Home ATTUALITÀ Ponte Milvio, centinaia di studenti in corteo

Ponte Milvio, centinaia di studenti in corteo

bloccost.jpgE’ in corso a Ponte Milvio e zone limitrofe l’annunciata manifestazione con corteo organizzata dagli studenti delle scuole di Roma Nord e dal movimento Blocco Studentesco contro i tagli nella scuola, diverse centinaia di ragazzi vi stanno partecipando. Nelle prime ore del mattino un corteo si è svolto anche a Corso Francia. L’Agenzia per la Mobilità informa che, visti i disagi alla circolazione, le linee 446 e 911 sono state deviate su viale Colli della Farnesina e il 301 su corso Francia.

Visita la nostra pagina di Facebook

44 COMMENTI

  1. Complimenti al giornalista incompetente che non ha saputo neanche ascoltare le parole degli studenti. Non è stato un corteo di blocco studentesco, metto in chiaro. E’ stato un corteo degli STUDENTI senza simboli. Poi, se volete continuare a essere così ottusi e ignoranti, continuate pure.

  2. Gentile Emanuele,
    dovrebbe imparare a riconoscere la differenza fra un lancio di agenzia ed un articolo vero e proprio. Nel caso specifico, quanto qui riportato rientra nella prima fattispecie. Prendiamo atto del suo distinguo ma se avrà la bontà di sfogliare qualsiasi altro quotidiano on-line e cartaceo vedrà che la notizia è sempre la stessa.
    Molto cordialmente,
    La Redazione

  3. fa sempre comodo farci sembrare un “centinaia di ragazzi fascistelli”, si in maggioranza lo eravamo, ma il blocco non ha organizzato niente ne tanto meno era un corteo per propagandare movimenti politici, tutti uniti per un unico futuro, bianchi neri rossi verdi non è stata l’ideologia politica a guidare la manifestazione.

  4. Basta dire che il corteo è stato organizzato dal blocco studentesco, è stata una manifestazione degli studenti, che non aderiva a nessun movimento politico. Basta sporcare la nostra immagine, l’immagine di noi studenti che cerchiamo di combattere per i nostri diritti a prescindere dall’orientamento politico. Basta fornire le notizie sbagliate, basta modificare la realtá

  5. Concordo pienamente con emanuele xk’ se non le sai le cose evita di ritrascrivere fatti falsi da altri articoli facendo ceredere alla gente cose ke nn sono vere

  6. non solo ma poi in un blog dovresti essere obbligato a scrivere un articolo e dare un’opinione come Redazione per poi far partire la discussione….

    Non è mica l’ANSA….

  7. Egregio sig. Urbano, nel comunicato da lei citato si dice che il Blocco “ha partecipato e animato la protesta” (non la manifestazione) e secondo me c’è una certa differenza dal momento che il Blocco Studentesco da tempo porta avanti in numerose scuole proprio un certo tipo di “protesta”.
    Sono passato per Ponte Milvio, ho visto alcune centinaia di ragazzi (forse 400, forse più), non c’erano bandiere ma solo uno striscione in testa al corteo e gli slogan chiedevano solo una “scuola pubblica”.
    Se poi nel corteo c’erano anche i ragazzi del “blocco” cos’è che non va?
    Ma che c’hanno la peste?

  8. Mi perdoni egregio Strix, ma che differenza c’è fra animare la protesta (riferita a questa mattina) e animare la manifestazione (sempre di questa mattina)?
    Comunque non chieda a me cosa c’è che non va nella presenza dei ragazzi del blocco, io non mi sono affatto permesso di dire che sono appestatati, ho solo invitato gli studenti che si sono scaldati nel prendere le distanze dai loro colleghi a essere più obiettivi. La saluto.

  9. Vi rispondo molto semplicemente io, in qualità di rappresentante e militante di blocco studentesco.
    Alla manifestazione noi c’ eravamo è vero, mi sembra una cosa ovvia in quanto a roma nord rappresentiamo da sempre il movimento politico più numeroso.
    Tuttavia quella di oggi è stata presentata e fatta, come una manifestazione senza alcuna connotazione politica, ripeto il blocco c’ era, come c’ erano altri movimenti. Noi in primis ci abbiamo messo la faccia (e i documenti) e abbiamo contribuiti attivamente nel far si che si svolgesse tutto secondo i piani.
    Ripeto, tuttavia, che questa mobilitazione non è riconducibile sotto alcun colore politico, tutti i ragazzi presenti erano li in qualità di studenti e non di militanti politici!
    Il comunicato fatto dal responsabile, sottolinea il fatto che noi eravamo presenti AFFIANCO degli studenti e abbiamo contribuito nell’ ANIMARE questo tipo di protesta, riferendosi al DDL aprea e non alla manifestazione nello specifico.

