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Cassia – Parco Volusia, il parco delle calende greche

volusia120.jpgGiusto il tempo di fare una telefonata al responsabile dei lavori e la conferma arriva in un battibaleno: il Parco Volusia apre il primo giugno. Era il mese di febbraio del 2012 e i Comitati Cittadini pensavano si trattasse del giugno di quest’anno: evidentemente sbagliavano. Perché di apertura del parco a tutt’oggi non se ne parla.

Qualcuno ha provato a giustificare il ritardo: soldi che a causa del “patto di stabilità” non arrivano, il terreno che frana, la presenza di scarichi e condotte fognarie abusive (in realtà già il 10 novembre del 2011 VignaClaraBlog.it, in occasione dello sgombero di una baraccopoli in Via Veientana aveva segnalato la presenza di un torrente di liquami proveniente dalle abitazioni poste su di una collina adiacente al parco, leggi qui).

E così siamo tornati al Parco Volusia dopo 10 mesi: il cartello che indicava la fine dei lavori nel 2011 è sempre al suo posto come il grande varco praticato nella rete (da qui entrano cittadini e “canari”); il cancello del cantiere è spalancato e così entriamo.

Alcuni operai sono al lavoro con una piccola ruspa; chiediamo informazioni sulla presenza di un responsabile e sul tipo delle opere in corso. Il responsabile non c’è mentre quello che si sta realizzando è il famoso parcheggio di Via Casalattico.

Approfittando del fatto di essere oramai all’interno proseguiamo nel nostro giro e la situazione non ci sembra molto cambiata. Alcuni alberelli si sono seccati, il gran mucchio di ghiaia è ancora al suo posto mentre le erbacce, notiamo, stanno invadendo il vialetti.

E’ un vero peccato perché il parco, circondato da boschi di sughere centenarie, è davvero bello ed “arioso”.
Frutto di una compensazione edilizia, il nascente parco voluto dai residenti e ottenuto dopo una lunga battaglia portata avanti dal Comitato Cittadini per il XX Municipio, oggi si trova in una situazione di stallo. Gran parte dei lavori ultimati, qualche realizzazione che va in malora e i cittadini stufi di vederne l’accesso sbarrato.

Proseguiamo nel nostro giro e decidiamo di scendere nella parte bassa, quella che costeggia la Via Veientana e il Parco Papacci.
Per farlo dobbiamo scendere lungo un disagevole costone di tufo dove all’inizio, all’interno di una vecchia sughera, c’è un grande nido di “ammazzasomari” (la pericolosa vespa crabro).

Il ripido sentiero termina in una valletta dove scorre un microscopico fosso (acque pulite o la famigerata fogna?); se il vialetto in ghiaia bianca termina prima del costone, il suo percorso riprende dopo il fosso. Che sia questo il punto incriminato dove dovrebbe sorgere un ponticello?

Resta il fatto che se si vogliono mettere in collegamento la parte bassa (Via Veientana) con quella alta (Via Casalattico) oltre a sterminare i calabroni sarà necessario mettere in sicurezza il disagevole sentiero.
Tutto questo spinge a pensare, senza voler fare i menagramo, che l’apertura del Parco Volusia non avverrà neppure a novembre del 2012.

E allora ci torna alla memoria quella rapida telefonata in cui si diceva che il Parco Volusia sarebbe stato aperto ai cittadini il 1 giugno: ma è mai possibile che in fase di progettazione nessuno si sia accorto che c’erano scarichi fognari e che il terreno dove andava fatto un ponticello era cedevole?

