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Inviolatella Borghese, lotta al degrado parte seconda

In appena dieci mesi questa è la seconda volta che l’Ente Parco di Veio interviene per bonificare l’area all’interno dell’Inviolatella Borghese. La prima bonifica era stata effettuata il 12 gennaio ed erano state abbattute alcune baracche costruite all’interno di un valloncello poco distante dal vivaio; in quella zona coperta dalla vegetazione e facilmente raggiungibile dalla Cassia Nuova vivevano allora alcuni ragazzi romeni.

Dopo lo sgombero del campo nomadi di Via del Baiardo numerosi rom si erano spostati all’Inviolatella tornando ad occupare lo stesso luogo ripulito precedentemente dai mezzi della “Logistica Ambientale”, una ditta specializzata che opera anche per l’Ente Parco.

Il punto scelto da rom è senza tetto, nonostante l’umidità, è tutto sommato in una posizione favorevole in quanto poco distante dalla rete urbana di trasporti e ben mimetizzato dalla vegetazione; quell’area, alla parte estrema del Parco dell’Inviolatella, a causa della vegetazione e dei rovi è poco frequentata.

Più volte i Comitati Cittadini hanno chiesto l’apertura di un sentiero in maniera tale da scoraggiare l’occupazione abusiva; peraltro la realizzazione di un accesso consentirebbe l’ingresso al parco anche da Via Oriolo.

Una bonifica, come quella avvenuta nella mattinata del 19 ottobre, è sempre una operazione complessa e costosa; l’insediamento quando sono iniziate le operazioni di pulizia era già stato abbandonato dai rom che avvisati preventivamente avevano lasciato l’area in condizioni di fortissimo degrado.

Non bisogna sottovalutare il fatto che un insediamento, anche se costituito da poche persone, è sempre un fattore di grave degrado ambientale sia per la grandissima quantità di materiali accantonati sia per l’inquinamento provocato dal mancato smaltimento dei rifiuti organici.

Questa volta la “Logistica Ambientale” è intervenuta con una pala meccanica e con due porta-containers e il lavoro di abbattimento delle baracche e raccolta dei detriti è andato avanti per alcune ore.

Anche il passaggio sotto la Via Cassia Nuova, ripulito in tempi recenti, era ingombro di materiali vari, pentolame e fornelli: materiali “pregiati” che evidentemente si sperava di recuperare in un secondo momento.

Anche questo passaggio potrebbe costituire uno degli accessi all’Inviolatella in quanto i terreni, confinanti con un istituto religioso e con un piccolo vivaio, sono di proprietà comunale.

Anche se è da apprezzare l’opera svolta dal XX Municipio e dall’Ente Parco di Veio è evidente che questi sgomberi (che costano molti quattrini al contribuente) non risolvono affatto il problema come non lo risolverebbe la recinzione dell’area (nelle reti si creano passaggi ben camuffati difficili da scoprire).

Come più volte detto solo la fruizione dell’area da parte dei cittadini (con la conseguente vigilanza da parte dei guardia-parco e dei cittadini stessi) potrebbe essere la soluzione definitiva del problema: con i soldi spesi per effettuare queste due opere di bonifica, ad esempio, si sarebbe potuto mettere in sicurezza anche questa area dell’Inviolatella aprendola definitivamente alla fruizione dei cittadini.
Una richiesta più che sensata portata avanti da anni e che ancora oggi non ha trovato una soluzione.

Francesco Gargaglia

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

 

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3 COMMENTI

  1. bravi, lottiamo per avere il parco pubblico altriment ci saranno sempre abusivismi all’interno anche nel laghetto sotto la mary mounth dentro ci sono vasche da bagno e sedie per favore lo fate presente? POTREBBE ESSERE UN PARADISO

  2. Giulia la situazione del “laghetto” è stata descritta e segnalata innumerevoli volte. Proprio il Comitato Robin Hood ha proposto all’Ente Parco di realizzare un postazione per l’osservazione degli uccelli (una semplice incannucciata con feritoie: costo forse 150 Euro!) oltre al posizionamento di una picola casetta in legno da adibire a “punto informativo” gestito da volontari (costo 1000-1500 Euro).
    Peraltro queste inizative darebbero senso al “PARCO DIDATTICO”!

  3. a me pare che si voglia delegare tutto ai privati, duole constatare che gli unici spazi “efficienti”, puliti, sicuri siano quelli affidati a gestioni private: insediamenti abusivi all’inviolatella, degrado a villa Lauchli, impossibilità ad accedere al parco dell’Insugherata, il parco di casale Ghella che non apre (e quand oaprirà Dio solo sa come sarà gestito!).
    La distanza tra stato e cittadini è tale che pare ormai impossible far sentire la propria voce…..che senso ha continuare a pagare le tasse?

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