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Acqua Traversa. Se questo è un fosso.

Fosso Acqua TraversaCorsi d’acqua e fossi sono elementi indispensabili per capire qual è la qualità dell’ambiente in una determinata area; sulle rive e nelle acque dei fiumi vivono una miriade di organismi sensibili all’inquinamento e alle modificazioni provocate da quella che gli australiani chiamano “sindrome del corso d’acqua urbano”: diminuzione della portata idrica, improvvisi e frequenti fenomeni di piena e aumento della temperatura dell’acqua.

E’ per questa ragione che la Comunità Europea ha emesso nel 2000 una Direttiva Comunitaria (la 2000/60) allo scopo di “prevenire il deterioramento quantitativo e qualitativo delle acque” imponendo a tutti gli stati membri di raggiungere lo stato di “buono” (per tutte le acque) entro il 31 dicembre 2015.

Un obiettivo ambizioso che prevedeva altre scadenze come l’analisi delle caratteristiche per ciascun distretto idrografico (entro il 2004) e la predisposizione di piani di gestione (entro il 2009); l’attuazione di questi piani, che assicurano il miglioramento dei corpi idrici superficiali riducendo l’inquinamento dovuto agli scarichi e all’emissione di sostanze pericolose, è prevista nel 2012.

Il fatto è che nel 2012 già ci siamo e i nostri corsi d’acqua non sembrano affatto in via di miglioramento o guarigione; perfino il WWF Italia ha lamentato, in un proprio studio, la mancanza di informazioni adeguate su quanto finora è stato fatto.

In realtà più che le informazioni ai cittadini interessano i fatti concreti e così pur essendoci occupati altre volte dei fossi di Roma Nord siamo tornati a vedere qual è la situazione del fosso dell’Acqua Traversa e di quello della Crescenza.

Ad un esame superficiale si può concludere che siamo distanti anni luce dal raggiungimento degli obiettivi indicati dalla direttiva comunitaria; se il Fosso dell’Acqua Traversa ha un aspetto appena discreto all’interno della Riserva dell’Insugherata (peraltro l’ARPA ha già accertato l’inquinamento dovuto a scarichi domestici) già all’altezza della grande caserma della Marina Militare le cose sembrano precipitare.

Le acque da questo punto assumono un colore indefinibile mentre le sponde sono ingombre di rifiuti; il fosso inoltre è costretto a passare sotto alcuni piccoli viadotti la cui luce, a causa dei detriti portati dalla corrente, è inferiore al metro.

Da Via Taormina la situazione si fa decisamente drammatica perché l’urbanizzazione è incombente e la mancata cura e pulizia delle sponde non consente di accertare lo stato di degrado del fosso.

Il fosso dell’Acqua Traversa, che prima di confluire nel Tevere si unisce a quello della Crescenza, sembra davvero una fogna a cielo aperto e solo la presenza di rovi e canne impedisce di vedere questo scempio; per fotografare le acque incredibilmente sporche ci siamo dovuti intrufolare in un groviglio di vegetazione mischiata a rifiuti e oggetti di ogni tipo comprese alcune carcasse di motociclo.

Alla fine di Via dell’Acqua Traversa il fosso riceve le acque sporche di una “marrana” proveniente da Via Cortina d’Ampezzo: acque scure e torbide ricolme di rifiuti.

Lasciata la Via Cassia il fosso costeggia un centro commerciale e altri edifici che spesso sono a ridosso delle rive e si avvia verso i terreni dell’Inviolatella.

Anche qui le acque sono sottratte alla vista da una folta vegetazione che impedisce di accertare la grande quantità di rifiuti sversati complice la presenza di alcuni insediamenti abusivi.

Rifiuti organici, vecchi copertoni, calcinacci e migliaia di buste e bottiglie di plastica che formano dei piccoli sbarramenti in prossimità di rami o pietre; sfortuna vuole che la recinzione del Parco di Via di Villa Lauchli impedisca ai cittadini di vedere in quale stato è ridotto il fosso.

Ma l’immagine drammatica delle sue acque sporche torna alla vista dopo il cavalcavia della Cassia Antica: il fosso dell’Acqua Traversa, ridotto ad un miserabile ruscello, corre lungo le sponde da poco risistemate su cui sorgono alcuni orti abusivi per poi sparire definitivamente tra un groviglio di edifici al di là della Via Flaminia.

Chissà se qualcuno prima del 2004 si è preoccupato di analizzare la qualità delle sue acque e per il 2009 ha predisposto un piano di gestione; tenuto conto che a Roma i fossi sono considerati alla stregua di fogne a cielo aperto ci sorge qualche dubbio.

Secondo la Società Italiana di Ecologia l’analisi delle comunità di macroinvertebrati, finora l’unico strumento standardizzato e riconosciuto per la valutazione delle condizioni dei corsi d’acqua, ha decretato che la qualità dei fossi di Roma è pessima o scadente.

Certo che se potessimo valutare lo stato delle acque con la presenza di ratti potremmo dire che il Fosso dell’Acqua Traversa gode di ottima salute (fine della prima parte).

Francesco Gargaglia

© riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

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4 COMMENTI

  1. Che sfacelo, che schifo. sono disgustato. E voglio esprimere l’ammirazione per il signor gargaglia, ci vuole veramente passione per fare questi servizi di informazione alla collettivita’, mentre la collettivita’ mostra un totale disinteresse per tutto cio’ di cui si occupa. Un grazie di cuore.

  2. Ce ne fossero di “servizi giornalistici ” ben fatti come questo ! Tra l’altro percorrere alcuni tratti di questo fosso- fogna, per raccogliere foto esplicative della situazione non è semplice . Nella parte alta , con la costruzione del collettore fognario e con alcuni allacciamenti realizzati riguardanti reti condominiali , il problema inquinamento del fosso sembra o sembrava risolto , ma più a valle l’articolo mostra una situazione semplicemente vergognosa . Le ” autorità ” sanitarie preposte dormono ? Ci vuol molto , se non un elementare senso del dovere , andare a verificare dalla sorgente e via via a scendere , chi ancora inquina con scarichi fognari ? Questi rappresentano l’inquinamento maggiore e più odioso ! I Sigg. Vigili Urbani un giorno a settimana o al mese o quando meglio credono , non potrebbero dedicare un po’ del loro tempo a colpire agli ” untori “? Non è poi tanto difficile scovarli . Grazie Mario

  3. Mi associo ai due post già presenti.
    Volevo chiedere al sig. Francesco Gargaglia quando dice: “…il fosso dell’Acqua Traversa, ridotto ad un miserabile ruscello, corre lungo le sponde da poco risistemate su cui sorgono alcuni orti abusivi….”
    Come ORTI ABUSIVI? perchè abusiva? immettono nel circuito alimentare i prodotti che coltivano? Se si potrebbe inviare il materiale all’ufficio sanità?

  4. Gli orti sorgono sulla riva destra del fosso (subito dopo il primo cavalcavia sulla Cassia Nuova e prima di Via dell’Inviolatella Borghese); abbiamo parlato con un anziano che ci ha confermato che il terreno non è di sua proprietà e che per irrigarlo usa l’acqua di una vicina fontana. I prodotti degli orti sono sicuramente per uso personale.

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