    Distinti saluti,
    Mattia

  10. era una manifestazione apolitica a cui hanno patecipato molte scuole di Roma-nord non si può pretendere che in un così vasto gruppo di ragazzi non ci fosse anche il blocco studentesco, tengo a sottolineare che non hanno assolutamente organizzato il corteo.
    in quel momento erano studenti come gli altri che combattevano per i loro diritti

  11. Sig. Urbano apprezzo sempre i suoi commenti, intelligenti e pacati (mi verrebbe da dire “urbani”) e mi rifiuto di pensare che una persona come lei non abbia capito cosa intendevo. A me sembra che gli studenti abbiano solo voluto enfatizzare il fatto che si è trattato di una manifestazione per i loro diritti.
    Se poi mi sbaglio saranno proprio “loro” a dirlo. Cordiali saluti.

  12. A me farebbe tanto piacere se questi ragazzi, che prontamente accusano di incompetenza i giornalisti e si affrettano a prendere le distanze dal Blocco Studentesco, facessero per davvero gli “studenti”.
    Anche io ho fatto i conti con scuole fredde, spesso mal tenute, ma…invece di perdere tempo a protestare (quanti “scioperi” e cortei ho visto organizzare, con motivazioni chiare soltanto ai promotori!), ho ritenuto più opportuno tentare di studiare per davvero!
    Ritrovarsi preparati e formati è il miglior strumento per cercare, nel proprio piccolo, di cambiare le cose che non vanno.
    A parte la comprensione per gli errori di battitura o per una forma che tende al colloquiale (dal momento che su VCB si commenta come su un blog, appunto), leggendo i post su questa pagina, mi viene da pensare che, prima di reclamare i loro diritti, forse questi studenti farebbero meglio a dedicarsi al loro prioritario dovere: studiare. E farlo decentemente.

  13. Condivido in pieno il pensiero di Diamante, è solo con lo studio che si può formare una generazione onesta e preparata, la polemica sui diritti la lasciassero ai fannulloni che non hanno voglia nè di studiare, nè tantomeno di lavorare.

  14. Dai diritti ai doveri il passo è breve.
    Com’è noto molti (anche gli adulti) tendono ad attardarsi sui primi e a trascurare i secondi.

    Peraltro, se il tema della manifestazione era costituito dall scuola pubblica, non si può che essere d’accordo.

    Mentre mi trovato nell’aeroporto di San Paolo in Brasile ho ascoltato le conversazioni di alcuni professori di una scuola del nord Italia i quali si lamentavano di essere stati degradati, dal ruolo di formatori, a quello di intrattenitori.
    Non avevano denaro per la carta igienica e per le risme di carta.
    Non avendo una palestra e neppure il denaro per affittarne una, non potevano garantire una adeguata formazione neppure sul piano ginnico.

    E’ questa la scuola che vogliamo?
    Queste sono le basi di partenza per il futuro?

    Se ad esempio, fossero revocati i 4 miliardi di euro versati annualmente alla chiesa (e alle scuole private) almeno la carta igienica potremmo fornirgliela alle scuole pubbliche, no?

    In ultima analisi, cari ragazzi, manifestate e studiate insieme, perché se è vero che lo studio comporta costi e sacrifici, essere non qualificati costa molto di più!.

  15. @ Sig. Mosco, le faccio notare che i 4 miliardi alla Chiesa Cattolica vengono in buona parte dal versamento dell’otto per mille fatta LIBERAMENTE E VOLONTARIAMENTE dai cattolici, in più i soldi che vengono dati alle scuole cattoliche , come d’altronde alle pubbliche, servono per dare un’istruzione ai figli di italiani che pagano le tasse e sono liberi di scegliere dove mandare i propri figli. Se poi si riferisce all’esenzione Ici o Imu che in parte la Chiesa non paga, allora vada a vedere quanti altri non la pagano : associazioni, sindacati, partiti politici, ecc. Tutti accusano la Chiesa per queste cose, ma nessuno si rende conto di quanto essa faccia per la collettività : se non ci fosse la Chiesa cattolica che sostituisce le mancanze dello Stato sociale, con tutte le sue associazioni di carità e assistenza (centinaia di migliaia di pasti caldi al giorno, alloggio gratuito ai poveri, case famiglia,ecc.) lei sa quanta gente morirebbe per strada ?? E di tutti gli enti ed istituti cattolici che curano ed assistono i ragazzi con handicap o chi ha subito violenze ne vogliamo parlare?? Con tutto ciò non voglio dire che anche lì vada tutto bene, ma forse converrebbe andare a vedere gli sprechi fatti da altri.. tipo i costi della politica , dei partiti e dei sindacati… macchine elefantiache che mangiano soldi e che nessuno controlla…

  16. Le manifestazioni degli studenti non sono mai servite a nulla, fanno parte di un penoso rituale che si ripete da decenni. Destra, sinistra, centro, tecnici… Una sfilatina autunnale non si nega a nessuno. E stiamo pure qui a commentare. Chiedessero a papa’ quale partito ha votato e chi ha ideato il ddl che non gli piace e lo convincessero a cambiare. Questa sarebbe l’unica manifestazione sensata.
    Gli adulti, giornalisti e semplici lettori, che prendono posizione a favore o contro queste buffonate a seconda della colorazione politica della piazza, poi sono soltanto patetici.

