Home AMBIENTE Un coro di no all’ipotesi Villaggio Olimpico a Tor di Quinto

Un coro di no all’ipotesi Villaggio Olimpico a Tor di Quinto

“Perchè scegliere Tor di Quinto per edificare il Villaggio Olimpico in vista delle Olimpiadi del 2020? Quali infrastrutture sono previste per migliorare il traffico del quadrante di Roma Nord che già oggi è impraticabile? Nel piano di edificazione verranno coinvolte aree private? Quale uso verrà fatto di questi alloggi alla chiusura dell’evento? Se abitativo, quante persone vi andranno a vivere? Si dovrà forse costruire in elevazione (quindi grattacieli) visto che, senza ippodromo, non ci sono le superfici per un’edificazione sostenibile?”

Sono le domande che Raffaele Ranucci – senatore del PD e già presidente del Comitato promotore Roma 2004 – pone sulla proposta del sindaco di Roma, annunciata ieri, martedì 27 settembre, di costruire il villaggio olimpico per le Olimpiadi del 2020 a Tor di Quinto, nei pressi dell’Ippodromo Militare.

Ma sono anche le domande che in queste ore si pongono le migliaia di residenti nell’area Tor di Quinto, Ponte Milvio, Collina Fleming, via Flaminia, Saxa Rubra, tutte zone che saranno inevitabilmente impattate dal mega progetto.

Un progetto che, occorre precisare per dovere di cronaca, è ancora allo stato embrionale, come lo stesso sindaco Alemanno ha voluto sottolineare precisando che “una volta approvato lo presenteremo al Comitato olimpico e se sarà scelta Roma, quindi se avremo l’assegnazione, se ne parlerà dopo il 7 settembre 2013. Questo è solo il primo passo – ha concluso il sindaco – perché poi serviranno gli accordi formali, le convenzioni e la scelta di quest’area. Tutto è da vedere e verificare”.

Ma il fatto che ieri il Sindaco ne abbia parlato proprio in occasione di una sua visita alla Caserma dei Lancieri di Montebello, in via Flaminia Vecchia 826, conclusasi poi all’Ippodromo Militare di Tor di Quinto dove ha risposto alle domande della stampa (leggi qui), ha destato non poche preoccupazioni, allarmi e reazioni negative.

Queste ultime palesi e forti dall’opposizione.

A che serve il consiglio comunale?

lo chiede polemicamente Enzo Foschi, vicepresidente della commissione Sport e consigliere del Pd della Regione Lazio sottolineando che certe decisioni andrebbero prese nelle sedi adeguate.
“Perchè – si domanda – in una città che ha da poco approvato un piano regolatore con milioni di metri cubi da realizzare, invece di creare le condizioni per accordi con i privati si va a fare una variante urbanistica che comporterà un’ulteriore colata di cemento, stimata per circa 2 milioni di metri cubi? Oggi a chi servono le varianti urbanistiche che si proporranno? Ma se decidono Alemanno e Pescante a che serve il CdA del comitato Olimpico? A cosa il consiglio comunale?”

No Tor di Quinto si Tor Vergata

“Nel caso dell’ipotesi del villaggio olimpico a Tor di Quinto, credo che l’amministrazione e il Comitato Olimpico debbano prendere in considerazione l’alternativa di Tor Vergata. Un’area ubicata fuori dal fin troppo congestionato centro città, gia’ dotata di collegamenti e servizi e soprattutto vicina all’Università”. E’ quanto dichiara l’esponente Pd Giulio Pelonzi, vicepresidente della commissione sport e cultura di Roma Capitale.

“Tutte le opere – spiega – che si realizzeranno per la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020, devono essere pensate per un impiego concreto al di la’ dell’evento olimpico. Le stesse strutture residenziali che saranno realizzate per il Villaggio Olimpico in futuro potrebbero essere adibite ad alloggi per studenti di Tor Vergata, rispondendo così concretamente ad una carenza a cui Roma oggi non riesce a far fronte”.

Veltroni non firmi la mozione bipartisan

“Vorrei proprio capire quale dissociazione mentale colpisca quando si parla delle Olimpiadi 2020. Come Consulta del Partito Democratico per le Olimpiadi, abbiamo ripetuto fino alla nausea di essere nettamente contrari alla scelta di Tor di Quinto, perchè dannosa per la città e utile soltanto alla speculazione di pochi”. Lo dichiara la deputata Anna Paola Concia, responsabile del Partito Democratico per lo sport.

“Oggi, mentre il presidente Pescante dichiarava di sperare che Veltroni fosse il primo firmatario della mozione parlamentare bipartisan di sostegno alla candidatura di Roma alle Olimpiadi 2020, quasi in contemporanea il sindaco Alemanno affermava che, se Roma vincerà la candidatura, il villaggio Olimpico sorgerà a Tor di Quinto; anche se poi precisava che si tratta ancora di un “progetto ipotetico”. Mi pare evidente che, con questi presupposti, la mozione bipartisan morirà ancor prima di nascere”.

Riparte la petizione

”Nella nostra città mancano gli impianti sportivi e quello dell’Ippodromo di Tor di Quinto è un impianto all’avanguardia. Distruggerlo sarebbe un peccato dal punto di vista storico e naturalistico”. E’ quanto ha dichiarato Andrea Marini di Subiaco, promotore del Comitato per la difesa dell’Ippodromo di Tor di Quinto ricordando che “in questa nostra battaglia ci appoggia Italia Nostra. Abbiamo già raccolto 2.500 firme, continueremo a raccoglierne ancora”.

