Home AMBIENTE L’Ippodromo Militare di Tor di Quinto, 32 ettari di verde incontaminato

L’Ippodromo Militare di Tor di Quinto, 32 ettari di verde incontaminato

ippodromo.jpgDi questi tempi a Roma si è parlato tanto dell’Ippodromo Militare di Tor di Quinto, destinato a soccombere per far spazio al Parco Olimpico che sorgerà al suo posto nel caso alla Capitale vengano assegnate le Olimpiadi 2020. Tanto se n’è parlato, senza mai però raccontare la sua storia. Lo facciamo noi.

Distante poche centinaia di metri da Ponte Milvio e situato in un’area che vanta ben 32 ettari d’estensione ai piedi della Collina Fleming, dove costituisce un sito naturale e paesaggistico assolutamente incontaminato dedicato interamente ai cavalli, l’Ippodromo Militare di Tor di Quinto ha origini assai lontane e la sua storia è legata indissolubilmente alla storia della Cavalleria italiana. Alcuni tra i più celebri cavalieri militari, da Federico Caprilli ai fratelli D’Inzeo, si sono formati sui percorsi ad ostacoli e di campagna di quello che è uno dei più famosi ippodromi d’Italia.

La sua origine risale al 1891quando presso Tor di Quinto fu costituita una Sede Staccata della celebre Scuola di Pinerolo, per lo sviluppo dei Corsi Complementari di Campagna. Quando la cavalleria era ancora montata, tutti gli Ufficiali subivano un durissimo addestramento con esercizi che erano dei veri e propri ardimenti: famosissimo lo “scivolo” di Pinerolo (in località Tavernette) dove cavallo e cavaliere affrontavano una scarpata praticamente verticale. Presso l’ Ippodromo di Tor di Quinto si formarono quindi, negli esercizi di campagna, intere generazioni di cavalieri. Anche in questa sede fu realizzato un arditissimo scivolo che dalla collina, che oggi ospita il Reggimento dei Lancieri di Montebello, degradava verso la piana del Tevere: percorso utilizzato agli inizi degli anni ‘40 anche dai primi veicoli cingolati.

Ma l’Ippodromo fu anche il luogo dove vennero svolti, spesso alla presenza del Re, importanti concorsi ippici. Ancora oggi tra le strutture esistenti sopravvive ippodromo2.jpgla bellissima palazzina reale dove principi e gentildonne osservavano le evoluzioni dei cavalieri o assistevano a parate militari. Questa sede è anche legata a uno dei più famosi cavalieri di tutti i tempi, il Capitano Federico Caprilli, inventore del “metodo naturale”, metodo esportato in tutto il mondo e ancora oggi alla base della moderna equitazione. Caprilli intuì, attraverso una profondissima conoscenza dell’equitazione, che bandendo ogni forzatura e assecondando i naturali movimenti del cavallo, quando questi si accingeva a saltare, i risultati sarebbero stati di gran lunga migliori. Con Piccola Lark, un cavallino che montava a volte senza morso e redini, riuscì a saltare praticamente ogni cosa stupendo il mondo intero. Caprilli (caduto di cavallo, nei suoi esercizi, più di 300 volte) morì a soli 39 anni.

La bellissima sede di Tor di Quinto fu spesso usata dalla cinematografia: alcune scene di “Cavalleria” e “Luciano Serra pilota” furono proprio girate nell’ Ippodromo. Nel 1946, quando la rinascente Cavalleria divenne corazzata, in Tor di Quinto, fu poi creata la Scuola di Cavalleria blindata.

Ma è a partire dagli anni 60 che l’Ippodromo torna alla sua originaria funzione, ovvero la condotta dell’attività equestre, tant’è che attualmente è strutturalmente inserito alle dipendenze del Reggimento Lancieri di Montebello e comprende un Gruppo Squadroni di Rappresentanza a cavallo ed un Centro Ippico Militare (CIM) che ospita circa cinquanta cavalli. Il CIM svolge i Corsi di Equitazione a favore dei portatori di handicap, dei giovani fra 12 e 14 anni nonché del personale militare e civile del Ministero della Difesa ed ogni anno diverse sono le manifestazioni che vi si svolgono suddivise tra concorsi ippici, completi di equitazione e concorsi riservati ai pony tutti naturalmente aperti al pubblico.   (red.)

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