  17. Ci sono persone “patetiche” e persone “sciocche”; vai a capire qual’è la cosa peggiore!
    Ben detto Carlo, ma hai dimenticato le centinaia di milioni per i rimborsi elettorali, hai voglia a comperare carta!

    PS: ragazzi quando vostro padre andrà a votare ditegli di chiedere consiglio al Sig. Pietro….pare abbia un asso nella manica..

  18. L’otto per mille vale si e no un miliardo, basta farsi un giretto in internet per saperlo. Se a questo si sommano 650 milioni per gli stipendi degli insegnanti di religione, 700 milioni per le convenzioni su scuola e sanita’, 250 milioni per il finanziamento di eventi vari e i vantaggi fiscali concessi al Vaticano tra cui il mancato versamento imu, irap e l’esenzione dei tributi su attivita’ turistiche e commerciali allora si che si arriva a 4 miliardi. Concordo pienamente con Mosco.

  19. @ Franco.. giusto ,dimenticavo la Sanità… ci sono circa 30/40 strutture ospedaliere cattoliche tra le più eccelse, basti ricordare le strutture del Bambin Gesù e il Gemelli.. che continuano a funzionare bene pur non avendo o con il contagocce i rimborsio dalle Asl , quindi cosa vuole fare?? vuole chiudere quegli ospedali?? fate pure e poi vediamo cosa accade…
    Per l’Imu s’informi meglio, perchè la Chiesa paga questa tassa sui locali adibiti a commercio e dove è imposta dallo stato italiano.
    Chiedetevi piuttosto se la Chiesa non facesse quanto già riportato nell’altro post cosa accadrebbe… almeno i soldi ricevuti servono per dare un servizio al popolo, mentre i già citati partiti,sindacati e quant’altro che servizio danno o servono a creare danni??

  20. Ultima cosa.. invece di farsi un giretto su internet provi piuttosto a farsi un giro nelle sedi delle Caritas, dell’opera francescana, di Sant’Egidio ecc.. e vedrà a cosa servono quei soldi…

  21. comincio col dire che non ha avuto nulla da ridire sul mio commento quindi ha ammesso esplicitamente di aver supergonfiato di ben quattro volte la storia dell’otto per mille e chiudo subito dicendo si faccia lei un giretto in certe zone degradate di Roma che a quanto pare non conosce e vedrà quante associazioni laiche di volontariato lavorano in modo silenzioso senza ricevere una lira dallo stato. E tanto che ci sto le dico che a differenza di lei io conosco benissimo la comunità di Sant’Egidio e le garantisco che vive di suo, di quello che raccoglie, che le donano e che produce perchè se aspettasse i soldi che il vaticano riceve dallo stato avrebbe già chiuso da un pezzo. Ora la chiudo qui, buona domenica.

  22. @ Franco, guardi che il balletto delle cifre è fasullo, perchè parte dal presupposto del “mancato introito” dell’Imu, che non esiste per il semplice fatto che è lo Stato italiano laico che decide cosa deve o non deve pagare la Chiesa, quindi sono conti campati in aria. Per il resto probabilmente non ha letto il mio primo post. Per quanto riguarda la sanità non ha avuto nulla da ridire su quella di stampo cattolico, quindi forse sarebbe meglio continuare a finanziarle con quel contributo minimo in base a ciò che svolgono… Le altre associazioni laiche che s’impegnano sono sempre benvolute, ma rappresentano una minima parte rispetto a quelle cattoliche che lavorano anch’esse in silenzio ed umiltà. Si ricordi che la comunità di S.Egidio è cattolica, quindi di cosa sta parlando… Buona domenica a tutti

  23. Altre falsità, oltre a quelle “corrette” dal Sig. Franco:
    E’ FALSO che la Chiesa paghi l’IMU sui locali adibiti a commercio. La vicenda è ben nota, dalla modificazione della norma (da parte di Berlusconi e Tremonti nel 2005) per cui vennero esentati dall’Ici gli immobili di proprietà ecclesiastica in cui si svolgevano anche attività commerciali purché «connesse a finalità di religione o di culto» (clausoletta “all’italiana” che di fatto esentava quasi tutto l’ingente patrimonio immobiliare ecclesiastico), fino ai Decreti attuativi della nuova legge targata Monti, emanati con enorme ritardo (ex comma 3 dell’articolo 91 bis L. 24 marzo 2012) e recente bocciati del Consiglio di Stato. Quindi non solo, ad oggi, la Chiesa non paga l’IMU, ma non sono neanche stati approntati i decreti per attuare la legge che ne prevede il pagamento dal prossimo anno.

