Home ATTUALITÀ Dai Municipi una sola voce: non possiamo lavorare gratis

Dai Municipi una sola voce: non possiamo lavorare gratis

Gli amministratori locali difendono a spada tratta i loro compensi dall’azzeramento previsto dal decreto “Salva Italia” secondo il quale, da gennaio 2012, i 551 soggetti politici eletti nei 19 Municipi di Roma dovranno lavorare gratis. Il mandato elettorale va svolto a titolo onorifico, così ha deciso il governo Monti. A dar loro manforte contro questa imposizione il sindaco Alemanno e numerosi parlamentari romani.

I cavalli di frisia sono già pronti e la strategia di difesa è stata studiata nelle ultime ore. Sul piede di guerra sono scesi per primi i 19 presidenti di municipio che mercoledì 7 dicembre si sono incontrati con il sindaco Alemanno per dibattere il tema. Una volta tanto tutti d’accordo: quanto previsto dal punto 22 dell’articolo 23 del decreto “Salva Italia” è fuori d’ogni logica.
“E’ inaccettabile che i municipi vengano umiliati in questa maniera – è il commento di Alemanno – mi sono schierato al loro fianco in questa battaglia che porterò in tutte le sedi istituzionali”.

Ricordiamo l’oggetto del contendere. Il decreto recentemente varato dal Governo per far fronte alla grave crisi economica del nostro paese prevede che “la titolarità di qualsiasi carica, ufficio o organo di natura elettiva di un ente territoriale non previsto dalla Costituzione è a titolo esclusivamente onorifico e non può essere fonte di alcuna forma di remunerazione, indennità o gettone di presenza”.
Tradotto in soldoni, il mandato elettorale svolto in un Municipio, organo che non trova riscontro nel dettato costituzionale, non può essere retribuito con le casse dello Stato.

Ciò vuol dire che ognuno dei 456 consiglieri municipali dovrà rinunciare a circa 700 euro/mese di gettoni di presenza, mentre i 76 assessori ed i 19 presidenti vedranno azzerarsi i loro compensi mensili, circa 1700 euro per i primi e 2400 per i secondi.

Oggettivamente un boccone amaro da ingoiare, sono in tanti a dedicarsi full-time alla gestione del territorio e tutto si può dir di loro tranne che siano una casta. Prebende, auto blu, agevolazioni, viaggi gratis, autisti e portaborse ed indennità varie non sanno proprio cosa siano. Già pochi mesi fa, un aggiornamento del Tuel, il testo unico sugli enti locali, aveva peraltro introdotto un corposo giro di vite.

“Siamo persone che concedono il loro tempo al bene comune dei quartieri. Non siamo casta, siamo semmai cittadini che si impegnano per la soluzione dei problemi dei territori” così ha definito se stessa ed i suoi colleghi Antonella De Giusti, presidente del XVII, al termine della riunione con il Sindaco il cui esito è stata una lettera inviata al presidente del Consiglio, al ministro dell’Interno ed ai presidenti dei gruppi parlamentari.

”I diciannove Municipi di Roma Capitale – questa la sintesi della lettera – rappresentano il primo ente di prossimità al quale i romani si riferiscono, svolgendo una irrinunciabile attività di sussidiarietà e di partecipazione alla vita politico-amministrativa della Capitale d’Italia. Gli amministratori degli enti territoriali, eletti direttamente dai cittadini, hanno assunto l’onore e l’onere della gestione della cosa pubblica, nell’ambito di deleghe e funzioni di competenza di Roma Capitale, in particolare su servizi sociali, scuola, manutenzione urbana e servizi anagrafici.
Noi riteniamo che la scelta di trasformare in carica onorifica il ruolo di amministratori territoriali, che rappresentano mediamente centocinquantamila abitanti, sia un errore. Infatti, in questo modo si mettono seriamente a rischio la natura e il senso stesso di queste importanti istituzioni della democrazia locale”.

Ma le manovre di difesa non sono finite. E’ partito anche l’arruolamento fra i banchi del Senato e della Camera dove un nutrito drappello di parlamentari romani PdL e PD sta già preparando un emendamento bipartisan alla manovra da portare in aula. Obiettivo, fare in modo che il giorno 27 abbia ancora un significato per i nostri 551 politici locali.

