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Allarme sicurezza alla stazione La Storta

stazione-la-storta.jpgQuattro anni fa, il 16 aprile 2008, la stazione della tratta Fr3 de La Storta fu teatro di un violento stupro ai danni di una studentessa del Lesotho. Approfittando dell’oscurità e del luogo isolato un cittadino romeno, Ioan Rus, costrinse la giovane, sotto minaccia, a seguirlo in un luogo appartato dove si consumò la violenza. L’avvenimento provocò un’ondata di sdegno eccezionale, accentuata dal fatto che accadeva a poche ore dalle elezioni per il sindaco di Roma.

In molti sospettarono che fosse stata proprio quella la goccia che fece traboccare il vaso spingendo la maggioranza dell’elettorato romano a votare per la prima volta dopo anni un candidato di centro destra. Quello della sicurezza era allora in cima ai problemi che la nuova giunta capitolina avrebbe dovuto risolvere, e le reazioni alla violenza de La Storta confermarono che più di ogni altra cosa i cittadini romani desideravano un sindaco che avrebbe risolto una volta per tutte la questione.

Intanto alla stazione de La Storta i passeggeri assistevano ai primi, immediati rimedi messi in campo dalle Autorità il più importante dei quali fu l’istituzione di un servizio di guardia formato da una pattuglia delle forze dell’ordine il cui compito era di perlustrare più volte al giorno la stazione. Questo poteva bastare a garantire la sicurezza all’interno del sito, ma fuori? Quattro anni dopo alla stazione de La Storta è ancora allarme sicurezza.

Il piccolo parcheggio che da su Via della Stazione de La Storta è controllato dall’occhio vigile di diverse telecamere, due per ogni palo della luce che circonda il perimetro del parcheggio. All’ingresso dello stesso diversi cartelli avvertono che l’intera area è sottoposta a videosorveglianza. Insomma dal punto di vista della sicurezza non si potrebbe pretendere di più, ma si da il caso che in tutto il parcheggio non ci sia un solo palo della luce che funzioni, vanificando in questo modo la presenza delle telecamere che inquadrano una zona che a partire dalle prime ore della sera è totalmente immersa nell’oscurità.

E considerando che Via della Stazione de La Storta è una strada isolata, soprattutto la sera quando chiude il piccolo bar all’ingresso della stazione, lo scenario è identico (dopo quattro anni) a quello che ha fatto da sfondo allo stupro della studentessa del Lesotho.

L’unico “rifugio” presente sul luogo è appunto il piccolo bar situato proprio all’ingresso della stazione. Ed è anche l’unica fonte di luce che da sul parcheggio, almeno fino alle sette e mezza di sera, quando chiude.
Dopo, la stazione si fa praticamente deserta e i passeggeri che dalle banchine si dirigono al parcheggio brancolano letteralmente nel buio. C’è chi si fa luce col cellulare, altri, più intraprendenti, si portano delle mini torce.

Al bar parliamo con il gestore che ci informa che da tempo, e nonostante le numerose segnalazioni, i lampioni sono spenti. Le lamentele dei passeggeri sono all’ordine del giorno, e in molti, soprattutto donne e ragazze, temono di poter subire uno scippo da qualche malintenzionato appostato tra le macchine col favore dell’oscurità.

“Sono mesi che il parcheggio di sera non è illuminato, e la cosa è risaputa. Eppure dalle sette qui siamo circondati dal buio – spiega un utente abituale della stazione – a questo punto l’unica speranza cui possiamo aggrapparci è che con la primavera le giornate si allungano e chi torna da lavoro anche dopo le sette di sera trova ancora un po’ di luce. A questo siamo ridotti, perché dalle Autorità competenti non è giunto il minimo aiuto”.

Non si tratta solo di scale mobili o ascensori fuori uso (come nel caso della stazione dell’Olgiata), come non si tratta del famoso episodio del treno rimasto bloccato tra questa stazione e quella di Cesano causa neve (con i passeggeri costretti prima ad attendere ore nei convogli, poi a fare quasi un chilometro a piedi lungo i binari).

Si tratta dell’ennesima e forse più grave mancanza come sempre più spesso se ne vedono lungo la tratta Fr3: dai ritardi cronici dei treni (e sempre negli orari di punta) al degrado nelle stazioni fino al problema sicurezza. E che quest’ultimo si ripresenti proprio nel luogo in cui fu ridotta in fin di vita una ragazza (salvata dal provvidenziale passaggio di una volante dei carabinieri) è un fatto ancora più grave e inaccettabile.

Adriano Bonanni

NdR: e se La Storta piange, Tor di Quinto non ride: leggi qui

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1 commento

  1. Buona sera mi sto’ interessando . Questa mattina mi sono recato presso gli uffici di trenitalia alla stazione di ostiense facendo presente il problema, mi hanno assicurato che nei prossimi giorni andranno a verificare la situazione per poi ripristinare il guasto dell’illuminazione adiacente al piazzale fs la storta. INFORMERO’ la redazione . NON MOLLO GLI IMPEGNI CHE PRENDO CONSIGLIERE ANTONELLO DERENTI

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