dal piano regolatore di un Comune, per essere messi a disposizione della cittadinanza e da questa usufruiti, debbono essere prima espropriati e attrezzati a spese della pubblica amministrazione.
    Al di sopra delle dimensioni dei parchi urbani ci sono i “parchi suburbani“ (come sono ad es. i 1.800 ettari dell’ambito di Veio destinati a verde pubblico dal piano regolatore di Roma) ed i “parchi territoriali“, capaci di abbracciare i confini di uno o più Comuni, che alle funzioni dei parchi urbani assommano quelle di rappresentare un limite alla incontrollata espansione della città, nonché di anello di congiunzione con il resto del territorio verde della regione.
    Tutti i parchi suddetti, proprio perché “pubblici“, sono soggetti ad esproprio generalizzato, mentre così non é per un “parco regionale“ che per finalità e obiettivi, oltre che per estensione, é tutta un’altra cosa e non va confuso con essi, specie per far credere che si verrà privati della propria terra o peggio ancora che questa diventi “terra di nessuno“.
    L’esigenza di istituire un “parco regionale” nasce dal bisogno di garantire e di promuovere, in forma coordinata con tutti i soggetti pubblici che ne vengono ad essere coinvolti, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturale del paese, in attuazione degli articoli 9 e 32 della nostra Costituzione che impegnano lo Stato alla tutela tanto del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione quanto della salute intesa come fondamentale diritto dell’individuo e della collettività: per tali motivi un “parco regionale“ é meglio definito dal termine “area naturale protetta“, che é stato introdotto dalla legge quadro n. 394 del 6/12/1991 e si presta di più ad evitare gli equivoci su tale destinazione del territorio, il cui speciale regime di tutela e di gestione non comporta affatto l’esproprio generalizzato, necessario invece per i parchi “urbani”, “suburbani” e “territoriali“ previsti dai piani regolatori.

  8. anche io preferirei come Selly un parco pubblico bello, non toglierebbe nulla semmai aggiungerebbe di gran lunga qualità al parco stesso ed alle zone limitrofe. L’illuminazione è segn do civiltà e sicurezza e non c’entra nulla col preservare la campagna, le fontanelle sono necessarie siamo alla base proprio e poi il ponte e l’entrata in via fabbroni sono molto importanti io vivo in zona da 45 anni e sinceramente so come andranno a finire le cose se fanno solo interventi pagliativi inoltre passando ho visto oggi che stanno mettendo alcuni alberi già malaticci e mezzi morti camuffando la cosa dicendo che sono alberi caduchi. direi che i lavori dovrebbero esser fatti bene per garantire a noi residenti un parco come si deve.
    Dimenticavo essenziale da rendere subito usufruibile il sottopassaggio da un parco all’altro. INFORMATECI PRESTO. grazie.

  9. io sono passata nel parco ieri ma ho visto che hanno messo solo alberi morti o già secchi. perchè non hanno e non mettono alberi sempre verdi? come pini, cedri etc?
    vorrei anche io fosse fatto l’ingresso in via Fabbroni potrei arrivare al parco a piedi e sarebbe comodo avere l’illuminazione renderebbe sicura la zona. basterebbe poco davvero. comunque potete chiedere per gli alberi? meglio farlo prima che cadano nel dimenticatoio grazie.

  10. Ci sembrava molto strano che nel nascente parco si stessero mettendo “alberi morti” e così nonostante il fango siamo andati a vedere. Uno dei responsabili della Cooperativa “il Gheppio”, che sta facendo il lavoro, ci ha spiegato che gli alberi che si stanno mettendo sono caratteristici della zona (querce, salici, olmi) e che le foglie secche che si vedono sono quelle che in inverno muoiono (mettere dei cedri non se ne parla proprio). I lavori sono in ritardo a causa delle forti piogge (molte buche scavate per piantare gli alberelli si sono riempite d’acqua). Credo che dovremmo essere molto contenti di questo parco; tra poco avremo, a ridosso di Corso Francia, una delle zone con polveri sottoli oltre i livelli di guardia, un grande polmone verde!

  11. anche a me sembrano secche…quando le piantano cosi di solito sono gli scarti dei vivai per risparmiare e di solito la primavera dopo si nota che son morti (mio zio e vivaista) tant’è che anche nel parco di villa lauchli dove si trova la mary mounth gli alberi messi un anno e passa fa son tutti morti secchi. Quindi se mettessero dei pini romani domestici che li sono autoctoni e li già presenti oltreche sempre verdi il che renderebbe il polmone verde sempre verde.

  12. nessuna novità sull’apertura del parco? la sbarra all’inizio di via dell’Inviolatella è sempre chiusa ed il resto è ancora in alto mare. ma non faranno un bel cancello ll’ingresso ? quelle recinsioni tra l’altro già trabballanti non credo durino tanto.
    Qualcuno sa dire se faranno l’ingresso da via Fabbroni ? i comitati dovrebbero lottarsi per questa apertura fondamentale e pratica per tutti i residenti, non servirebbe prendere la macchina.

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