Home AMBIENTE Crescono i ripetitori telefonici a Vigna Clara, ma fanno male?

Crescono i ripetitori telefonici a Vigna Clara, ma fanno male?

antenna.jpgDa Ornella B., nostra lettrice residente a Vigna Clara, riceviamo una preoccupata segnalazione. Il tema è controverso perché un punto fermo sull’eventuale dannosità dei ripetitori telefonici che svettano sui tetti dei palazzi non è stato ancora fatto. E ad ogni nuova antenna che spunta ci si interroga: “ma siamo sicuri che non fa male?”. E’ questa la preoccupazione di Ornella che ci racconta l’ultimo episodio riscontrato.

“Di fronte a Largo Belloni, dove vi è il giardino pubblico, unico polmone di aria per i bimbi di zona, sopra la casa che fa angolo con via Marco Besso sono state installate già da tempo, ma ora sono aumentate, delle antenne ripetitrici per la telefonia. Le onde elettromagnetiche si sa che portano vari disturbi per la salute.”

“Visto che già mi sono mossa inutilmente con le autorità vi chiedo – ci scrive Ornella – potete voi con la vostra voce chiara e più decisa fare presente ed evidenziare il grave problema ai cittadini abitanti questa zona? Già l’aria qui è piena di polveri sottili di corso Francia, vogliamo proprio prendere malattie polmonari anche per i ripetitori?”
“Se fossero interessati altri cittadini di zona – conclude la nostra lettrice – si potrebbe valutare anche un’azione legale amministrativa con spese ripartite”.

Ringraziando Ornella per aver definito la nostra voce “chiara e decisa”, le diamo quindi “voce” invitando chi fosse interessato, o chi fosse in possesso di informazioni tecniche certe, ad esprimere il proprio parere.

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11 COMMENTI

  1. Sappiamo tutti che esiste una precisa normativa a riguardo, ma il fiorire di una moltitudine di questa antenne non può lasciare tranquillo nessun cittadino, comprendiamo e condividiamo i timori di Ornella, anche se suggerirei prima di promuovere azioni di tutela, di interpellare un tecnico per la rilevazione delle onde elettromagnetiche, la mappatura dei picchi di sovraccarico e l’eventuale inquinamento prodotto. Come Assocommercio Romanord siamo pronti a sostenerla in questo approccio esplorativo fornendo anche il nome di eventuali professionisti o esperti, ma, come prima cosa, suggerirei di coagulare un bel numero di persone cointeressate, possibilmente andandole a cercare proprio in quei condomini che hanno prestato l’immobile per l’installazione, sicuramente onerosa, delle antenne in questione o nei palazzi limitrofi.
    Usare la vetrina virtuale di Vignaclarablog.it è sicuramente il modo migliore per sensibilizzare tutti noi al rispetto per una qualità della vita sempre più rispettosa dell’essere umano, anche se ineluttabilmente in continuo divenire tecnologico. Riusciamo a stare fermi qualche giorno con le autovetture….ci abitueremo anche a dosare i cellulari o i computer!!?
    Questo fiorire di antenne è oggi, purtroppo, indispensabile a questi nostri novelli bisogni, ormai primari…….
    Giovanna Marchese Bellaroto

  2. salve,
    ho lavorato per 40 anni c/o Alenia Spazio nel reparto antenne (civili-militari-satellitari) con attività dalle basse alle alte frequenze e dalle basse alle alte potenze.
    Conosco argomentazioni in merito che non vengono divulgate dai media e…..si può capire perchè.
    Sono un volontario di Legambiente ed oltre ad insegnare nelle scuole Educazione Ambientale, per le medie superiori ed i licei spiego l’influenza delle microonde sul corpo umano-animale-vegetale. Consiglio il corretto uso delle apparecchiature elettroniche e spiego come ci si difende dalle microonde senza incorrere in patologie dannose. Se volete mi potete contattare by mail per scambio di informazioni.
    Ulderico Mazzieri

  3. temo che ornella, come tutti noi, non abbia le idee chiare sull’ inquinamento elettromagnetico, ma mi sembra che non abbia idee chiare neanche su altre cose visto che definisce il giardinetto di largo Belloni “unico polmone di aria per i bimbi di zona”!!!!! Ma come la centralina all’ angolo del giardinetto segnala quasi tutti i giorni il punto più inquinato di Roma!!!!! Se si intende di inquinamento elettromagnetico così come si intende di inquinamento atmosferico allora siamo a posto.
    Vorrei domandare anche ad Ornella: “ma Lei usa il telefonino? non sa che il cellulare può far insorgere tumori anche a chi lo usa?”