    E’ FALSA l’affermazione ” i soldi che vengono dati alle scuole cattoliche , come d’altronde alle pubbliche, servono per dare un’istruzione ai figli di italiani che pagano le tasse e sono liberi di scegliere dove mandare i propri figli.” Infatti per accedere alle scuole cattoliche, così come a tutte le altre scuole private, si pagano delle RETTE! Nelle scuole pubbliche no, perché – giustamente – il finanziamento pubblico permette a TUTTI di accedere al sistema scolastico, che deve (dovrebbe) essere di qualità perché serve a formare le nuove generazioni di italiani. Chi vuole andare alle scuole private è libero di farlo, ma esclusivamente con i SUOI soldi. Togliere risorse alle scuole pubbliche per destinarli alle private (cattoliche o meno) è un atto escludente, criminale e antidemocratico, ben lontano dai principi del Cristianesimo

    E’ FALSO che il miliardo di euro di 8×1000 girato ogni anno dall’Erario alla Chiesa Cattolica derivi da versamenti fatti “liberamente e volontariamente da CATTOLICI”. In pochi lo sanno, ma grazie a Bettino Craxi, la Chiesa si intasca anche la quasi totalità dei fondi dei contribuenti che non vogliono destinare l’8×1000 a nessuno. Questi contribuenti sono la stragrande maggioranza degli italiani che pagano le tasse (circa i 2/3) e probabilmente immaginano di lasciare la loro quota all’Erario, magari per finanziare l’Istruzione o la Sanità. Non è così. Anche il 90% dei soldi di chi non vuole, vanno a finanziare la Chiesa Cattolica.
    Quindi attenzione a compilare il 730, il CUD o l’Unico. Se non si vuole destinare l’8×1000 di quanto sudato, a nessuna confessione religiosa di quelle in elenco, bisogna BARRARE LA CASELLA “STATO”!!
    Qui un video di 2 minuti che spiega molto chiaramente come funziona questo inganno.
    http://www.occhiopermille.it/

    @Emanuele e gli altri ragazzi: studiate, sì, ma se vedete lesi i vostri diritti è giusto che vi inkazziate e che protestiate! Fatelo però in modo intelligente, cominciando dal conoscere come funziona la comunicazione per poterla “sfruttare” e amplificare la vostra voce. Non si può accusare un giornale di aver travisato, se non si conosce la differenza tra un articolo, un comunicato stampa e un’agenzia! Se, come fate capire, qualcuno si è appropriato della vostra protesta, comunicando ai media notizie distorte (“animare” una protesta significa esserne il play-maker), è a questo qualcuno che dovete chiedere conto; poi sarebbe utile fare una smentita a mezzo stampa e forse sarebbe il caso di non fidarsi più di questo qualcuno nel futuro. Ad attaccare una redazione che riporta un’agenzia stampa, invece, si fa solo la figura degli ingenui. E non è d questo che avete bisogno per le vostre battaglie. Forza!

  24. La Chiesa cattolica, come le altre confessioni religiose paga la tassa sui immobili come prescrive lo stato italiano, le falsità fanno parte delle solite campagne denigratorie, http://www.famigliacristiana.it/informazione/news_2/articolo/le-menzogne-su-ici-e-chiesa_290212153709.aspx .
    A chiarire tutto c’è una circolare del ministero delle finanze http://www.dossier.net/guida/norme/c092.htm del 26 gennaio 2009 dove viene ben specificato chi deve pagare e chi no… e la lista delle esenzioni è lunghissima,quindi prima di “inquisire” la Chiesa, che fa la sua parte soprattutto a favore delle fasce più deboli della popolazione, si potrebbe parlare di molto altro..

    Per quanto riguarda l’8 per mille che può essere dato o meno alle varie confessioni liberamente , lo stato italiano tiene conto del volere della maggioranza relativa dei contribuenti, che sono proprio i cattolici. Siamo in democrazia e chi ha la maggioranza comanda, chi non è d’accordo può impegnarsi a raggiungere quella maggioranza per cambiare le leggi.
    L’errore di fondo è che si confonde sempre il Vaticano,che è uno stato estero, con la Chiesa cattolica che è la società dei credenti in Cristo, i quali rappresentano la maggioranza relativa degli italiani. Ma si sà che oggi in Italia c’è la dittatura delle minoranze sociali e politiche, basta essere o rappresentare lo 0,001 per cento e si pretende di dettare legge…

  25. Per quanto riguarda la congruenza degli scopi della Chiesa con il possesso di beni:

    Circa la possibilità della chiesa di possedere beni, un vescovo del quarto secolo, S.Giovanni Crisostomo, in un’omelia rivolta ai fedeli, disse (ZINCONE V., Ricchezza e povertà nelle omelie di Giovanni Crisostomo, Ed. Japadre, L’Aquila 1973):
    >.