L’ippodromo militare

Quanto verranno impattati i suoi 32 ettari di verde incontaminato ed i suoi 120 anni di storia? La sua origine risale infatti al 1891, quando presso Tor di Quinto fu costituita una Sede Staccata della celebre Scuola di Pinerolo. Da allora qui si formarono intere generazioni di cavalieri, compreso uno dei più famosi di tutti i tempi: il Capitano Federico Caprilli, inventore del “metodo naturale”, metodo esportato in tutto il mondo e ancora oggi alla base della moderna equitazione.

L’Ippodromo fu anche il luogo dove vennero svolti, spesso alla presenza del Re, importanti concorsi ippici. Ancora oggi tra le strutture esistenti sopravvive la bellissima palazzina reale dove principi e gentildonne osservavano le evoluzioni dei cavalieri o assistevano a parate militari.
E’ a partire dagli anni ‘60 che l’Ippodromo, attualmente inserito alle dipendenze del Reggimento Lancieri di Montebello e comprendente un Gruppo Squadroni di Rappresentanza a cavallo ed un Centro Ippico Militare (CIM), ha assunto anche una funzione sociale. Da anni infatti qui si tengono corsi di equitazione a favore dei portatori di handicap (leggi qui).

A tentare quindi di tranquillizzare gli animi l’ultima dichiarazione di Mario Pescante, presidente del comitato promotore. “L’Ippodromo, dove è nata l’equitazione italiana, non sarà toccato e sarà utilizzato solo con opere temporanee compatibili con il resto del villaggio olimpico”.

Tanto rumor per nulla? Appuntamento al 7 settembre 2013, quando saranno assegnate le Olimpiadi 2020.

Fabrizio Azzali

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8 COMMENTI

  1. Che Paura!!!
    se pensiamo a cosa sono stati capaci di fare a Roma Nord per i Mondiali di Calcio e per quelli più recenti di nuoto c’è da mettersi le mani nei capelli.
    Miliardi di Lire e milioni di Euro buttati al vento

    Due esempi per tutti
    Mondiali di Calcio: linea ferroviaria Vigna Clara Farneto usata nemmeno una settimana.
    Mondiali di nuoto processi e scandali per ampliamenti di cubature di circoli sportivi.

    Scusatemi ma proprio non ho fiducia nel sistema. Destra o Sinistra poco importa. A Roma comandano i palazzinari.

  2. Stefano la mia impressione è che invece questi stiano approfittando della situazione politica favorevole per loro, per mettere le mani sull’area. Saranno decenni che si rodono il fegato a vedere sulla cartina di roma questa grande macchia verde a nord. Questa delle olimpiadi è l’occasione del secolo.

    Poi la mia impressione è che solo pochissimi cittadini del XX sappiano cosa c’è in quella zona, sono aree tutelate ma mai orientate seriamente alla fruizione. La gente passa in macchina non vede e non sa nulla.

    Per me si può solo sperare in una bocciatura nel 2013.
    Comunque vorrei capire, se la situazione è ancora tutta da definire, perché il megacircolo che ha recentemente spianato e occupato a bandierine 10 ettari di zona a pascolo tra la ciclabile e il fiume, porta il cartello ufficiale “Roma2020”?
    Così, per non dover sempre pensare male…

  3. E’ impossibile che una persona che abbia vissuto, come residente del XX municipio, lo scandalo dei Mondiali di Calcio e di Nuoto possa accettare le Olimpiadi di Roma. Tutte le promesse di miglioramento di infrastrutture (p.e. trasporto), spazi acqua, ecc. sono rimaste sulla carta. Per non parlare di quelli che ci hanno guadagnato senza aver speso una lira.
    Bocciato.
    Iacopo
    http://educazionefisica.blogspot.com/

  4. Ma volete metere il valore degli immobili eventualemente costruiti a Tor di Quinto con quelli di Tor Vergata? La troveranno la scusa per distruggere questa bellissima area, vedrete se non sarà così!

  5. Mi rispondo da solo, finalmente ho trovato info su un altro blog.

    ++ Durante l’estate, nei pressi di Castel Giubileo, a fianco della pista ciclabile, sono apparse delle scritte di un circolo sportivo, un fantomatico “Circolo del Sole”. Succede sempre d’estate, come certi concorsi, leggi o assunzioni imbarazzanti, o come l’avvio dei lavori per lo scempio edilizio nel parco di Tor di Quinto.

    ++ Sul web le notizie riguardanti il Circolo del Sole brillano per la loro assenza, un po’ com’è successo per l’operazione del Parco di Tor di Quinto, sulla quale persino le cosiddette associazioni ambientaliste sapevano poco o niente, oppure attendevano fatalisticamente un ricorso al Consiglio di Stato.

    ++ Il colpo di mano estivo ovviamente puzza un po’ di bruciato, in mezzo agli incendi veri. Puzza forse anche di cemento. Speriamo bene. Ma chi dovrebbe controllare su appalti, concessioni, ecc. che cosa fa?

    ++ Visita di cortesia dei Vigili urbani ieri al Circolo del Sole di Castel Giubileo. Speriamo che si appuri la natura di questa iniziativa, sorta come un fungo l’estate scorsa. Una serie di prefabbricati, compresa la piscina e tante bandiere sparse in giro, come a marcare nuove frontiere di espansione.. >

    A me quello che non quadra, ripeto, è perlopiù il cartello ROMA 2020.
    saluti

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