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Un presidio solitario contro gli sprechi della politica

Prende di mira una realtà che di certo interessa molti, se non tutti. I costi della politica. O forse sarebbe meglio dire gli sprechi. In un momento storico dove il debito pubblico dell’Italia ha raggiunto livelli drammatici, dove la crisi dei mercati si fa sentire con tutta la sua prepotenza e dove in molti Paesi d’Europa, e non solo, i cittadini, stanchi, esausti di un sistema che non funziona più, hanno cominciato a far sentire con decisione la propria voce, se si valicano i confini del nostro Municipio e ci si reca appena qualche chilometro più in là, nel centro di Roma, davanti ad uno dei palazzi del potere che sorgono nella Capitale, Montecitorio, si trova un cittadino che ha deciso di farsi avanti e dar vita a un presidio permanente contro la “casta”, ovvero contro i privilegi dei politici.

Il suo nome è Gaetano Ferrieri, ha 54 anni, è un consulente immobiliare di Venezia, è sposato, ha due figlie, e dallo scorso 4 giugno presidia Montecitorio in sciopero della fame. Per lui solo acqua e sali minerali.

Cambiare il sistema

La determinazione di Gaetano è grande. Lui non vuole mollare, nonostante le difficoltà che di giorno in giorno aumentano. Da quando lo scorso 4 giugno ha iniziato lo sciopero della fame ha perso circa 22 kg.

Il suo aspetto è mutato, ma non la sua voglia di cambiare il sistema. Di sovvertire, pacificamente, uno stato di cose che non può essere più tollerato. Sebbene si sia piazzato proprio davanti la sede della Camera dei Deputati, i politici che ogni giorno, in questi due mesi, gli sono passati accanto lo hanno ignorato e così sembra aver fatto anche la stampa italiana.

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La voce di Gaetano Ferrieri

Incuriositi abbiamo deciso di andare a vedere cosa accade nel cuore di Roma. E siamo arrivati davanti Montecitorio nel 67° giorno di sciopero della fame di Gaetano Ferrieri.

Lui ha fatto sapere che dall’estero in molti sono giunti per intervistarlo, per saperne di più, ma nel nostro Paese fino ad oggi c’è stato il silenzio più assoluto.

Per il resto (quasi) nessuno si è interessato alla sua battaglia. Almeno fino alla scorsa settimana, quando, in vista della manifestazione di domenica 7 agosto, diverse testate hanno parlato del presidio.

Le proposte di Gaetano Ferrieri

Gaetano Ferrieri ha presentato tre petizioni chiedendo la riduzione del 50 per cento dello stipendio di parlamentari e amministratori pubblici, nonché la riduzione del numero di parlamentari e amministratori pubblici; l’eliminazione di rimborsi, vitalizi, pensioni d’oro; il taglio del 90 per cento delle auto blu; la riforma della legge elettorale con eliminazione del bicameralismo perfetto e la nascita di una camera consultiva, formata da elementi della società civile; nuove elezioni.

Proposte che, secondo Ferrieri, farebbero risparmiare all’Italia milioni di euro, darebbero nuovo respiro al Paese, e che il veneziano ha consegnato ai presidenti di Camera, Senato e della Repubblica, basandosi sull’articolo 50 della Costituzione, che recita: “Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità”.

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La risposta è stata una. Per ottenere qualcosa Gaetano Ferrieri deve riuscire a portare in piazza 3 milioni di persone. Obiettivo non facile da raggiungere, anzi molto difficile, ma che non scoraggia il veneziano e chi gli sta accanto in questa battaglia.

Così è partita una vera e propria campagna di sensibilizzazione volta a far conoscere il presidio e la lotta che Gaetano, cittadino tra i cittadini, italiano tra gli italiani, sta portando avanti.

Nessuna connotazione politica per il presidio, la sola bandiera che sventola accanto al gazebo è il tricolore. Tutti devono essere uniti da un unico vessillo: la bandiera italiana.

Il 15 agosto

E’ possibile visitare il presidio, saperne qualcosa di più, conoscere Gaetano, capire meglio le sue proposte, tutti i giorni, basta recarsi a piazza Montecitorio.

L’obiettivo è radunare il maggior numero di persone possibile. Il milione di italiani, ancor meglio i 3 milioni richiesti. E questo Gaetano spera di farlo lunedì 15 agosto. Ma si tratta di una scommessa difficile. Se, tuttavia, l’obiettivo non si centrerà poco importa.

La protesta di Gaetano non si ferma, lui è deciso a continuare ad oltranza fin tanto che non sarà riuscito a sensibilizzare gli italiani, a far loro capire che è arrivato il momento di cambiare il sistema e che insieme lo si può fare.

Stefania Giudice

© riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

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3 COMMENTI

  1. speriamo davvero che l’italia si svegli, noi giovano dobbiamo lottare per il nostro avvenire e dobbimo farlo davanti a montecitorio non a casa

  2. Bravo Gaetano, sono certo che c’è mezza Italia disponibile a venire lì con te a cacciar via questa gentaglia che abbiamo al governo.

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