  4. Salve io sono interessato ad un appartamento , ma sul tetto ha delle antenne telefoniche ,ed ho solo un piano che mi divide dal tetto .
    vorrei sapere quanto dannose per la salute,e se magari avendole a 500 mt risolvo/ allevio il problema, e invece stando vicino ad una piccola stazione ferroviaria?
    considerando che ho un bimbo di 10 mesi, sono un po preoccupato.
    grazie

    mi piacerebbe scambiare qualche mail con il sig Ulderico Mazzieri,
    se vuole le do il mio indirizzo mail.
    schiantabastimassimo@hotmail.it

  5. Un mio amico che installava i ripetitori mi riferì che più della metà sono privi di autorizzazione e sono occultati con le modalità più sorprendenti e fantasiose.
    Forse val la pena fare qualche indagine senza mai dare nulla per scontato …

  6. Un recente servizio di Striscia (Capitan Ventosa) ha mostrato come le antenne emettono onde elettromagnetiche trascurabili a differenza dei cellulari; quindi molto più pericoloso avvicinare un telefonino funzionante all’orecchio che non sostare sotto una antenna. Se volete fare una piccola prova potete usare una semplice bussola; l’ago magnetico è molto sensibile alle onde elettromagnetiche (fate una prova avvicinando la bussola ad un telefono domestico o ad una radiosveglia). Vi accorgerete con meraviglia del “balzo” che fa l’ago avvicinandolo ad un cellulare in funzione; stessa prova la potete fare avvicinando lo strumento ad una antenna.

  7. Da uno che si fa chiamare Capitan Ventosa egregio Francesco io non mi farei curare nemmeno un callo. Piacciono anche a me e sono proprio bravi quelli di Striscia ma sono dell’idea che ognuno deve fare il proprio mestiere, il giornalista il giornalista, il buffone il buffone, il commentatore il commentatore. Egregio Francesco, non se la prenda se le dico che su questi argomenti non si scherza e non si fanno nemmeno prove empiriche. La invito a leggere qui sotto, per sua comodità le riporto quanto dichiarato dall’ing. Capone che fa parte del direttivo del Coordinamento Comitati Roma Nord, quello tanto per intenderci che ha vinto in tribunale la battaglia contro le antenne di Radio Vaticana. Lei che dice egregio amico, sarà un po’ più competente di Capitan Ventosa o no ?
    Legga, leggiamo e meditiamo tutti.

    “sconcertante, assurdo e paradossale il servizio di striscia la notizia del 1 marzo scorso sulle antenne dei gestori della telefonia mobile. secondo quel servizio, che pretenderebbe di “fare un po’ di chiarezza”, vicino a quelle antenne non si correrebbero pericoli, i loro livelli di emissione sarebbero tenuti sotto controllo dalle istituzioni, una loro maggiore proliferazione sui tetti delle abitazioni sarebbe un vantaggio perche’ si avrebbero minori livelli di segnale nel territorio, il loro impatto sarebbe “piu’ che altro paesaggistico” e, “grazie alle tecnologie, alle operazioni effettuate dai gestori e ai controlli sul territorio … “tutto e’ nella norma”. uno degli interlocutori conclude infine che fa “… piu’ male fare una telefonata con un telefonino che essere sotto un traliccio con delle antenne”.

    In quella trasmissione non è stato detto che:

    1. ad oggi non si conosce un valore di soglia di esposizione ai campi elettromagnetici a radiofrequenza al di sotto del quale si possono escludere effetti a lungo termine sull’uomo;

    2. le evidenze scientifiche emerse dalla ricerca epidemiologica mondiale riconosciute dall’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno determinato, a cura dell’Agenzia per la Ricerca sul cancro (IARC), l’inserimento, a maggio 2011, dei campi elettromagnetici a radiofrequenza fra i possibili agenti cancerogeni per l’uomo;

    3. l’esposizione ai campi elettromagnetici emessi dalle stazioni radio base o da altre emittenti di onde elettromagnetiche, al contrario di quanto avviene con l’uso cellulari, è continua, indesiderata, involontaria ed inconsapevole.