  26. Altro punto di vista.
    Antonio Corsello, sacerdote di origine siciliana, scrisse un coraggioso documento di accusa contro un certo modo di vita all’interno di un ambiente (clericale), che travaglia quella parte della Chiesa che è “impregnata di clericalismo, di dogmatismo e di giuridismo” (CORSELLO A., Una Chiesa e un ambiente che opprimono, Roma 1970).
    >

  27. Tra gli immobili a uso commerciale che, stando a notizie di stampa, beneficiano diell’esenzione IMU troviamo, tra le centinaia, la casa alberghiera delle Suore Brigidine, nella prestigiosa Piazza Farnese a Roma, e il centro spiritualità e convegni Mondo migliore
    (http://www.mondomigliore.it/mm/)
    una struttura voluta dall’Istituto diocesano per il sostentamento del clero.

  28. Sempre riguardo la vecchia ICI, In risposta all’interrogazione di iniziativa popolare n. 10/2008 a firma del Sig. Massimilino Iervolino ed altri concernente l’esenzione I.C.I. agli Enti Ecclesiastici per lo svolgimento di attività di natura non esclusivamente commerciale, il Sindaco di Roma, con risposta del Segretariato Generale, Direzione III, con N. di protocollo RC 3825, del 17 marzo 2009 ha dichiarato che “il mancato introito annuale per il Comune di Roma il dato indicato nel consuntivo 2006 relativo all’esenzione ICI per gli Enti Ecclesiastici, proviene da stime effettuate dal Dipartimento II che sono in corso di aggiornamento. A tali stime che indicano in circa 25,5 milioni la perdita di gettito parziale per ICI ordinaria, va aggiunto il minor introito per arretrati stimato in circa otto milioni al momento dell’introduzione della nuova normativa. Ciò in ragione del “…comma 2-bis dell’art. 7 del D.L. 203 del 2005, convertito nella legge 248 del 2006, dispone infatti che l’esenzione contenuta nell’art. 7, comma 1 lettera i) del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504 (istitutivo dell’ICI), si intende applicabile alle attività indicate nella medesima lettera che non abbiano esclusivamente natura commerciale, generando confusione proprio sulle modalità di individuazione delle suddette attività”.

  29. Sig. Mosco, dato che è amante di dati , ci informi quanto ci guadagnano i romani , le aziende romane e tutti gli italiani in generale, con quella “trentina di milioni” di turisti religiosi che ogni anno vengono a Roma e poi vanno in giro per l’Italia … ogni tanto se vi riesce guardate il rovescio della medaglia… non solo ciò che fa comodo asserire…

  30. oddio, adesso ricorriamo addirittura ai benefici indotti dai turisti religiosi per dimostrare che è giusto che lo stato faccia sconti e elargizioni alla chiesa !
    Nico, no sa più “a che santo votarsi” dopo che è stato messo all’angolo da Mosco ?
    Getti la spugna, faccia un’uscita onorevole una-tantum !!!

  31. @ Franco, messo all’angolo?? ma cos’è, un incontro di pugilato?? ma non sapete proprio confrontarvi ?? io finora ho riportato il link che riporta l’attuale regolamentazione, mentre gli altri stanno facendo solo chiacchiere non suffragate … Andate a leggere la circolare del ministero, la Chiesa, come le altre confessioni, come tutte le associazioni,i partiti,i sindacati, le associazioni sportive e quant’altro si adeguano a tale normativa. Non ho bisogno di votarmi a nessun santo, chi piuttosto vive frustrato perchè non è d’accordo con ciò che decide lo Stato o per la presenza scomoda dei cattolici, se ne faccia una ragione .

  32. Vi prego non chiudete mai questo blog!!..e’ un servizio sociale!!..ogni volta che lo leggo i commenti ed i soliti 15 personaggi che ci scrivono mi torna il buonumore dalle risate che mi faccio!!..siete fantastici!!vi amo!! Tutti!!!

  33. Bene, ora sembra che tutti abbiano finalmente capito che, grazie ai continui rilievi del Consiglio di Stato a un Governo che faceva lo gnorri, anche la Chiesa dal 2013 dovrà pagare l’IMU (che quindi oggi NON paga!) per tutte quelle attività commerciali che con un trucchetto all’italiana venivano esentate, a discapito dell’Erario e delle persone invece oneste che, svolgendo le stesse attività degli ecclesiastici, pagano e hanno sempre pagato tutte le tasse, IMU compresa.
    Per fortuna c’è chi (ingenuamente?) mette link a siti che sono in completa contraddizione con le tesi che vorrebbe spacciare per vere… come anche nel caso della Circolare del Ministero delle Finanze. Gli articoli e i documenti, prima di linkarli, bisognerebbe leggerli.. e soprattutto capirli.
    Ma forse tutta questa penosa rappresentazione di stoltezza è solo un “servizio sociale” offerto a buontemponi vari, che vengono su questo sito non per informarsi e commentare, ma solo per sbellicarsi dalle risate e – con poche righe di uno stentato italiano – offendere al contempo lettori e Redazione.

