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Barbera (Prc-FdS): ASL RM E, 400mila euro di affitto locali vuoti a S.Godenzo?

E’ bufera sull’ASL RM E, dopo Labaro ora S.Godenzo. Dopo la denuncia della Fials e quella degli esponenti PD del XX Municipio sulla prossima chiusura del poliambulatorio di via Offanengo, a Labaro, senza che l’alternativa di via Clauzetto abbia ancora preso corpo,  è il turno di Giovanni Barbera, membro del comitato politico romano del Prc-Federazione della Sinistra e presidente del Consiglio del XVII Municipio, che accusa l’ASL di pagare ancora l’affitto di 400mila euro l’anno per una struttura sanitaria chiusa da quasi undici mesi e ubicata in via S.Godenzo,  in zona Cassia.

“Non c’è pace per l’Azienda sanitaria locale Rm E che da una parte chiude i propri servizi sanitari per esigenze di risparmio e dall’altra continua a sperperare fondi pubblici come fossero “bruscolini”, alla faccia della spending review e del debito regionale sulla sanità. Una contraddizione inaccettabile che rischia di favorire solamente la sanità privata e quella convenzionata e di alimentare il già enorme buco di bilancio sulla sanità”.

Così si esprime Giovanni Barbera, sostenendo che “l’ultimo episodio che grida vendetta riguarderebbe la struttura sanitaria di Via S. Godenzo, sulla Cassia, che ospitava, fino all’anno scorso, numerosi e importanti servizi sanitari, dal consultorio familiare, ai servizi per la tutela della salute mentale e per la riabilitazione dell’età evolutiva, ad altri classici servizi territoriali che vengono generalmente erogati dai poliambulatori. La maggior parte di tali servizi sono stati dismessi già nel mese di dicembre 2011, mentre i restanti servizi solo nello scorso giugno.”

“Ma quello che è grave – continua Barbera – non è solo la chiusura di tale presidio, che ha comunque privato il territorio circostante di importanti servizi sanitari, ma anche il fatto che, ancora, oggi, se la notizia venisse confermata, l’azienda sanitaria locale continuerebbe a pagare per tale struttura in affitto, completamente vuota, un canone di locazione pari a 400 mila euro all’anno e non solo. Infatti, per il timore che tale edificio possa essere oggetto di un’occupazione, verrebbe pagato anche il servizio di vigilanza quotidiana, i cui costi andrebbero a sommarsi a quelli relativi al canone di locazione.”

“Una beffa questa che non può avere giustificazioni, visto che sarebbe bastato riconsegnare i locali al proprietario. Ci chiediamo come sia possibile tutto ciò e per quali motivi nessuno sia ancora intervenuto per dare uno stop a tali inutili costi per la collettività e a chiederne conto ai responsabili, mentre si continua – conclude Barbera – a tagliare  indiscriminatamente la sanità per i cittadini”.

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