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Tor di Quinto – Mori (PdL): bonifica via Baiardo, grazie all’AMA la fine è vicina

“Da lunedì scorso – comunica in una nota Giorgio Mori, consigliere PdL nel XX Municipio – l’AMA, nella direttiva del Presidente Piergiorgio Benvenuti e su mandato del Dipartimento Ambiente di Roma Capitale sta completando, attraverso un’azienda appaltante, la bonifica dell’area dove per decenni ha insistito il campo nomadi più pericoloso di Roma Nord, quello di Via del Baiardo. Ormai metà del campo è stato totalmente bonificato e ripulito dai materiali residuali dell’accampamento preesistente, prevenendo l’eventuale reinstallazione di soggetti abusivi e la formazione di nuove discariche a cielo aperto.”

“La conclusione definitiva – conferma Mori – è prevista prima del 31 Agosto, ma noi seguiremo con attenzione lo svolgimento delle attività. E’ però assolutamente necessario che le autorità di P.S. e i Vigili Urbani controllino con attenzione questo momento di transizione, in quanto esiste il concreto pericolo che, in questi giorni, l’area venga utilizzata per il deposito abusivo di materiali di risulta e di altri pericolosi oggetti.”

“Va inoltre ringraziato il Presidente Benvenuti per aver coordinato questo importantissimo intervento che ridà finalmente fiducia e considerazione ai cittadini verso l’amministrazione dopo decenni di indifferenza e ipocrisia delle amministrazioni. Il campo nomadi di Via del Baiardo non c’è più – conclude Mori – è ora che tutti se ne facciano una ragione.”

3 COMMENTI

  1. Forse il campo di via del Baiardo non c’è più, ma i nuovi insediamenti abusivi documentati da codesta testata sono ancora in loco ,cioè in viale di Tor di Quinto.
    Impossibile non vederli.
    Che aspettiamo ? Una nuova proliferazione ?

  2. Lucio, ho voluto verificare prima di dire cose infondate frettolose.
    Posso però ora dirti che sono due situazioni perfettamente monitorate dal Dipartimento e dal NAE.
    Nel primo caso si tratta di una famiglia che comprende una donna in detenzione domiciliare. Ora anche il padre sarebbe in stato di arresto.
    L’altra famiglia è strettamente legata alla precedente, anche a seguito di presenza di minori.
    Quello che sto per dirti è incredibile, ma è vero.
    Il giudice non avrebbe autorizzato lo spostamento della persona sottoposta a regime detentivo domiciliare, negando tale spostamento con modifica del domicilio giudiziario, in quanto il nomade destinario del provvedimento non è obbligato ad andare alla Barbuta e neppure il trasferimento di domicilio è automatico.
    Io trovo il fatto sconcertante, ma ancor più se penso che un italiano, per poter avere questo regime detentivo, deve dimostrare che qualcuno si terrà cura di lui per le necessità personali, deve dimostrare rigidamente l’idoneità dell’immobile etc.
    Ancora una volta trovo che certi comportamenti giudiziari e politici non generino solidarietà ed integrazione, ma solo diseguaglianza, odio tra poveri e incertezza giuridica.
    Ma se il Consiglio di Stato prima e la seconda sezione del Tribunale Civile di Roma poi, hanno cercato di bloccare il Piano Nomadi una ragione ci sarà o no … ?
    Ebbene, nessuno vuole fare vittimismi, ma una cosa è certa.
    Alcuni stanno remando contro il Piano Nomadi e fanno le barricate per mantenere i campi rom nella città di Roma e nei terreni che vogliono.
    Le ragioni lasciamole immaginare ai cittadini che hanno intelligenza per capire.
    Il campo cmq è quasi smantellato. Dovrebbero mancare due o tre giorni di lavoro.
    G.Mori
    Cons. Municipio XX

  3. Caro Giorgio,
    ti ringrazio per la sollecita spiegazione che, per quanto incredibile e sconcertante possa sembrare, mi solleva dalla sgradevole sensazione di indifferenza delle autorità preposte al controllo.
    Ho detto volutamente, possa sembrare, in quanto la vicenda risulta perfettamente in linea con lo status di ” primi inter pares” di cui gli ormai ex nomadi hanno goduto per svariati lustri.
    Bene hai fatto a richiamare il principio di (di)seguaglianza (a don Gallo saranno fischiate le orecchie !) : evito di avventurarmi in spericolate dietrologie e immagino che, senza andare troppo lontano, le ragioni di tutto ciò vadano ricercate oltretevere.

    P.S.
    Suggerirei agli ottimi Stella e Rizzo un aggiornamento della loro “Casta”.

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