Home AMBIENTE Inviolatella – Robin Hood: ecco un progetto per aprire subito il parco

Inviolatella – Robin Hood: ecco un progetto per aprire subito il parco

Il Parco dell’Inviolatella, in Via dell’Inviolatella Borghese, continua a rimanere chiuso e la ragione è sempre la stessa: la mancata messa in sicurezza. A chi competa questo compito non è chiaro ed allora, per rompere gli indugi, il Comitato Robin Hood ha elaborato un suo progetto affidandone la diffusione alle nostre pagine.

“Si tratta – dichiara il Comitato – di un semplicissima proposta la cui realizzazione richiede tutt’al più qualche centinaio di euro (una inezia se confrontata ai 200mila euro stanziati per sistemare l’area di Monte Mario). I contenuti di questa proposta possono essere sicuramente implementati e migliorati senza però che ciò induca a dilatare i tempi”.

Il progetto

Premessa
Il progetto è stato redatto allo scopo di permettere in tempi brevi l’apertura del Parco dell’Inviolatella Borghese e consentire quindi ai cittadini la fruizione del Parco anche in considerazione del fatto che dopo l’intensa opera di pulizia e bonifica operata dall’Ente Parco di Veio l’area può considerarsi “in sicurezza”.

Criticità
Il Parco Urbano dell’Inviolatella non presenta al momento particolari criticità o pericoli in quanto l’area è recintata, ha già un accesso con sbarra metallica, ha una sua sentieristica e non ci sono pericoli per l’incolumità fisica dei visitatori.

Ingresso
L’ingresso all’area dovrà avvenire da Via dell’Inviolatella Borghese in prossimità della sbarra metallica (sbarra interna) che dovrà rimanere costantemente chiusa con un passaggio pedonale da realizzare. All’inizio della via la sbarra comandata elettronicamente (sbarra esterna) dovrà invece rimanere aperta, nei giorni feriali e festivi, dall’alba al tramonto (nelle ore notturne potrà essere chiusa al fine di evitare l’acceso a mezzi che possano sversare rifiuti o scaricare calcinacci o materiali edili).
Il parcheggio delle auto dei visitatori dovrà avvenire nelle zone limitrofe al Parco (Via Fabbroni, Via Pareto, Via di Villa Lauchli, Via Oriolo).

Vigilanza
La vigilanza sarà assicurata indirettamente dai visitatori mentre controlli saltuari e aperiodici potranno avvenire a cura del personale del Servizio Giardini del Comune di Roma, dai Guarda-parco dell’Ente Parco di Veio, dai Vigili del XX Municipio.
Per quanto riguarda il possibile pericolo di incendi questo dovrà essere scongiurato attraverso la rigida applicazione di divieti che proibiscano di accendere fuochi; su tutta la segnaletica del Parco dovrà essere riportato il numero telefonico dei Vigili del Fuoco e della Guardia Forestale.

Segnaletica
La segnaletica è quella prevista nel bozzetto in calce al progetto e prevede i seguenti pannelli/cartelli:
* pannelli didattici (caratteristiche dell’area, flora, fauna) e indicazione del “banco fluoritico”
* cartelli di divieto: divieto di accensione fuochi, divieto di raccolta fiori e piante, divieto di campeggio, divieto di abbandonare rifiuti di ogni tipo, divieto di accesso con mezzi meccanici (esclusi i mezzi per i diversamente abili) oltre all’obbligo di raccogliere le deiezioni canine
* cartelli che invitano a prestare attenzione: questi cartelli vanno posizionati in prossimità del limitare del bosco che sorge sul banco fluoritico, alla base del banco fluoritico, sulla breve scarpata che adduce al punto panoramico, nei pressi dell’impianto ACEA (dove insiste il sottopasso).

Manutenzione
Il progetto non prevede il posizionamento di contenitori per i rifiuti in quanto questi dovranno essere portati via dai visitatori (comprese le deiezioni canine); periodicamente, a cura del servizio giardini dovrà essere effettuato lo sfalcio dell’erba ove necessario.
Attività di vigilanza e manutenzione potrà essere condotta da volontari dei Comitati Cittadini; tale personale verrà dotato di fratino di colore arancio con l’indicazione del Comitato e potrà rivolgersi, in caso di necessità, ai Guarda Parco del Parco di Veio o ai Vigili del XX Gruppo di Polizia Municipale.

Accesso
L’accesso al Parco Urbano avverrà esclusivamente a piedi e sarà consentito ogni giorno, dall’alba al tramonto. Dovrà essere fatto divieto di accedere con cavalli.
L’accesso con autovettura potrà avvenire esclusivamente dalla sbarra interna solo nel caso di trasporto di diversamente abili (copia della chiave del cancello sarà consegnata alle Associazioni o ai disabili che ne faranno richiesta).
All’inizio di Via dell’Inviolatella Borghese (lato Cassia Nuova) dovrà essere applicato un pannello indicativo con l’indicazione che “l’ingresso è libero”.

Lavori da effettuare e oneri economici
Verniciatura e sistemazione sbarra di accesso interna (con passaggio pedonale), realizzazione e applicazione segnaletica, marcatura dei sentieri. Oneri economici: stimabili in poche centinaia di euro che potrebbero ricadere nel capitolato della “sicurezza”.

Fabrizio Azzali

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3 COMMENTI

  1. ma come è possibile che sia cosi difficile farlo diventare un parco pubblico normale? il posto c’è anche per realizzare un parcheggio auto che tra l’altro vicino a via fabbroni han gia realizzato. le panchine? le fontanelle? e soprattutto ci si aspetta che la gente si porti la spazzatura in giro per tutto il parco e la porti fuori dal parco ? dai siamo realisti è un utopia. chiediamo concretezza al comune

  2. Gentile Signora Teresa in Trentino la gente si porta eccome la spazzatura in giro per tutte le Dolomiti! Non è che i romani siano diversi dagli altri o dagli altoadesini o friulani!! La concretezza è proprio nel chiedere cose semplici che non necessitano di stanziamenti; se vogliamo le panchine, le fontanelle e i cestini per i rifiuti (chi li svuoterà?) possiamo aspettare in ETERNO!
    Il progetto di RH (che può essere sicuramente modificato e migliorato) ha lo scopo di sollecitare i nostri amministratori a fare “qualcosa”. Qualsiasi cosa.

  3. Il progetto per l’apertura dell’Inviolatella in tempi brevi è stato ovviamente trasmesso sia all’Ente Parco di Veio che all’Assessore all’Urbanistica del XX Municipio oltre che alla Commissione Grandi Parchi.
    Resta in ballo la questione del “casaletto” confiscato alla mafia la cui destinazione più ovvia è al Parco di Veio che ne potrebbe fare un proprio centro per la gestione e il controllo di tutta l’area.
    Ora i cittadini restano “in attesa” di vedere cosa accadrà….

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