  34. C’è una frase di Charles Bukowski che sembra scritta proprio per chi su questo blog pubblica dei post credendo di avere un quoziente intelletivo superiore : “Il problema è che le persone intelligenti sono piene di dubbi, mentre le persone stupide sono piene di certezze”…

  35. Appunto de che ???!!! basta vedere chi accusa altri di falsità per dimostrare la veridicità della frase suddetta dallo scrittore.

  36. 1) Circa la possibilità della chiesa di possedere beni, un vescovo del quarto secolo, S.Giovanni Crisostomo, in un’omelia rivolta ai fedeli, disse (ZINCONE V., Ricchezza e povertà nelle omelie di Giovanni Crisostomo, Ed. Japadre, L’Aquila 1973):

    Per colpa vostra e per la vostra disumanità (di egoisti), la Chiesa possiede terreni, case, rendite immobiliari, mezzi di trasporto. Questo tesoro della Chiesa dovrebbe essere vostro, mentre la sua rendita dovrebbe consistere nella vostra generosità; invece si verificano due assurdità: voi non acquistate alcun merito e i sacerdoti di Dio non si occupano di ciò che attiene al loro ministero. Le case e i terreni non avrebbero potuto rimanere in potere degli apostoli: Perché dunque erano venduti e se ne distribuiva il ricavato? Perché era meglio così. Ma i vostri padri, poiché voi siete così smaniosi fino alla follia di ammassare i beni materiali ma non di distribuirli, ebbero paura che morisse di fame la moltitudine di vedove, orfani e vergini; per questo furono costretti a regolarsi così…. Voi li avete costretti ad imitare l’attività di coloro che si occupano degli affari commerciali; perciò tutto è andato sottosopra. Se infatti voi e noi siamo presi dagli stessi affari, chi propizierà Dio? Perciò non ci è lecito aprire la bocca, in quanto la Chiesa non si trova affatto in una condizione migliore di quella degli uomini di questo mondo. Non sapete che gli apostoli non accettarono di distribuire le somme di denaro raccolte senza alcun lavoro? Ma ora, nella cura dei beni mondani, i nostri vescovi hanno superato gli amministratori e i mercanti, mentre dovrebbero preoccuparsi delle vostre anime. ….Questa disumanità ci rende oggetto di scherno poiché, avendo lasciato perdere le preghiere, l’insegnamento ed altri uffici sacri, siamo in continua lotta con i venditori di vino e con i mercanti di grano. A ciascun sacerdote vengono dati nomi che si addicono maggiormente ad affari temporali, mentre dovrebbero sostenere i poveri, difendere gli oppressi, aiutare i perseguitati, curare gli orfani, assistere le vedove. …Se ciascuno di noi desse un pane ad un povero, tutti sarebbero nell’abbondanza. Le parole “vendi i tuoi beni, danne il ricavato ai poveri e seguimi”, sarebbe opportuno dirle anche agli ecclesiastici riguardo ai beni della Chiesa. Ora però i sacerdoti di Dio si occupano di vendemmia, di mietitura, di commercio. ….Di qui ha origine una grande trascuratezza delle Scritture, la noncuranza delle preghiere. Non è possibile dividersi in entrambi i compiti con la dovuta sollecitudine

    2)

    Antonio Corsello, sacerdote di origine siciliana, scrisse un coraggioso documento di accusa contro un certo modo di vita all’interno di un ambiente (clericale), che travaglia quella parte della Chiesa che è “impregnata di clericalismo, di dogmatismo e di giuridismo” (CORSELLO A., Una Chiesa e un ambiente che opprimono, Roma 1970).

