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Guerra al degrado nel Parco di Veio

Nella mattinata di oggi, 10 novembre, è stato effettuato lo sgombero di un’area adiacente Via Veientana, all’interno del Parco Volusia, dove da tempo, tra le canne e l’alta vegetazione, c’era una grande discarica a cielo aperto oltre a numerose baracche. All’attività hanno partecipato gli uomini del Parco di Veio, agenti del XX Gruppo Polizia di Roma Capitale, diretto dal dr Giuseppe Bracci, l’AMA ed un’autoambulanza del 118 pronta ad intervenire in caso di necessità. E VignaClaraBlog.it ha assistito alle operazioni.

Le baracche sono state abbattute e i materiali sono stati caricati a bordo di un grande autocarro dell’Ama; ma dietro i resti delle miserevoli casupole rimane una enorme discarica che dovrà essere ripulita con l’utilizzo di un trattore di ridotte dimensioni perché la sporcizia degrada verso il basso e si mischia alla vegetazione.

E’ stato trovato persino un rudimentale water: una buca ricoperta da una lamiera con un foro, il tutto protetto da un separè realizzato con canne. Una latrina a nemmeno 50 metri dalle case.

Ma le sorprese non sono finite perché dalla casupola partiva una rete di sentieri che percorrendoli hanno portato all’individuazione di una fogna a cielo aperto: le acque melmose e maleodoranti scendono dall’alto e dopo aver percorso un tratto di terreno in discesa su cui affacciano i palazzi, si disperdono in grossi rivoli diretti probabilmente al fosso che attraversa la parte bassa del Parco.

Un vero e proprio scempio su cui dovrebbe indagare l’ARPA perché quei liquami non provengono dalle baracche degli abusivi: accanto alla fogna rifiuti e montagne di sassi e tufi che potrebbero nascondere qualsiasi cosa.

In capo ad un paio d’ore la zona è stata ripulita e l’autocarro dell’Ama ha lasciato la zona diretto ad una qualche discarica mentre i Guardaparco si attivavano per un nuovo intervento.

Da molto tempo il Parco di Veio ha dichiarato una guerra senza tregua al degrado, in cooperazione con i Vigili e con l’AMA: una guerra dall’esito incerto perché se per realizzare una baracca ci vuole poco tempo per bonificare un”area da detriti e liquami ci vogliono invece mezzi e risorse consistenti.

Il Parco di Veioè un’area di 14.984 ettari compresa tra la Cassia e la Flaminia che, oltre ad occupare gran parte del XX Municipio, al suo interno ingloba ben nove comuni e aree boscose e archeologiche di enorme pregio.

La salvaguardia di questo Parco istituito alla fine degli anni ’90 è di enorme importanza perché questa cintura verde attorno alla città ha una funzione mitigante sul clima e garantisce la sopravvivenza di un ambiente caratterizzato da una spiccata biodiversità.

Nonostante le grandi problematiche legate alla gestione del territorio l’Ente Parco da tempo ha intrapreso una importante attività di bonifica dei siti di interesse pubblico coadiuvato, in questa opera, dall’attenta opera di vigilanza dei Guardaparco.
Purtroppo nonostante l’impegno (continua ad esempio l’opera di pulizia all’interno dell’Inviolatella) l’opera di bonifica risulta estremamente difficile a causa della vastità del fenomeno.

Il fatto che le norme di legge non prevedano pene severissime (come il carcere) per chi abbandona rifiuti ingombranti o detriti fa si che il nostro territorio sia costellato da una miriade di discariche abusive: è sempre il caso della Veientana che all’altezza del GRA raccoglie una enorme massa di rifiuti e detriti.

Il fatto di arrivare comodamente con un autocarro dalla Via Giustiniana permette di abbandonare i carichi inquinanti con facilità anche durante le ore diurne. Sotto il grande ponte del Raccordo insiste una enorme discarica costituita prevalentemente da materiali edili.

L’assenza di una vigilanza continua (magari con telecamere) e il difficile coordinamento tra le forze di polizia rendono possibile questo scempio.

Pochi giorni fa abbiamo chiamato il 112 per segnalare che un autocarro stava scaricando detriti e materiali lungo Via di Grottarossa; la Sala Operativa dei CC ci ha passato il Comando della Polizia di Roma Capitale che ha girato la comunicazione ai Comando del XX che ci ha assicurato l’invio di una autovettura, qualora disponibile in zona.
Tempi troppo lunghi per intervenire con successo contro questi malfattori.

Francesco Gargaglia

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