Francesco Gargaglia

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

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11 COMMENTI

  1. Da un funzionario del Servizio Giardini sentito per telefono poco fa sono venuto a sapere che i lavori sono proseguiti fino allo scorso mese di luglio sotto la Direzione dell’Ing. Ansalone, dipendente della S.r.l. “Europarco” che fa parte del Gruppo Parnasi che per la realizzazione del Parco di Volusia ha impegnato 1.059.000 €: i lavori non sarebbero stati ripresi a settembre per mancanza al momento di soldi dovuto momentaneamente al blocco dei fidi da parte della banche causato dalla polemica che si è innescata su una delle Torri acquistata dalla Provincia di Roma che fa parte della compensazione edificatoria ottenuta da Parnasi ad Eur-Castellaccio.
    Mi è stato detto che per la fine dei lavori del Parco di Volusia (di cui fa parte anche il parcheggio di via Casalattico) manca solo da piantare una serie di alberelli, montare un ponticello già ordinato e pronto che scavalca il Fosso dell’Erba Puzza, mettendo in sicurezza con delle staccionate in legno non solo i suoi bordi ma anche quelli del Fosso degli Impiccati che vi confluisce scendendo da via Casalattico.
    A giudizio del funzionario, che sta per sollecitare alla S.r.l. “Europarco” il completamento dei lavori, il Parco di Volusia potrebbe essere aperto al pubblico entro il prossimo mese di novembre, ad eccezione della parte destra del Fosso dell’Erba Puzza scendendo a valle, dove é stata accertata la presenza di circa 50 tratti di collettori fognari che scaricano direttamente sul corso d’acqua i rifiuti solidi urbani provenienti dall’abitato a monte in fondo a via Fosso del Poggio: diversi di questi si sono nel frattempo rotti e disperdono i liquami addirittura sul terreno circostante.
    Si tratta di decidere cosa fare e soprattutto programmare soprattutto in termini di oneri di spesa che si rendono necessari per mettere a norma oggi questo intero sistema fognario ed allacciarlo un domani al collettore attualmente in costruzione poco più a valle che dovrà arrivare fino a Borghetto S. Carlo.
    Il funzionario mi ha fatto sapere che a peggiorare la situazione di degrado di questa parte meridionale del Parco di Volusia contribuisce anche lo scarico abusivo di materiale vario che continua ad essere versato impunemente sulla scarpata da un piccolo capannone dell’abitato sovrastante, malgrado le denunce fatte anche all’Ente Parco di Veio.

  2. Mi chiedo come mai le dettagliate informazioni che ci arrivano dal bravo Bosi non ci vengono invece fornite dai nostri politici e amministratori pubblici; ogni volta che ci rivolgiamo a loro ci sentiamo rispondere: “Vedremo, indagheremo, chiederemo….” . Ora è risaputo che l’Architetto Bosi è padrone della materia ma la telefonata al funzionario del Servizio Giardini potevano anche farla loro!

  3. Io invece mi chiedo perchè tutte queste brave persone preparate e competenti, invece di stare qui a disquisire e parlare di tutte le proposte fatte negli anni e decenni passati, non hanno mai fatto il passo più importante : METTERSI IN GIOCO E CANDIDARSI. Mi sbaglierò, ma ho l’impressione che si voglia solo fare pressione sull’opinione pubblica e criticare chi amministra, ma se poi si tratta “di sporcarsi le mani”…..nel senso che, se si vuole veramente fare il NOSTRO BENE, allora tutta questa gente che qui teorizza o propone, dovrebbe farsi avanti , e se meritevoli, saranno premiati dall’elettorato, altrimenti non serve a nulla…

  4. Bizzarra teoria la sua, egregio Antonio : per fare il bene della collettività è necessario passare per la politica, candidarsi, farsi eleggere, occupare una poltrona ! A parte che i fatti dimostrano spesso che è vero il contrario (la politica fa il bene di se stessa ma non degli amministrati), perchè mai, egregio, questo passaggio obbligato ? Secondo lei i comitati di cittadini, le associazioni, i gruppi di pensiero, i movimenti spontanei, in sintesi tutto ciò che si traduce in partecipazione attiva è acqua fresca ? Ci faccia capire meglio il suo pensiero. Stia bene.

