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Dal bianco al grigio fumo: il nuovo look dello Stadio dei Marmi

stadio-dei-marmi.JPGSe decidete di fare una passeggiata al Foro Italico non vi dovete preoccupare del parcheggio perché nella peggiore delle ipotesi potete sempre arrampicarvi su uno dei marciapiedi in marmo. Qualche difficoltà invece potreste incontrarla, tra cartelli, sbarre e cancelli nel cercare l’ingresso dello Stadio dei Marmi. Ma una volta dentro, innaffiati dal sole, non vi resta che decidere tra una lunga corsa o una riposante sosta sulle gradinate di quel marmo bianco cangiante al nero: colpa delle intemperie, dello smog e dell’incuria se quelle lastre un tempo candide ora sono quasi tutte macchiate di grigio scuro.

Anche le statue si scuriscono: sembrano uomini poco avvezzi al sapone e verrebbe la voglia di arrampicarsi su quei piedistalli con spugna e bagnoschiuma per riportare tutto al naturale splendore.

Lo Stadio dei Marmi si sa è fra le più belle ed eleganti realizzazioni del Foro Italico: una arena con basse gradinate di marmo di Carrara con sessanta statue, donate dalle Province italiane, che rappresentano tutte le discipline sportive. L’opera fu voluta da Renato Ricci (presidente della Gioventù Italiana del Littorio) che scelse anche gli scultori che realizzarono le statue: giovanissimi e per la maggio parte sconosciuti.

Lo stadio con una capienza di 20.000 spettatori fu piazzato ai piedi del Monte Mario in maniera tale da avere un effetto ottico di grande suggestione; oggi con le brutte sovrastrutture dello Stadio Olimpico la suggestione è venuta meno ma con un po’ di fantasia si può sempre rimanere incantati da questa opera di grande raffinatezza.
A rendere insuperabile questa realizzazione sono le sessanta statue di atleti più quelle in bronzo dei lottatori: corporatura maschia, il volto serio e lo sguardo determinato del guerriero. Se non fosse per quel nero, per le scritte demenziali, per le mani e le dita tronche si avrebbe la consapevolezza di essere davanti a qualcosa di straordinario.

Purtroppo i danni provocati dall’incuria sono notevoli: non soltanto la sporcizia dei marmi provocata dagli inquinanti presenti nell’aria e nelle piogge ma anche le grandi scritte cancellate in modo improprio e frettoloso, quelle fatte con pennarelli permanent sul marmo e sul bronzo, i danneggiamenti alle mani e alle braccia, le lastre spaccate e quella patina verdognola che si crea con il passare degli anni.

Nel grande e trionfale ingresso c’è una vecchia struttura in legno, realizzata forse per preservare i mosaici; in realtà i mosaici risultano danneggiati in più punti e rabberciati con il cemento.
Anche la lunga galleria che corre nel sottosuolo, adibita a spogliatoi o magazzini per gli attrezzi, avrebbe urgente bisogno di manutenzione.
E che dire di quei grandi tubi corrugati che fuoriescono dal basamento di una delle statue in bronzo?

Lo Stadio dei Marmi, un tempo utilizzato per i Giochi della Gioventù e per qualche cerimonia militare, oggi è prevalentemente usato dagli studenti dell’Università del Foro Italico per le loro attività pratiche; all’ora di pranzo li trovi in gruppetto a fare la pausa sulle gradinate.

Alla stessa ora puoi trovare anche qualche anziano fondista che macina chilometri sul perimetro esterno o comitive di stranieri intenti a fotografare quei fossili marmorei.

Perché nonostante i danni e il grigiore dei marmi lo Stadio continua a mantenere intatto il suo fascino eterno.

Francesco Gargaglia
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1 commento

  1. Lo stadio è utilizzato nel pomeriggio anche dai ragazzi e dai bambini della scuola di atletica della FIDAL regionale. In certi giorni sono dozzine e dozzine di ragazzi dai 6 anni in su.

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