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Sgominata dai Carabinieri banda criminale: decine di furti anche a Collina Fleming e Trionfale

Collina Fleming, Trionfale, Montesacro, Castelli Romani, sono queste le zone più battute da una banda di rapinatori, quattro georgiani ed un ucraino, sgominata dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Frascati in collaborazione con le unità cinofile dei Carabinieri di Santa Maria Galeria al termine di un’operazione mirata a porre fine ad una lunga serie di furti in abitazioni di lusso. Oggi, un’ordinanza di custodia cautelare ha raggiunto i cinque rapinatori.

L’attività investigativa, che ha avuto inizio nella scorsa primavera proprio per fronteggiare il fenomeno dei furti in appartamento, è stata condotta prevalentemente attraverso strumenti investigativi tradizionali quali numerosi servizi di osservazione e pedinamento, individuazioni fotografiche e un’accurata analisi del modus operandi dei ladri, ha portato ad individuare la banda, composta da soggetti tutti provenienti dalla regione caucasica, tutti pluripregiudicati per reati contro il patrimonio e la persona, che si è resa responsabile di innumerevoli furti in appartamenti delle zone residenziali della Capitale.

In particolare – come sottolinea una nota del Comando Provinciale dell’Arma – sono stati riscontrati dai Carabinieri circa 25 furti e parte della refurtiva è stata recuperata, sebbene si è certi che ne siano stati commessi molti di più, nella zona dei Castelli Romani ma anche e soprattutto nei quartieri romani di Montesacro, Collina Fleming e Trionfale.

La banda provvedeva ad individuare gli appartamenti d’interesse ed a studiare le abitudini dei proprietari sino ad individuare il momento in cui l’appartamento veniva lasciato incustodito.
A quel punto, attraverso la forzatura delle serrature i ladri si introducevano all’interno impossessandosi di tutto ciò che riuscivano a portare con se: preziosi, apparecchi high tech, orologi, telefoni cellulari ed altro. I preziosi venivano poi, in alcuni casi spediti all’estero, in altri casi rivenduti sulla stessa piazza romana presso oreficerie o ricettatori di fiducia tanto che, nel corso delle indagini, è stato possibile recuperare circa 50 chilogrammi di oggetti preziosi.

I cinque rivestivano all’interno del gruppo ruoli ben precisi: due di essi erano i promotori ed organizzatori e gestivano l’aspetto logistico, la coesione del gruppo, il reperimento anche all’estero di specifici macchinari ed attrezzature idonee all’apertura di porte blindate, controllavano l’esecuzione degli ordini impartiti e la vendita della refurtiva.
Gli altri si dividevano i compiti proponendo gli obiettivi, curando l’apertura delle porte (uno di essi è particolarmente abile in questo).

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, grazie alle risultanze acquisite nel corso delle indagini ha potuto aggiungere ai capi di accusa a carico dei cinque anche l’associazione per delinquere.
Oltre all’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state effettuate numerose perquisizioni domiciliari che hanno portato a recuperare numerosi gioielli, oggetti in argento, computer portatili provento dei furti, oltre che a vari arnesi atti allo scasso, specifici anche per aprire le blindature.

Sempre durante il blitz – spiega ancora la nota – è stata rinvenuto in un appartamento in uso ad uno degli arrestati un laboratorio per estrarre la cocaina dai tessuti intrisi che vengono usati per portare clandestinamente la droga.

In particolare all’interno dell’appartamento ove stavano due degli arrestati è stato sorpreso un peruviano con un borsone pieno di vestiti imbevuti di cocaina liquida, mentre dentro la raffineria è stata sorpresa una donna incensurata, amica di uno degli arrestati, la quale all’arrivo dei Carabinieri ha tentato di disfarsi del liquido in decantazione evidentemente estratto da altri capi di abbigliamento precedentemente trattati.

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