  5. Per quanto mi riguarda faccio presente al sig. Antonio Giaci che il sottoscritto ormai 20 anni fa si è messo in gioco e candidato alle elezioni dell’allora XX Circoscrizione, quando si potevano dare le preferenze per 2 candidati: ero stato considerato unanimemente il capogruppo e come tale esonerato dal fare la campagna personale, perché mi era stata assicurata da parte di tutti la convergenza sul mio nome della 2° preferenza e quindi l’elezione certa.
    Con la sola distribuzione di volantini che facevano sapere il programma delle cose che avremmo cercato di fare in ogni quartiere ho raggiunto il 10% dei voti e sono riuscito a passare da uno a tre consiglieri eletti: non sono stato però eletto io, perché superato per 2 soli voti da chi si era candidato all’ultimo momento solo per completare la lista e che, dopo aver promesso di dimettersi perché non ci capiva niente, lasciandomi così il posto, all’atto dell’insediamento del Consiglio Circoscrizionale ha detto di averci ripensato e si è tenuta la carica. Ho chiesto inutilmente l’intervento dei “Probi Viri” del partito che però in occasione delle successive elezioni nazionali ha avuto la sfacciataggine di propormi di candidarmi per il Parlamento, dopo ovviamente aver già fatto la sua testa di lista: ho risposto a chi era stato delegato a contattarmi che si doveva solo che vergognare e che da allora avrei trattato il suo partito al pari se non peggio di tutti gli altri.
    Ho voluto ricordare questa particolare vicenda del mio passato, di cui mi è rimasto l’orgoglio del risultato per il record raggiunto e mai più superato ma anche la vergogna di aver tradito le promesse fatte all’elettorato perché non è stato poi realizzato nessuno dei programmi promessi, solo per far presente che dopo 20 anni la “politica” é rimasta non solo la stessa con la “p” minuscola, ma ha raggiunto un degrado ancora maggiore.
    Tengo a mettere in evidenza al sig. Antonio Giaci che la mia scelta dopo quelle elezioni non è stata di assentarmi dalla lotta, ma di continuare a svolgere il mio impegno civico al di fuori ed al di sopra di tulle le parti politiche, come responsabile di una associazione ambientalista che è portatrice di interessi diffusi e si rapporta con la “politica“ a tutti i livelli (nazionale, regionale, provinciale, comunale e Municipale) svolgendo una costante azione di “democrazia partecipata”: siccome però in democrazia occorre sempre una maggioranza per avere l’approvazione di qualcosa, dialogo sempre indistintamente con tutte le forze politiche per avere il loro consenso su cose che curano sempre e soltanto l’interesse pubblico di tutti ed ottenere così quel 51% dei voti che serve ogni volta per approvare ciò che a mio modesto giudizio serve veramente.
    Sempre per quanto mi riguarda, benché ormai sulla soglia dei 70 anni, non intervengo su questo blog solo per “disquisire e parlare di tutte le proposte fatte negli anni e decenni passati”, ma anche e soprattutto per continuare a guardare in avanti e dare anzitutto una corretta e più completa informazione (solo laddove mancasse) e per portare un contributo utile con proposte ed istanze su cui mi auguro sempre un confronto serio che contribuisca ad arrivare ad un più alto livello di conoscenza dei problemi e quindi a raggiungere una maggioranza convinta sulle soluzioni migliori da far approvare alla fine sempre e soltanto dalla “politica” a tutti i livelli.

  6. Come al solito chi è abituato a criticare tutto e tutti, non riesce mai ad accettare le critiche , o meglio, i consigli degli altri. Non mi riferisco al sig. Bosi, che anzi ringrazio per la sua puntuale preparazione, voglio riaffermare il mio pensiero,che non deve essere visto come “critica sterile” : il mio è un consiglio disinteressato al sig. Bosi e a quanti ritengono di poter dare un contributo personale per il BENE COMUNE , altrimenti mi sembra che questa democrazia partecipativa si limita a riunioni o discussioni che alla fine ottengono poco o nulla (non è una critica…) : dato che ci sono tutte queste associazioni e comitati di cittadini, si possono riunire per riuscire ad entrare nella “stanza dei bottoni”. E’ il consiglio di un semplice cittadino che potete cestinare appena finito di leggere…

  7. Carissimo Bosi

    Volevo congratularmi con Te davanti a TUTTI per questo spirito propositivo , vivace pieno di contenuti , coronato da dettagli a volte essenziali per comprendere gli argomenti trattati.
    La mia speranza come penso anche la Tua e’ che questi Giovani , animati da questo senso politico di appartenenza possano comprendere quanto sia importante condividere le scelte stando al servizio dei cittadini , non soggiogati dall’interesse elettoralistico, ma nell’interesse di tutto cio che e’ BUONO e salutare per una piu serena convivenza e coesione sociale .