    Oggi l’ostacolo maggiore alla diffusione della fede è l’attaccamento del clero al denaro che in alcuni luoghi assume forme nauseanti e tiene tante anime dispettosamente lontane dalla chiesa…. Si è tanto esaltata l’eccellenza del celibato da farlo diventare l’essenza del cristianesimo e del sacerdozio. Un celibato imposto e non sempre rispettato, che dà origine a continui scandali mentre troppo spesso abbiamo un clero con eccessive preoccupazioni economiche, che usufruisce di troppi privilegi controproducenti, che troppo spesso è legato al denaro e che appunto per questo appare agli occhi del popolo come un mestierante qualsiasi. Per il conformismo che tanto spesso impera in mezzo a noi, per timore riverenziale ingiustificato ed ingiustificabile, pochi o quasi nessuno ha il coraggio di dire queste cose. Se si dicono queste cose con una certa libertà diventa difficile far carriera nell’ambiente ecclesiastico… Finché agli occhi dei fedeli il clero apparirà ricco e avido di denaro e incapace di realizzare un pò di giustizia e un pò di perequazione al suo interno, a ben poco approderanno le belle parole, la predicazione e le varie forme di apostolato. E’ veramente strano che in alcune zone il clero, attraverso gli introiti delle chiese-feudo riesca ad avere palazzi, ville, sigarette e sfarzo, mentre dagli stessi… feudi non riesce a cavare una sola lira per restaurare le chiese (di deve pensare il governo, dicono) e per finanziare le attività apostoliche. Si dice che il clero è povero. E’ diventato un luogo comune. Ma è veramente povero il clero? Nelle nostre zone, e in parecchie altre ancora, il popolo è convinto del contrario. E non mi pare che abbia tutti i torti. Scuola, congrua, messe e benedizioni, cappellanì e a cimiteri, ospedali , convitti e monasteri, assistenze, predicazioni, funerali, matrimoni, battesimi, feste, elemosine… non credo che ci si possa lamentare. Se poi a queste voci se ne aggiungono altre occulte ma non meno lucrose (commerci vari, terreni, case in affitto, etc.) dovremmo concludere che quando si dice che il clero è povero si fa un insulto alla Provvidenza e si dice una grossa bugia. In genere il nostro clero non sta male. Forse sta anche troppo bene. Le eccezioni non mancano e qualche sacerdote povero c’è. Ci sono dei parroci di montagna che vivono in un isolamento e in uno stato di vera povertà, per la quale gli altri sacerdoti dovrebbero vergognarsi. Lo stridente contrasto tra la loro povertà e la ricchezza di certi monsignori fa una penosa impressione nell’animo dei nostri fedeli così attenti nel verificare (e ne hanno il diritto!) se la Chiesa è seriamente impegnata nel praticare la carità e la giustizia oltre che nel predicarla…. Qualcuno ha fatto la proposta che i sacerdoti si dedichino ad un lavoro per trarre da esso i mezzi per vivere. Perché scandalizzarsene? Non è forse questo l’esempio che ci viene da S.Paolo il quale si gloriava di non essere stato di peso a nessuno e di aver tratto dal lavoro delle sue mani i mezzi per vivere? Mons. Illich è stato forse un pò ingeneroso nel giudicare il clero del passato, ma le modifiche da lui proposte dovrebbero essere attentamente vagliate e potrebbero anche essere realizzate. Il nostro clero, che esercita il ministero a tempo pieno e vive con i “frutti di stola”, offre troppo spesso lo spettacolo di avidità di denaro ed ha troppi privilegi che lo rendono staccato dal popolo…. Due novembre: tutti vanno al cimitero. All’entrata tutte le “S.Vincenzo” chiedono soldi. E passi: sono opere caritative. Ma lo sconcio che fa arrossire è quello dei sacerdoti e dei gruppetti di chierichetti e di orfanelli e seminaristi che si rincorrono affannosamente cantando, ad ogni richiesta dei fedeli e magari più volte sulla stessa tomba, il “Libera me Domine” con relative preghiere. Il tutto per la modica spesa (pardon, è offerta!) di £ 200. Che spettacolo umiliante! E siamo al 1969. E i superiori non si accorgono che, sottile, c’è della simonia e che la consuetudine offende il decoro della nostra santa religione? Uno spettacolo ugualmente deprimente sono i vari questuanti di ordini religiosi che vanno in giro per chiedere l’elemosina per i luoghi santi, per questo e quest’altro santo, per questo e quest’altro ordine. E’ questo il volto della Chiesa di Dio? Non sarebbe giusto tener conto delle mutate condizioni dei tempi? I documenti papali parlano chiaro e condannano questi abusi, ma da noi restano ancora lettera morta…. Il codice di diritto canonico proibisce giustamente ogni forma di commercio ai sacerdoti. Il sacerdote commerciante è veramente una stonatura. Ma ci sono delle forme di commercio…sacro, che ci consentiamo troppo facilmente senza avvertire la contraddizione. Alcuni anni fa, sollevò lo scandalo di qualche confratello il fatto che il nostro circolo operaio vendesse ai propri soci la pasta col meschino guadagno di tre lire al chilo. Qualche bambino, ignaro, veniva a cercare la pasta in convento ed era una cosa antipatica. Da qui le lamentele. Nessuna lamentela però per il sacro commercio delle spille di S.Rita, per le statuette e per le cinture che si vendono ad un prezzo maggiorato del 300%. Forse la materia di cui è composta la spilla o la statuetta è più nobile della farina? I Salesiani hanno avuto un lascito da parte del defunto On. Aldisio di circa cento ettari di ottimo terreno e dopo cinque anni non riescono ancora a rispettare la condizione posta nel testamento, di istituire cioè una scuola agraria. La gestione della tenuta è deficitaria, dicono. Se è così, si impone la rinunzia o qualunque altra soluzione consentita dalla legge purché sia rispettata la volontà del defunto. S.Agostino rifiutò un lascito per non incorrere nelle ire dei parenti del defunto. E’ un esempio molto elogiato ma poco imitato. Non sono in pochi a mormorare ed i Salesiani non possono ignorarlo…. Le tariffe meriterebbero un capitolo a parte. Mi limiterò ad alcuni accenni. Se un giovane desidera sposare fuori parrocchia, nella chiesa che piace di più a lui ed alla sposina, si concede il permesso, ma si pretende la Tassa proibitiva di ben ventimila lire: diecimila alla curia e diecimila alla parrocchia invece delle duemila stabilite dal Tassario ufficiale della regione siciliana. Per colmo d’ironia in calce al tassario è stata messa una postilla che dice testualmente “Ricordino i Rev.Parroci il prescritto del Can. 2408 C.I.C., che proibisce severamente qualsiasi aumento delle tasse prescritte, con l’obbligo della restituzione per quelli che violano tale disposizione”. Nello stesso tassario un’altra postilla dice: “Per i poveri le prestazioni sacerdotali siano gratuite”. Commovente questa delicata attenzione dei nostri vescovi! Ma quanta diversa la realtà!…. Che dire poi dei funerali? Una varietà di gusti e di… tariffe da far perdere la testa e questo anche dopo le tanto decantate disposizioni sulla classe unica. Funerali in nigris, funerali in cotta, funerali in mazzetta, funerali in cappa magna, funerali con uno, due e tre pedaggi: ad ogni variazione corrisponde una differente tariffa! C’era perfino una sopratassa di £ 5.000 se il corteo passava per il Corso. Ora tutti i cortei funebri passano per il Corso che è l’unica arteria che attraversa la città. La tariffa per il funerale variava perfino se il cadavere veniva posto in mezzo alla chiesa oppure sotto la cupola (onore che si concedeva a tutti quelli che sborsavano la relativa somma). E’ questo il volto della chiesa di Dio? Sera di festa. Ci sono da fare in chiesa cinque battesimi. Quattro uomini vogliono battesimi di lusso con tutto lo sfarzo della luce. Il quinto dice, tutto mortificato, che è povero e che vuole un battesimo…minimo. Si procede al battesimo dei primi due tra la gioia dei presenti. La chiesa era solennemente illuminata. Il battesimo del povero fu il terzo. Le luci rimasero accese. I presenti commentavano con soddisfazione la generosità del parroco e il suo buon cuore verso quel povero padre di famiglia. Ad un tratto però, nel bel mezzo della cerimonia, le luci furono spente, senza che il parroco protestasse. Il sacrestano aveva solo dimenticato di spegnere le luci, ma quando ricordò che si trattava del povero provvide a rimediare in quel modo. La Chiesa non poteva far festa nell’accogliere nel suo seno il figlio di un povero. La Chiesa dei poveri…. Ed è quanto meno mortificante che i fedeli si mostrino più sensibili dello stesso clero nel rilevare queste anomalie. Dov’è la tanto decantata delicatezza del prete? E’ questione anche di galateo. O che il “genus avarissimum”, affibbiato da Cicerone ai sacerdoti pagani, valga anche per quelli cattolici e spieghi ogni cosa?