    Non è poi assolutamente vero che aumentando il numero delle antenne sui tetti delle abitazioni sarebbe possibile un minor livello di segnale nel collegamento con i cellulari e quindi si ridurrebbe l’esposizione umana ai campi elettromagnetici. Infatti:

    4. aumentando il numero delle stazioni radio base, a causa della loro organizzazione cellulare, queste potrebbero emettere sì minor potenza ma, proprio per questo motivo, dovrebbero essere molto più vicine agli utenti (microcelle, nanocelle, picocelle). Ad esempio, riducendo la potenza di 4 o di 9 volte, per avere lo stesso livello di segnale in un generico punto, dovrebbe rispettivamente dimezzarsi o ridurre ad un terzo la distanza di quella stazione radio base da quel punto. E’ evidente quindi che le stazioni radio base non potrebbero più trovarsi sui tetti delle abitazioni ma dovrebbero essere ancora più vicine alle persone;

    5. installando nuove stazioni radio base o altre antenne nei siti esistenti, a parità di area di copertura, i gestori sarebbero, invece, in grado di servire un maggior numero di utenti con il conseguente aumento delle potenze di trasmissione e, quindi, dell’esposizione ai campi elettromagnetici.

    E’ invece vero che i gestori della telefonia mobile stanno installando sui tetti delle abitazioni, per il sistema LTE (telefonia mobile di quarta generazione), altre stazioni radio base e altre antenne nei siti esistenti e le nuove conseguenti emissioni si andranno a sommare a quelle già dovute ai sistemi GSM, DCS ed UMTS.

    Il paradosso viene poi raggiunto quando il conduttore di Striscia la Notizia dichiara di trovarsi in un sito radiofonico nazionale e vengono misurati livelli di emissione al di sotto del limite di legge. Ebbene, quel sito, come è dimostrato dalle immagini, non contiene antenne di radiodiffusione diretta ma soltanto antenne di ponti radio e antenne satellitari che determinano, per definizione, esposizioni elettromagnetiche molto contenute grazie alle basse potenze di trasmissione e alle caratteristiche delle antenne e dei collegamenti. Al contrario, le diffusioni radiofoniche (e radiotelevisive) sono caratterizzate, per definizione, da grandi potenze di trasmissione (si pensi all’emittente radiofonica Radio Vaticana di Santa Maria di Galeria, a Roma) e da direzioni di propagazione che sono costantemente dirette verso la popolazione.

    Infine, non è accettabile che conclusioni indebitamente tranquillizzanti per la salute umana come quelle espresse nel corso della trasmissione vengano da interlocutori che non sono né rappresentanti istituzionali del Ministero della Salute o del Ministero dell’Ambiente, né professionisti indipendenti nel campo della Medicina, della Radioprotezione medica, dell’Epidemiologia e della Fisica ambientale.”

  8. Corretto e molto interessante; e nessuno ci scherza su (le prove empiriche proprio perchè empiriche rimangono tali…). Al di là di quello che è il contenuto del servizio (che proprio perchè “pubblico” può essere smentito in ogni istante) mi chiedo allora perchè i rappresentanti istituzionali del Ministero della Salute o del Ministero dell’Ambiente o professionisti indipendenti nel campo della Radioprotezione medica non intervengono, non forniscono dati certi, non provvedono a smantellare le antenne, non ne impediscono le installazioni là dove possono costituire pericolo. Per quanto mi riguarda, usando assai raramente il telefonino, possono anche buttarle giù tutte quante! Cordiali saluti.

  9. Sto valutando l’acquisto di un appartamento che però si trova di fronte a una SRB ho fatto fare i controlli e per metà l’appartamento ha un livello inferiore alla rilevazione dello strumento e nel punto più alto fuori al balcone di servizio difronte all’antenna ha rilevato un 1,2 v/m.

    ho pensato di schermare l’appartamento ma non mi sento tranquillo, secondo voi dovrei abbandonare l’idea di comprare quell’appartamento?

    grazie per le cortesi risposte

  10. Salve volevo chiederle un consiglio se puo darmelo mi hanno detto di rivolgermi ad un medico, io ho subito un trapianto di cuore nel 2002, ora, devo affittarmi un appartamento in città (ora abito a 12 km), sullo stabile di fronte l’appartamento che mi interessa ci sono dei ripetitori credo telefonici, volevo chiederle se secondo lei puo darmi problemi sia a me che al resto della famiglia questa cosa? corriamo rischi di salute? Grazie

    Traversadaniele@yahoo.it

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