    La Tua forza e’ contagiosa e salutare soprattutto nei temi ambientali , conservazio
    ne e sviluppo controllato .

    ATTENZIONE ALTA AL PIANO DI ASSETTO REGIONALE ( PARCO di VEIO).

  8. Le faccio anzitutto presente, sig. Giaci, che quando ha fatto il suo 1° commento delle ore 17,12 del 14.9.2012 gli unici ad averlo preceduto erano stati il sottoscritto e Robin Hood, a cui quindi si è rivolto benché non mi sembra che avessero criticato tutto e tutti: trovo quindi del tutto fuor di luogo che nel suo ultimo commento delle ore 14,05 del 16.9.2012 si arrampichi sugli specchi precisando che non intendeva riferirsi al sottoscritto, ma lo fa dopo avere affermato che “come al solito chi è abituato a criticare tutto e tutti, non riesce mai ad accettare le critiche , o meglio, i consigli degli altri”.
    Mi dispiace dirglielo con franchezza, ma la sua è almeno nei miei confronti una “critica sterile” perché non ho certo bisogno del suo consiglio disinteressato che scaturisce a mio giudizio da una certa “ignoranza”, nel senso non offensivo che non sa che per quanto mi riguarda la mia “democrazia partecipata” (e non “partecipativa”, che è un termine attribuibile secondo me a chi si presta ad aumentare l’audience dei numeri se non a fare da claque vera e propria) non consiste nel limitarmi “a riunioni o discussioni che alla fine ottengono poco o nulla”, quanto nel produrre iniziative fatte di atti e di istanze propositive che sono state presentate e continuano ad essere presentate alle varie istituzioni e che hanno prodotto fin qui i loro effetti.
    Per rendere meglio il concetto e non certo per farmene un vanto, Le faccio presente che questa mia “democrazia partecipata” ha portato fino ad oggi:
    – a far approvare la legge regionale n. 24/1998 sui piani paesistici facendovi inserire la salvaguardia delle visuali;
    – a far approvare il Piano Territoriale Provinciale Generale della Provincia di Roma facendovi inserire le norme prescrittive per la rete ecologica provinciale;
    – a far cancellare dal Piano Regolatore di Roma del 1962 cinque delle 10 lottizzazioni convenzionate previste dentro quello che è poi diventato il Parco di Veio, dimezzando le cubature delle altre 5 di margine, due delle quali (Volusia e Borghetto S. Carlo) sono state poi compensate, contribuendo ad istituire il Parco di Veio di cui sono stato membro del 1° Consiglio Direttivo;
    – a far approvare il Regolamento di partecipazione dei cittadini alla trasformazione urbana;
    – a far approvare nel nuovo Piano Regolatore di Roma il collegamento tra via Camporgiano e via Casalattico e soprattutto la centralità del quartiere Tomba di Nerone, di cui ho sollecitato per ora inutilmente il Consiglio del XX Municipio a redigere la progettazione che gli spetta di fare;
    – a far realizzare la strada di fondovalle ed a far progettare il collegamento di via Fosso del Fontaniletto con via Casalattico con l’annesso parcheggio di 130 posti auto di cui é prossimo l’inizio dei lavori;
    – a far rimuovere fino ad ora in tutta Roma circa 500 impianti pubblicitari abusivi, tutti segnalati a nome della associazione VAS, ripulendo quasi del tutto il Parco di Veio dalla loro presenza invasiva;
    – ad interessare direttamente il Ministro dell’Ambiente sui gravi vizi di legittimità della “proposta” di Piano di Assetto del Parco di Veio che si vorrebbe pubblicare senza tenerne alcun conto.
    Mi ha costretto a dover elencare questa parte dei risultati che ho raggiunto per dimostrarLe, sig. Giaci, che sono riuscito ad entrare nella “stanza dei bottoni”, anche come responsabile di una semplice associazione.
    Quanto al consiglio finale che fa da semplice cittadino di cercare una possibile riunione di “tutte queste associazioni e comitati di cittadini”, oltre a tradire una sua certa ingenuità (nel supporre che non ci sia affatto nemmeno un coordinamento e nello scoprire solo ora che l’unione fa la forza), mi permetta di rivolgerle a mia volta un consiglio spassionao: visto che dedica una discreta parte del suo tempo a far commenti su questo blog che ritiene che non siano una “critica sterile”, perché non “si sporca le mani” un tantino anche Lei e dedica una parte del suo tempo per partecipare attivamente ad una di questa tante associazioni e/o comitati di cittadini, passando così finalmente dalle parole ai fatti, smettendola di continuare a comportarsi secondo il detto “armiamoci e partite”.