Claudio Cafasso

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4 COMMENTI

  1. …”Il decreto Monti tratta delle indennità agli “enti territoriali non costituzionalizzati”
    I Municipi sono enti locali e non enti territoriali (pertanto costituzionalmente indefettibili)
    La sentenza 421 1999 della Corte Costituzionale qualifica le Circoscrizioni/Municipi
    come ‘Consigli del Comune’ e quindi seppure ufficialmente non sono elencati dal TUEL tra gli organi di governo del Comune sostanzialmente lo sono perché l’ordinamento comunale è un ordinamento giuridico complesso di cui fanno parte a pieno titolo i 19 ordinamenti municipali che hanno dei Consigli con potestà regolamentare.
    Quindi secondo me chi verrà privato di gettoni o indennità potrà aggrapparsi a questa sentenza costituzionale.
    Chi non ha speranze sono Comunità montane e Unioni di Comuni perché la Corte ha detto che sono enti estranei ai Comuni che li costituiscono….”

    Un caro saluto

  2. Riporto nel seguito il commento che sull’argomento fa dell’ANCI, Associazione Italiana dei Comuni Italiani:
    “La norma contenuta nella manovra varata dal Governo in tema di costi degli apparati amministrativi non e’ applicabile alle forme di decentramento infracomunale rimessi all’autonomia dei Comuni e delle Città metropolitane. E’ questo l’indirizzo interpretativo cui e’ giunta la Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI).”
    “La norma in questione prevede che ‘La titolarita’ di qualsiasi carica, ufficio o organo di natura elettiva di un ente territoriale non previsto dalla Costituzione e’ a titolo esclusivamente onorifico e non puo’ essere fonte di alcuna forma di remunerazione, indennita’ o gettone di presenza’.
    ‘’La norma – spiega Angelo Rughetti, Segretario Generale ANCI – e’ chiara nel fissare quale criterio soggettivo generale per la sua applicazione l’essere o meno l’ente territoriale soggetto avente rilevanza costituzionale. Appare quindi indiscutibile che la norma non trova applicazione ai soggetti titolari di cariche, uffici o organo di natura elettiva di Comuni e di Città metropolitane. Trattandosi proprio di organi di natura elettiva di un ente territoriale previsto dalla Costituzione, la norma non puo’ essere applicata non solo a Comuni e Citta’ Metropolitane, ma nemmeno alle circoscrizioni di decentramento infracomunale o alle altre forme di decentramento previste dall’ordinamento degli enti locali’’
    ‘’Fra l’altro – conclude Rughetti – a confortare questa nostra interpretazione e’ anche l’art.1 del Testo Unico degli Enti Locali, laddove sottolinea che ‘ogni correzione delle disposizioni in esso contenute deve avere i caratteri della modifica espressa delle norme su cui intende intervenire’; e nel caso della manovra varata domenica scorsa siamo invece in presenza di una norma di principio, che non modifica o abroga nulla’’.

  3. I municipi devono essere un investimento non un costo. Il governo rivede la decisione di penalizzarli.

    Roma città metropolitana e i suoi municipi diventano comuni metropolitani con maggior autonomia decisionale e con capacità di definire in loco le priorità di bilancio.

    Non più, come avviene purtroppo ora, solo agenzie decentrate del governo capitolino. I municipi sono il vero ed unico governo di prossimità che vive in diretta i problemi dei territori e li assume cercando di rsolverli direttamente o istruendoli con richieste alle entità responsabili di altro livello.

    “Il Municipio rappresenta la comunità di donne e uomini che vivono ed operano nel territorio e, nell’ambito dell’unità della Città di Roma, ne cura gli interessi, ne promuove lo sviluppo, la crescita culturale, sociale ed il senso civico, valorizzando la ricchezza storico-culturale del proprio territorio.” (Art. 1 del Regolamento del XX Municipio)

    L’istituzione Municipio deve diventare interlocutore effettivo dei cittadini. Governo di prossimità che si fa portavoce di tutte le istanza verso le altre istituzioni statali. Per questo va accellerata la riforma su Roma Capitale e va data maggiore autonomia, responsabilità e risorse per i Municipi.

