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Roma Nord, stazioni a rischio: se La Storta piange Tor di Quinto non ride

stazione-tor-di-quinto.jpgSubito dopo la pubblicazione della nostra inchiesta sull’allarme sicurezza nella stazione de La Storta, dove è buio pesto nel parcheggio a causa di tutti i lampioni sempre spenti (clicca qui), una nuova segnalazione di allarme ci giunge da una nostra lettrice che denuncia lo stato di abbandono, dalle 16 di ogni pomeriggio, della stazione di Tor di Quinto, proprio quella nei cui pressi accadde il tragico omicidio della signora Reggiani.

“Qualche giorno fa – ci scrive la nostra lettrice – mi è capitato di scendere, di ritorno dal lavoro, a questa fermata (era un tardo pomeriggio, quindi era buio), trovando l’assoluto deserto. Il fatto che mi ha lasciato senza parole è che questa stazione è stata già teatro di un’aggressione ad una donna conclusasi con la sua morte e proprio per questo episodio la stazione era stata rimodernata prevedendo un presidio di controllo, prima con l’Esercito poi con vigilantes privati.”

“Questo controllo – continua – è stato mantenuto fino a qualche tempo fa ma ora termina alle 16.00. Di giorno è scontato che ci sia qualcuno ma dal tardo pomeriggio la zona è deserta e quindi pericolosa. Quando sono scesa io, l’unica persona presente era una signora addetta alle pulizie il cui turno di lavoro finiva alle 21. Era tutta sola e si faceva coraggio contando sulla saltuaria presenza del conducente del bus navetta che fa sosta per qualche minuto, davanti la stazione, fra una corsa e l’altra.”

“Mi chiedo, a cosa serve una targa commemorativa in onore della signora Reggiani se poi, proprio in rispetto della sua morte, non si mantiene fede alla politica di difesa e di protezione di tutti, ma soprattutto delle donne? Il suo sacrificio – incalza la nostra lettrice – non è stato sufficiente per evitarne altri?”

La sospensione del servizio di vigilanza alle 16 è sicuramente dovuta ad un taglio delle spese ma “i tagli si possono fare con oculatezza – sostiene la nostra interlocutrice – distribuendo al meglio le risorse finanziarie e quelle umane. Ad esempio – suggerisce concludendo – perchè non spostare un vigilante dalla stazione di Saxa Rubra a quella di Tor di Quinto?”  (red.)

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5 COMMENTI

  1. La verità è che in campagna elettorale si promette di tutto. In realtà il problema di quella stazione è che non è utilizzata. Io andrei volentieri da Castelfranco Veneto alla metro. ma a piedi è lontano. Perche non fare una navetta dalla stazione di Vigna Clara, dove si può lasciare la macchna, fino a Tor di quinto?Possibile che le cose semplici e poco costose non vengano mai fatte?

  2. c’è da dire anche che da moltissime stazioni dei treni e metro sono stati tolti i vigilanti, le guardie giurate, che prima ci facevano servizio. e, tanto per incrementare l’occupazione a Roma, con la solita becera scusa del risparmio, si sta affidando certi compiti a carabinieri in pensione volontari. finiranno come gli anziani che vegliano sulle strisce pedonali, volontari ai quali dovrebbe almeno essere corrisposto il ticket dei buoni pasto, e che recentemente si è letto nelle cronache cittadine che neanche quello stanno avendo? se questo è il modo di aumentare l’occupazione, rimuovere decine e decine di guardie giurate dal loro servizio, allora stiamo messi bene. ma forse se ne ricorderanno appena verrà assalito qualcuno…

  3. Ma no, il comune di agenti in strada ne ha messi tantissimi: tutti a controllare che si paghino i posteggi nelle strisce blu!
    Ai tempi di mio padre e mio nonno, quando le ferrovie dello stato ed erano gestite con deprecati criteri statalistici in ogni stazioncina c’era un bar ed una edicola che contribuivano a rendere il luogo sicuro ed accogliente. Ora, in epoca di dinamica gestione privatistica ed aziendalistica e di mercato, le stazioni sono un luogo di degrado ed abbandono! Che dite? sarà il caso di rifletere sulle scelte degli ultimi anni?

  4. L’incuria e il degrado che da qualche tempo hanno investito l’intera area Cassia – La Storta – Tor di Quinto, sono inaccettabili. Stiamo assistendo ad una gestione dell’intera zona, all’epoca quartiere residenziale e di prestigio, davvero senza precedenti, in termini di incapacità e negligenza nell’affrontare e risolvere le svariate criticità che quotidianamente si presentano: traffico, sporcizia, delinquenza, degrado ambientale. Mi chiedo come certa gente al potere si trovi lì e soprattutto come faccia a rivestire ruoli che richiedono responsabilità, capacità decisionali e di risoluzione dei problemi. Mi chiedo, ampliando il punto di osservazione, questa città nelle mani di chi è stata messa e come mai quei punti che una volta erano considerati tra i quartieri più belli, sono diventati sinonimo di abbandono, di periferia pericolosa e caotica e oramai “da evitare”, come ho sentito sempre più spesso dire. Chi le dovrebbe “governare” è assente o, peggio, è silente. Facciamo qualcosa per restituire Roma e i nostri quartieri alla loro originaria nomea, strappandoli a chi ne ha solo determinato la rovina.

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