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Cesano, ancora disagi sulla FR3 Roma-Viterbo

fr3.jpgFurto di rame? Guasto? Incendio? Quale sarà la causa del ritardo di venerdì 17, l’ennesimo sulla Fr3, in questo agosto di fuoco? Può sembrare assurdo ma a far aspettare per un’ora centinaia di passeggeri inferociti per un altro, nuovo ritardo sulla Roma-Viterbo, non è stato un guasto o un incendio, ma un individuo in evidente stato confusionale che ha portato addirittura all’intervento delle forze dell’ordine.

Ma cominciamo dall’inizio. I primi disagi li hanno subiti non tanto i passeggeri in attesa presso la banchina della stazione di Cesano, i quali erano ben consapevoli della situazione, quanto quelli che attendevano alla stazione Ostiense. Da qui infatti doveva partire il treno regionale 22160 in arrivo da Cesano e diretto a Viterbo previsto per le 18:52.

Ma la giornata era cominciata male già dal primo pomeriggio: il treno delle 16:31 previsto in partenza da Cesano era stato posticipato di mezz’ora e poi cancellato all’ultimo minuto, senza che venisse spiegato agli utenti il perché della soppressione.
Più o meno la stessa situazione si è vissuta in serata alla stazione Ostiense, quando il treno delle 18:52 è stato posticipato di dieci minuti per, a quanto spiegato, “ritardo nella preparazione del treno”.
Il che vuol dire in gergo che un treno non è stato “consegnato” in tempo presso il binario all’ora prevista.Insomma, una “dilazione” di dieci minuti per ritardo nella consegna del convoglio.

E’ già tanto che Trenitalia si sia impegnata a spiegare il perché del ritardo dato che in genere i passeggeri vengono lasciati nella disinformazione totale. Ma ecco che passano pochi minuti – ricordiamo che la banchina è già stracolma, in quanto i treni in agosto dopo le sette non passano ogni mezz’ora ma bensì ogni ora – e viene annunciato un altro ritardo: trentacinque minuti, dalle 18:52 alle 19:27.

E questa volta la motivazione addotta è “ritardo per controllo delle forze dell’ordine”. Tra i passeggeri si sparge la preoccupazione: “controllo forze dell’ordine e treno in ritardo di mezz’ora, non sarà successo qualcosa?”. Ancora qualche minuto e il cartello annuncia un nuovo ritardo: da trentacinque a quaranta minuti. Qualcosa non va, anche perché passati i quaranta minuti annunciati del treno neanche l’ombra.

Poi, non si come, si sparge la voce della presenza di un ubriaco a bordo. Precisiamo che Trenitalia non ha comunicato nulla di preciso, la notizia si è sparsa perché uno degli utenti in attesa sulla banchina della stazione Ostiense ha un parente che si trova proprio sul treno rimasto bloccato, e con un colpo di cellulare ha indirettamente spiegato a tutti i presenti il perché del ritardo che ormai ha raggiunto un’ora e passa.

È successo che a Cesano un uomo ubriaco è salito sul treno, provocando un certo disagio tra i passeggeri. Il capotreno non se l’è sentita di risolvere la situazione da solo e ha chiamato le forze dell’ordine. Centinaia di passeggeri in tutta la tratta Roma-Viterbo (andata e ritorno) sono stati costretti a subire più di un’ora di ritardo per colpa di un ubriaco. Talmente assurdo che in molti non ci credono. Poi, quando ormai alle otto di sera arriva il convoglio in tanti, furiosi, si dirigono dal capotreno che conferma quanto già si sapeva.

Possibile che un tale disagio è stato causato da un ubriaco? E perché il capotreno non ha provveduto da solo a farlo scendere dal treno invece di chiamare le forze dell’ordine e causare quel ritardo? Forse aveva paura di essere denunciato? Ma un capotreno non dovrebbe essere autorizzato a far scendere un passeggero se questi mette a repentaglio l’incolumità degli altri utenti?

Sta di fatto che quella dell’ubriaco pare a molti una scusa. Infatti nella stessa serata sono stati cancellati altri due treni (regionale 22163 delle 21:01 diretto a Roma Ostiense e regionale 21957 delle 21:31 per la stessa destinazione) per non parlare dei numerosi convogli di cui è stata annunciata la cancellazione nelle altre tratte.
C’erano ubriachi anche in quel caso? Pur non mettendo in discussione la motivazione di Trenitalia sta di fatto che ormai tra ritardi e cancellazioni si è raggiunto un livello di assurdità che lascia esterrefatti.

Adriano Bonanni

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

 

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