    Ho voluto far rilevare a quali errori ci porta inconsapevolmente il dogmatismo clericale; a quali ingiustizie possiamo essere indotti quando ci facciamo guidare dal giuridismo e non dalla carità. Le sopraffazioni più gravi sono quelle che si commettono in nome del diritto. Queste mie modeste pagine – puntualizza Corsello – hanno solo la pretesa di testimoniare la mia fede in Dio e il mio amore verso la Chiesa. Amore e devozione che non possono impedirmi di notare e registrare i non pochi torti che in nome di essa mi sono stati fatti

  37. Penso che abbia ragione la signora Daniela… ci manca solo che adesso riportate qualcosa dell’Inquisizione e del processo a Galileo del 1600 ….

  38. Approfondimento parecchio interessante, Avv. Mosco. grazie. Naturalmente gli integralisti cattolici, che come tutti gli integralisti difettano di intelligenza e capacità critica, non ne capiranno il senso…

  39. Parlare di integralismo da parte di chi finora non ha fatto altro che fornire fonti da parte di integralisti atei, vedi Uaar, non penso sia sinonimo di cognizione intellettiva, nè criticare la vita della Chiesa e la sua storia millenaria riportando tutto all’aspetto materiale con due storielle serve a molto… non invidio proprio chi non ha fede..

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome