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Fra polemiche e numeri a sorpresa riaprono gli asili nido comunali di Roma

Al XX Municipio il primato negativo. Con le educatrici che, per protesta, indossavano al braccio una fascia a lutto e distribuivano volantini ai genitori, da questa mattina, fra polemiche a non finire, si sono aperte le porte degli asili nido comunali di Roma per i circa 11mila fortunati bambini, sui 19mila che hanno fatto domanda, che sono stati accettati nelle strutture pubbliche. Al centro delle polemiche è la nuova legge regionale in base alla quale dal 2011 ogni educatore dovrà occuparsi di 7 bambini anziché 6 mentre i metri quadrati per ciascun iscritto scendono da 10 a 6. “Nidi-pollaio” sono stati definiti dall’Unione Sindacale di Base.

Secondo l’Usb infatti, quest’anno gli asili nido rischiano di diventare dei pollai: troppi bambini in troppo poco spazio. “In un nido creato per accogliere 60 piccoli utenti ne verranno invece stipati 100 – commenta Caterina Fida del coordinamento Nidi Usb – rendendo praticamente impossibile l’intervento educativo e provocando inevitabilmente una drastica riduzione delle opportunità di relazioni e di apprendimento dei bambini, soprattutto di quelli più in difficoltà”.

Di diverso avviso è Gianluigi de Palo, assessore capitolino alla scuola, secondo il quale questa legge regionale non impedisce agli educatori di lavorare bene con i bambini.
Ovviamente d’accordo la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini che dichiara: “la norma non fa altro che adeguare i parametri esistenti nel Lazio a quelli di altre regioni virtuose salvaguardando la vivibilità degli spazi e le condizioni di lavoro delle educatrici”.

La norma, fanno sapere dalla Regione, diminuendo i metri quadri per bambino, si pone poi l’obiettivo di favorire l’accettazione di un maggior numero di domande, vista la cronica carenza di posti. A Roma, infatti, sono state oltre 19mila le richieste di ammissione ricevute dai 19 Municipi della Capitale ma solo il 57% di queste sono state accettate.

Numeri attendibili, forniti ieri dal quotidiano Il Messaggero secondo il quale, in materia di cronica carenza di posti, il XX Municipio detiene il primato negativo in assoluto: nell’intero quadrante Cassia-Flaminia su 821 domande ne sono state accettate solo 372, il 45%, lasciando a casa ben 449 bambini le cui famiglie dovranno ora ricorrere alle strutture private.

Edoardo Cafasso

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3 COMMENTI

  1. Questa querelle è simile a quella delle carceri.
    Basta una norma legislativa per aumentare o diminuire i mq stabiliti per detenuto che si passa da una una situazione di super affollamento al suo viceversa.
    Passare da 6 a 7 bambini non mi sembra una grossa cosa , forse la fascia a lutta era dovuta ad un maggior lavoro che ne deriva.
    Ma anche questa non mi sembra una gran cosa visti i tempi che stiamo passando.
    Forse poi il XX in particolare , è vittima di una “dicotomia sociale”.
    Da una parte abbiamo un congruo numero di extracomunitari che con i loro numerosi pargoli e scarsi redditi hanno il quasi certo diritto all’accettazione , dall’altra un altrettanto congruo numero di avvocati, medici, notai , farmacisti , costruttori , professionisti e commercianti vari che con i loro redditi “dichiarati” hanno lo stesso diritto.
    L’imbecille che paga e non è nè extracomunitario nè ladro , sta comunque fuori.

    E comunque accettare un numero superiori di bambini credo che meriti rispetto come scelta , parliamo da 6 a 7 mica da 6 a 12 !
    Visto che soldi per costruire nuovi asili non ce ne sono , l’unica altra alternativa è Erode.

  2. Mal comune….vedo che non sono l’unica a pensarla in questo modo, sono anni che combatto con le graduatorie dei nidi e quelle della materna, e sono assolutamente d’accordo sul fatto che 7 bambini rispetto a 6 non siano poi chissà quanti in +, se ciò può aiutare a far entrare qualche bambino in +….visto che non ci sono e non si costruiscono le strutture!! ma il problema vero, che non capisco perchè non si faccia niente per combattere, è quello (il solito) dell’evasione fiscale!! quando sono andata per l’ennesima volta a consegnare il modulo ISEE per la graduatoria delle mense (ora che finalmente ho due bambini che hanno superato l’età del nido!) mi hanno detto che era alto, ed alta è la fascia che pagheremo….ma andrebbe pure bene, visto che abbiamo due stipendi (un mutuo e rate varie), il brutto è che nella stessa classe ci sono bambini figli di imprenditori, che pagano la tariffa base, quella dell’ISEE minimo!!
    noi fatichiamo ad arrivare a fine mese e paghiamo di + dei figli dei piccoli imprenditori, che se guadagnassero davvero quanto dichiarano, starebbero sotto i ponti!! possibile non si possa fare proprio niente??

  3. Sembrerebbe che all’universita’ insegnino che il rapporto dovrebbe essere:
    nel gruppo dei piccoli: 1 maestra per 4 bambini.
    nel gruppo dei medi: 1 maestra per 6 bambini.
    nel gruppo dei grandi: 1 maestra per 8 bambini

    Consideriamo che l’aumento di un bambino vuol dire una bocca in piu’ da imboccare, un discolo in piu’ da osservare etc.

    E’ tutto vero quello che scrive aragorn e luisa ma se ogni volta ce la prendiamo con universi sterminati sembra che ci sia un colpevole ben preciso. Invece la vera colpa a mio parere, che in Italia non c’e’ una vera politica della famiglia o per meglio dire una sentita politica sociale. Tanti interventi generici che non coprono la collettivita’.

    In tutta Europa la natalita’ e’ piu’ alta che in Italia perche’ lo STATO non assolve al suo compito di assistenza (solo miliardi in sanita’ e basta).

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