  9. Il caro sig. Bosi non ha capito che il mio pensiero è in generale e non mi riferisco a lui : l’ho preso ad esempio, ma il mondo non gira solo intorno al sig. Bosi,ma a tutti… se lui se n’è risentito è solo un suo problema… Il fatto che lui sia una persona preparata è propositiva è un fatto accertato,non ho bisogno nè di scusarmi nè di arrampicarmi sugli specchi (e non mi riferisco al problema suddetto,ma per tutti gli interventi fattiu finora). Forse non ha capito il mio CONSIGLIO : uno come lui, e altre persone preparate come lui, possono fare molto di più , non proponendo ad altri ed aspettando poi che questi decidano, ma by-passando questa trafila . Se io fossi in gamba e preparato come lui ed altri, mi sarei già fatto avanti,ma conosco i miei limiti, quello che posso fare è comportarmi da buon cittadino. Quello che posso fare è appoggiare e votare le persone preparate e serie,ma se queste non si presentano per farsi votare…. L’armiamoci e partite poteva risparmiarselo,perchè io non mi riferisco solo a lui : facendo un paragone e senza essere accusato di essere nordista, leggendo i commenti di tante persone sui questo ed altri blog, mi sembra di rivedere ciò che accade dopo un terremoto : se accade al sud, vedi persone con le mani incrociate che protestano ed aspettano che gli altri facciano qualcosa, se accade al nord vedi gente che in silenzio si rimbocca le mani ed opera per tornare alla normalità… (spero che il paragone fatto non procuri cataclismi verbali..).
    p.s. : nel mio piccolo,faccio parte di un’associazione ambientalista che opera nel XX, ma io posso fare solo il soldato… gli altri sono i generali e possono fare molto di più di quanto possa fare io…. Ma il mio rimane sempre un consiglio da cestinare se non si è d’accordo… Buona giornata.

  10. Sig. Giaci, secondo Lei Stella e Rizzo che dalle pagine del Corriere da anni denunciano la devastazione del territorio e le ruberie dei politici. dovrebbero smettere di scrivere e darsi alla politica….tesi “ardita” la Sua. Rodolfo Bosi ci ha descritto alcuni importanti risultati ma ha omesso di dire, forse per pudore, quanta fatica e sacrificio gli sono costati.
    L’attività di un Comitato cittadino non può essere paragonata ad una “crociata” senza contare che nella stanza dei bottoni, come la chiama Lei, non ci entra proprio nessuno. Il fatto è che nel nostro paese la politica è assai meno nobile di quanto si creda; sulle pagine del Messagero di ieri, cronaca di Roma, c’era un vero e proprio bollettino di guerra: una lista interminabile di ruberie, sprechi, spese folli e decine di nomi di politici inquisiti per peculato o truffa (forse proprio quelli che siedono nella stanza dei bottoni). Comunque se vuole darci una mano…

  11. @ Caro Comitato Robin Hood, i signori che cita sono due eccellenti giornalisti che fanno il loro mestiere, il paragone non sussiste (a parte poi, che tanti giornalisti si sono dati alla politica…) . Mentre alla fine del suo post, non fa altro che confermare la mia tesi : se in giro c’è tanta gente che si dà alla politica per rubare e sperperare (di tutti i partiti politici indistintamente), è perchè tanta altra gente seria e preparata si limita a protestare o a fare pressione a vario livello sui governanti , ma non si mette in discussione direttamente.
    Per il resto non metto assolutamente in discussione l’operato del sig. Bosi, il mio discorso riguarda tutti in generale.

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