Home ATTUALITÀ Nessuna manutenzione mentre aumentano le bollette…

Nessuna manutenzione mentre aumentano le bollette…

Se si potesse scoperchiare l’asfalto di Roma scopriremmo che al di sotto delle strade che percorriamo ogni giorno corre una fitta rete di tubi, condotti fognari, cavi dell’alta tensione, cavi telefonici e condutture dell’acqua. Una intricata ragnatela di cemento, gomma, rame, plastica che occupa il sottosuolo della città e che ogni tanto viene allo scoperto sotto forma di armadi, cabine, colonnette e contatori.

Si tratta di contenitori di forme e dimensioni diverse che ospitano circuiti e impianti elettrici, valvole, derivazioni telefoniche e in molti casi contatori che registrano il consumo di acqua o gas. Sono tantissimi e fuoriescono dal terreno nei punti più impensati e sono quasi sempre danneggiati.

Vignaclarablog.it ha documentato più volte lo stato di abbandono in cui versano questi impianti e che rendono ancor più degradate le condizioni delle strade: demoliti, spaccati, arrugginiti, divelti e in qualche caso “scocciati” (nel senso che sono avvolte dal nastro adesivo per impedire che le varie componenti cadano in terra).

Quello che meraviglia è che nessuno si occupa della loro manutenzione nonostante facciano parte della rete cittadina di elettricità, acqua, gas e telefono: è lecito chiedersi come mai i gestori di questi servizi non siano obbligati a fare la manutenzione e ad accertare che le cabinette aperte non siano pericolose per l’incolumità pubblica.

Abbiamo percorso una qualsiasi strada di Roma Nord e in appena un chilometro abbiamo potuto fotografare un gran numero di questi impianti che, piccoli o grandi che siano, versano in condizioni miserevoli.

E non si tratta soltanto della sporcizia o degli adesivi appiccicati sopra; gli sportelli dei contatori sono stati forzati (quasi sempre dagli addetti alla lettura privi delle apposite chiavi), piegati i coperchi, spaccate le serrature mentre come serpentoni, cavi di tutti i colori, fuoriescono all’esterno.

Molti sono stati danneggiati dalle auto in manovra (spesso si trovano ai margini della carreggiata) oppure spaccati da qualcuno infuriato forse per il rincaro delle bollette.

Perché mentre i cittadini sono costretti a pagare sulla loro pelle le conseguenze di una grave crisi economica che investe tutta l’Europa, mentre gli stipendi e le pensioni sono bloccate, mentre aumentano le tasse e i prezzi dei generi di prima necessità, le tariffe dei vari servizi aumentano inesorabilmente e non di poco.

Crescono i pedaggi autostradali ma rincarano anche le bollette di luce e gas; e non si tratta mica di servizi gestiti dai comuni che devono fare i conti con le ristrettezze di bilancio; quasi sempre parliamo di grandi società, a volte quotate in borsa, che hanno utili da capogiro e che investono milioni di euro in pubblicità ed eventi e che pagano i loro dirigenti con stipendi da favola.

Con la sola liquidazione di uno di questi forse si riuscirebbe a sistemare tutte le cabine e i contatori scassati di Roma Nord.

E allora se aumenta il carico fiscale per il povero cittadino perché almeno non si pretende da queste compagnie la cura e la manutenzione delle strutture che in fin dei conti servono anche per fare cassa?

E’ mai possibile che non esista un regolamento comunale che obblighi, se non altro ai fini della sicurezza, la sistemazione degli impianti danneggiati?
Allo stesso modo di come si multano le auto in sosta vietata sarebbe bene sanzionare le società che omettono di effettuare la manutenzione, la riparazione o la rimozione degli apparati danneggiati o vetusti.
Come la cabina telefonica di Grottarossa che doveva essere smontata già da mesi.

Francesco Gargaglia

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