    Dopo anni di carenze amministrative i municipi di Roma si ritrovano con una macchina burocratica vecchia, non aggiornata tecnologicamente ed inadeguata tecnicamente, demotivata dal punto di vista delle risorse umane. Serve perciò un grande investimento economico, per modernizzare ed aggiornare gli uffici e la macchina burocratiche locali.

    Occorre un grande sforzo per studiare ed individuare il modello specifico, efficiente ed in rete comunale e sovracomunale da attuare; un “investimento strategico” una grande fase (breve nel tempo) di ricerca e studio su questi temi. Prima delle prossime elezioni cittadine.

    Questo impegno si deve concretizzare a partire dalla valorizzazione delle risorse professionali interne già esistenti alla progettazione di una nuova “pianta organica”, umana e tecnologica. Ad iniziare da una più seria selezione e preparazione dei consiglieri e degli amministratori municipali e comunali.

    Per assicurare che si possano avere:
    ■risposte veloci e certe alle istanze dei Cittadini coinvolgendoli direttamente nell’identificare progettualità prioritarie nel proprio quartiere attraverso la metodologia del “Bilancio Partecipativo” ;
    ■un Municipio inclusivo, raggiungibile 24 ore per le emergenze di qualsiasi tipo (Sociali,Ambientali,etc.);
    ■rendere subito esecutiva quanto previsto nella delibera municipale del XX municipio n. 11 del 2004 che prevede una comunicazione adeguata e una valorizzazione degli strumenti di comunicazione (sistema informativo aggiornato nel sito web, possibilità di riprendere in video le sedute pubbliche del Consiglio, trasparenza nei bandi, risposte puntuali alle domande dei cittadini, ecc.)

    Ne guadagna la qualità della democrazia che in questi ultimi anni è diventata sempre più auto referenziale, lontana dai cittadini, inefficace. E per questo il 48 % degli elettori nelle ultime elezioni ha disertato le urne. E ciò è molto preoccupante.

    Vincenzo Pira – coordinatore PD del XX Municipio

  4. Contributo si, contributo no
    Oggi, se fosse possibile, promuoverei un sondaggio POPOLARE per verificare se i cittadini si sentono rappresentati dall’attuale consiglio XX Municipio, questo che sembra essere pupulismo agl’occhi di alcune Guide Cieche, altresì sarebbe una forma di fiducia e rispetto verso le stesse persone (Anziani, Uomini , Donne , Giovani) alle quali senza nessun Sospetto o Pregiudizio si chiede il voto , attraveso; promesse , raassicurazioni , progetti nuovi da …….. .
    Cari Consiglieri, so che siete Giovani e sicuramente a volte si puo’ sbagliare , ma confido nel VS buonsenso ad aprire gl’occhi e soprattutto non prestre il vostro fianco a un perditempo che penalizza la buona POLITICA di cui dovrebbero beneficiare gli stessi che vi hanno votato e
    in un paese democratico l’intera collettività.
    Non voglio un consigliere schiavo dei cittadini, ma un consigliere con la schiena dritta, Trasparente , al servizio del bene comune , consapevole che a prescindere …….. ,puo contribuire per migliorare il nostro PAESE partendo magari dalle periferie, non tralasciando quegli aspetti di uguaglianza e sensibilita ,utilizzata anche in maniera anonima verso le persone piu’ bisognose (che non hanno santi in paradiso) .
    La legalità è lo strumento piu idoneo per una civile convivenza ,quindi siate VIGILI affinche a tutti i Livelli , utilizzando le Regole che ci siamo DATI per vivere meglio siate i nostri SORVEGLIANTI ,giustamente pagati per il vostro IMPEGNO ,condito ,in alcuni casi di passione Sociale.
    Aprite i vostri orecchi ai Comitati alla gente comune e rispondete, avendo la pretesa da Chi amministra il denaro pubblico di essere piu’ sensibile alle grida che vengono dai territori , soffocando qualsiasi forma CLIENTELARE che purtroppo ancora si riscontra e che rende questa societa’ DISTANTE ,sospettosa , scollata.
    Se tutto cio non sarà fatto, saremo travolti da alluvioni di proteste senza piu’ punti di riferimento .
    I COSTI SONO GIUSTIFICATI DAL “BUON LAVORO”
    Erminio D’Agostino

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