Home ATTUALITÀ Quanto ne capiamo di finanza? Un aiuto da MDC

Quanto ne capiamo di finanza? Un aiuto da MDC

euro6.jpgIn tempi di crisi economica sapersi muovere nei meandri delle operazioni finanziarie è quantomeno consigliato. Ne sanno qualcosa le moltissime famiglie italiane che hanno visto svanire i loro risparmi per un’operazione o un investimento sbagliati. Termini come tasso d’interesse, mediazione, signoraggio sono il contorno spesso troppo poco chiaro di un rapporto, quello banca-cliente, che prima di essere instaurato deve essere analizzato e compreso. Di questo e d’altro si è parlato nell’incontro “prenditi cura del tuo denaro” di martedì 30 ottobre presso la Parrocchia di S.Giuliano sulla Cassia.

L’incontro, organizzato dal Movimento Difesa del Cittadino, fa parte del progetto promosso dal Consorzio PattiChiari e delle Associazioni dei Consumatori per rimediare allo stato di disinformazione tra la popolazione in materia di mutui, bilancio familiare, sistemi bancari, operazioni on-line.

L’incontro è partito da un quesito fondamentale: che ruolo hanno assunto le informazioni legate al mondo finanziario nella vita quotidiana? Rispetto a dieci anni fa, quanto l’economia è giunta a determinare la vita di tutti i giorni?

La risposta è semplice, se oggi chiunque conosce termini come “spread”, “btp”, “ask”, “cte”, che fino a pochi anni fa erano appannaggio di pochi specialisti c’è un motivo specifico. Una crisi economica mondiale che ha portato all’interno del linguaggio comune termini che riflettono uno stato di difficoltà con cui tutti devono fare i conti, dai giovani che faticano a trovare un’occupazione agli anziani che mese dopo mese si vedono decurtare la pensione.

Ma soprattutto ha provocato una progressiva mancanza di fiducia e avvilimento in tutte le fasce della popolazione. Un passo indietro che ha portato alla memoria gli anni precedenti al miracolo economico, con la differenza che ora appare più chiara la critica alla “ideologia del consumo” che alcune menti illuminate condussero già nei primi anni Settanta, quando in molti volevano vederci al massimo un pessimismo volto a rinnegare il progresso per un’ideale di vita legato a valori tradizionali, per non dire ancestrali. Un po’ di storia non gusta.

E quest’incontro è stato anche lo spunto per attuare un percorso storico volto a capire perché e in che modo si sia fermato quel cammino di crescita che in cinquant’anni non aveva mai conosciuto un arresto così brusco.

Certo, già dagli anni Ottanta l’economia italiana ha cominciato a mostrare le prime crepe. Me il bilancio familiare di allora non era quello di oggi, e i motivi sono molteplici. Il primo è dovuto a un radicale cambio di mentalità, per il quale sembra che non si riesca più a distinguere il necessario dal non necessario.

Un esempio: fino a qualche anno fa ogni famiglia riusciva a mettere da parte risorse destinate a spese come la casa, l’educazione, beni di prima necessità. Quei risparmi erano intoccabili, da utilizzare solo in situazioni di emergenza. Oggi le cose sono cambiate: non solo le famiglie italiane non riescono a risparmiare (e qui le cause sono spesso sterne, l’aumento del costo della vita in primis) ma anche qualora riuscissero a farlo quelle risorse vengono impiegate per tutt’altre necessità: cellulare di ultima generazione, automobile, vestiti firmati.

Una mentalità, quella “consumistica”, rimasta ferma agli anni del boom in una realtà, quella degli ultimi mesi del 2012, in cui l’economia non supporta più tale illusione.

Da ciò ai consigli rivolti ai presenti su una buona condotta finanziaria il passo è stato breve: come pianificare un bilancio familiare, come distinguere le spese necessarie da quelle superflue o rinviabili, quali sono le condizioni e i tassi (fissi o variabili?) da conoscere prima di accettare un prestito, come accendere un mutuo e trasferirlo da una banca a un’altra evitando penali. Informazioni (davvero tante e di quale importanza!) che, dispiace dirlo, non sono state approfondite accuratamente durante l’ora e mezzo di durata dell’incontro.

Per questo, oltre a consigliare ai lettori di partecipare in gran numero a iniziative simili, ci auguriamo che il Movimento Difesa del Cittadino ne organizzi altre in cui trattare approfonditamente tematiche che, in questi tempi di nera crisi economica, sono più che mai di fondamentale importanza.

Adriano Bonanni

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1 commento

  1. bell’incontro, come scritto in calce all’articolo dovrebbe diventare un appuntamento fisso vista la grande disinformazione che c’è in giro in materia finanziaria

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