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Vigna Clara – Via Fabbroni, terra di nessuno?

via-fabbroni.jpgVia Fabbroni è un tratto di strada di circa 300 metri che mette in comunicazione via Cassia con via Flaminia Nuova e costeggia il lato sud del futuro Parco Comunale dell’Inviolatella. Accanto alla via c’è un striscia di terreno che degrada verso il Fosso dell’Acqua Traversa sulla cui proprietà sarebbe opportuno fare chiarezza. Oggi questo lembo di terreno, in parte scosceso, è occupato dal parcheggio di un’officina e da una serie di orti e di costruzioni che a prima vista sembrerebbero abusive.

Vignaclarablog.it, già nell’ottobre del 2011, aveva segnalato la presenza di una grande discarica a margine di questi terreni, sotto un cavalcavia ingombro di rifiuti. Ora, dopo la conferma che il progetto del Parco è stato approvato con Deliberazione n. 77 del 24 novembre 2011, siamo tornati in quei luoghi perché questa striscia di terreno non è stata inserita nel progetto.

Ma prima di farlo abbiamo chiesto aiuto al Coordinatore del Circolo di Roma dei verdi Ambiente e Società, Rodolfo Bosi, che da 26 anni si occupa delle questioni legate al Parco di Veio.

Bosi ha potuto ricostruire, attraverso ricerche presso la Conservatoria, l’origine di questi terreni inizialmente privati e solo dopo la confisca trasferiti dal Demanio al Comune di Roma. In base a tali ricerche la porzione di territorio adiacente alla sponda destra del fosso sembrerebbe compresa in questa cessione e pertanto pubblica.

Ma Rodolfo Bosi non si è fermato qui e ha voluto anche accertare se le misure di salvaguardia vigenti all’interno del Parco di Veio consentono o meno un intervento che renda possibile l’utilizzo di questi terreni (bonifica e realizzazione di un ponticello che consenta al pubblico di entrare al Parco da Via Fabbroni).

I Piani Paesistici Territoriali (PPT e PPTR), secondo il suo parere, consentono non solo la realizzazione di opere necessarie all’utilizzo pubblico ma prescrivono anche l’obbligo di bonificare la sponda destra del fosso con “rimodellamento del terreno”.

In possesso di questo buone notizie abbiamo fatto “un’incursione” in via Fabbroni entrando poi in quell’ampio terreno adibito al pascolo brado di cavalli e asinelli.
La striscia di terreno adiacente al fosso è facilmente raggiungibile da una strada in terra battuta che scende nella parte sottostante e che si inoltra poi in una disordinata vegetazione dove sorgono alcune baracche e recinti che custodiscono animali di vario genere (oche, pavoni galline).

Se da una parte si alleva dall’altra si coltiva: lungo l’argine del fosso sono stati realizzati alcuni orti che vengono irrigati grazie ad una tubazione volante. Abbiamo potuto scorgere anche alcune persone intente a vangare il terreno.
La discarica segnalata ad ottobre è ancora là.

Tornati su via Cassia abbiamo voluto osservare quei terreni da un’altra prospettiva e così ci siamo portati all’interno del valloncello adibito a pascolo dove il branco di asinelli (una razza originaria del Monte Amiata) staziona nelle ore diurne.

Gli orti e le baracche sono in bella mostra. Il Fosso dell’Acqua Traversa, con un livello delle acque assai ridotto, ci è sembrato invece una fogna: sporcizia e detriti sono venuti “a galla” e fanno dubitare su di una visione paradisiaca di questo Parco.

Se veramente i terreni di Via Fabbroni sono pubblici allora si potrebbe pensare ad un parcheggio, ad un sentiero di accesso e ad un ponte: ma tutto questo richiederebbe però due interventi prioritari: la bonifica di quel fosso e una dignitosa sistemazione per quei derelitti che oggi vivono sulle sponde di un corso d’acqua malato.

Francesco Gargaglia
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1 commento

  1. vi prego lottate per questa giusta causa renderebbe la zona un posto migliore. Lottiamo insieme diteci cosa e come fare io sono con voi

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