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Via Tiberina, difficile prendere lucciole per lanterne

tiberina.JPGLa Via Tiberina dovrebbe essere una delle più belle strade provinciali perché il suo tracciato dalle porte di Roma corre lungo la Valle del Tevere. A sinistra fiancheggia una dorsale collinare che la separa da via Flaminia mentre a destra costeggia il corso del fiume attraverso la piana che arriva ai piedi del Monte Soratte.

Una strada dalle origini antichissime che i romani, dopo la distruzione della città di Veio nel IV secolo, riedificarono seguendo il preesistente tracciato che risaliva la valle tiberina per inoltrarsi nella Sabina e l’Umbria fino a riallacciarsi con la Flaminia.
Originariamente la via partiva dal centro di Roma e, dopo aver attraversato ponte Sublicio, seguiva la sponda destra per poi separarsi dalla Flaminia all’altezza del ponte sul fosso di Prima Porta.

Qualcosa è rimasto delle antiche vestigia: i resti di un antico edificio a Procoio Nuovo, il Ponte Storto al 13 km, la Villa dei Volusi, il ponte romano di Acquasparta, i bassorilievi di Fiano.

Del fascino dell’antica via invece non è rimasto nulla perché degrado e sporcizia hanno preso il sopravvento. Chi percorre oggi la Tiberina, almeno nel tratto iniziale fin quasi a Fiano, è sopraffatto dallo spettacolo indecoroso di una strada in totale abbandono.

Il manto asfaltato è in pessimo stato: toppe, rabberci, buche e fessure senza soluzione di continuità. Se si pigia un poco sull’acceleratore è come essere sull’otto volante. Anche la segnaletica, soprattutto quella orizzontale, è in cattive condizioni se non inesistente; danneggiati i guard-rails.

A bordo strada la vegetazione cresce incontrollata nascondendo a volte i cartelli che linitano la velocità a 50 chilometri orari; l’assenza di manutenzione fa si che la Tiberina dopo ogni acquazzone si trasformi in una lunga pozzanghera con le auto, simili a mezzi anfibi, costrette a viaggiare a passo d’uomo.

Ma la cosa più vistosa sono le numerose “lucciole” a bordo strada su cui le norme anti-prostituzione non sembrano aver avuto alcun effetto: decine di ragazze in abiti succinti,si dividono quei chilometri sino al bivio con il Ponte del Grillo.

Si tratta di una suddivisione di tipo razziale perché il primo tratto, da Prima Porta fino all’incrocio con Riano, è territorio delle ragazze di colore: magre, giovanissime, in minigonna o calzoncini.
Da Riano in poi è invece territorio delle ragazze dell’est, giovani o mature, più disinvolte e per niente impaurite: sostano da sole o in gruppi da tre a bordo strada ed esercitano il loro mestiere all’interno di stradine interne o vecchi casolari. In molti casi si sono create un giaciglio con cartoni e vecchi materassi dietro gli alberi che fiancheggiano la strada.

Se si percorre la Tiberina lentamente si può notare come a bordo strada ci sia un lungo nastro di rifiuti e sporcizia che in prossimità delle postazioni delle “lucciole” aumenta in maniera vertiginosa: vecchi cartoni, stracci, gommapiuma, poltrone sbrindellate e materassi sforacchiati.

Nei pressi di Procoio, in prossimità di un bivio che porta ad un deposito militare, si è formata una piccola discarica all’interno della quale si muovono a loro agio tre ragazze di colore: quando ci fermiamo per fotografare quello scempio, si coprono il viso e scappano via.

Questo spettacolo del degrado extraurbano non sembra però essere esclusiva della Tiberina; lo stato delle altre strade di Roma Nord infatti non è migliore. Basta pensare alle gallerie della Flaminia ricolme di rifiuti e copertoni o alle piazzole della Cassia bis utilizzate come discariche o alla Via Salaria che la sera si trasforma in un quartiere a luci rosse.

Francesco Gargaglia
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3 COMMENTI

  1. La tiberina è una via completamente abbandonata con asfalto vecchio, usurato e pieno di buche; non esiste più segnaletica sull’asfalto e non è illuminata, al calare del sole diventa pericolosissima perchè non riesci a distinguere nemmeno le curve e d’inverno la notte con la nebbia è assolutamente mortale. A chi dobbiamo rivolgerci per avere un minimo di manutenzione? E intanto gli incidenti continuano ad essere all’ordine del giorno

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