Home ATTUALITÀ Cartellopoli: inasprite le multe, perseguibile anche il soggetto pubblicizzato

Cartellopoli: inasprite le multe, perseguibile anche il soggetto pubblicizzato

Dai giri di vite e dalle restrizioni apportate dalla manovra finanziaria entrata in vigore lunedì 17 luglio, meglio nota come legge 111 del 2011, spunta una norma che dovrebbe preoccupare non poco chi lucra sui cartelloni abusivi. Ma a preoccuparsi dovrà essere anche chi se ne avvale per pubblicizzare i propri prodotti o servizi che non potrà più permettersi il lusso di ignorare, o fingere di ignorare, l’eventuale irregolarità dell’impianto pubblicitario.

Il tema, a livello nazionale, è disciplinato dal Decreto Legislativo n.285 del 30 aprile 1992, ovvero il “Nuovo codice della strada” che dedica l’intero articolo 23 a fissare divieti e prescrizioni in materia di cartellonistica.

La sintesi è che “Lungo le strade o in vista di esse è vietato collocare insegne, cartelli, manifesti, impianti di pubblicità o propaganda, segni orizzontali reclamistici, sorgenti luminose, visibili dai veicoli transitanti sulle strade, che per dimensioni, forma, colori, disegno e ubicazione possono ingenerare confusione con la segnaletica stradale, ovvero possono renderne difficile la comprensione o ridurne la visibilità o l’efficacia, ovvero arrecare disturbo visivo agli utenti della strada o distrarne l’attenzione con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione”.

Il comma 12 di questo articolo prevede che “Chiunque non osserva le prescrizioni indicate nelle autorizzazioni previste dal presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 242.400 a lire 969.600.”
Cifre ridicole ovviamente, che anche nell’importo massimo, pari oggi a 594 euro, non spaventano nessuno: mezza giornata di affissione di un manifesto ripaga anche l’eventuale multa.

Ma al legislatore questa norma obsoleta non è sfuggita. Ed ecco che l’articolo 36, comma 10bis, della legge 111/2011 entrata in vigore il 17 luglio 2011, annulla e sostituisce il comma 12 di cui abbiamo appena parlato e stravolge ed inasprisce le sanzioni pecunarie moltiplicando per 10 l’importo minimo ed addirittura per 23 quello massimo.

Ma fatto ancor più interessante è che introduce la responsabilità solidale fra chi installa un impianto abusivo (non sempre rintracciabile, quanti cartelloni sono privi di targhetta?) ed il soggetto pubblicizzato.

Quest’ultimo fino ad oggi poteva sempre giustificarsi col fatto che non era tenuto ad accertarsi della regolarità degli impianti pubblicitari, responsabilità solo in capo alla società che li ha in gestione. Anche oggi il soggetto pubblicizzato nella forma non ha questa responsabilità ma nella sostanza si, se non vuole correre il rischio di pagare una multa salatissima insieme od al posto del gestore dell’impianto abusivo.

Ma come recita questa nuova norma? E’ presto detto: “Il comma 12 dell’articolo 23 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, è sostituito dal seguente: ‘Chiunque non osserva le prescrizioni indicate nelle autorizzazioni previste dal presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1.376,55 a euro 13.765,50 in via solidale con il soggetto pubblicizzato“.

Sic et simpliciter. Un singolo cartellone abusivo potrà essere sanzionato fino a 13.765 euro ed pagare dovrà essere il gestore oppure il soggetto pubblicizzato.

Una cifra non irrilevante che non potrà far stare tranquillo chi di notte semina cartelloni abusivi nelle strade ma soprattutto dovrà indurre chi ricorre a questi strumenti pubblicitari ad un maggior controllo preventivo sulla regolarità degli stessi.

Edoardo  Cafasso

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7 COMMENTI

  1. Si fa presente anzitutto che l’articolo della legge n. 111 non é il 36, ma il 37.
    Il Direttore del Servizio Affissioni e Pubblicità, dott. Francesco Paciello, con riguardo proprio ai tempi senza limiti certi delle rimozioni degli impianti abusivi autodenunciati, che si sono finora registrrati, ha affermato che “i tempi dell’istruttoria e dell’attuazione dei conseguenti provvedimenti sono direttamente proporzionati al numero degli impianti installati sul territorio ed alla sua vastità nonché indirettamente proporzionati alle risorse economiche e di personale a disposizione”.
    D’ora in poi il Comune di Roma non potrà più dire che non si possono fare le rimozioni per mancanza di fondi e di personale, specie se si considera che alle somme suddette, incamerabili in modo certo dal Servizio Affissioni e Pubblicità pretendendole se non altro dagli inserzionisti che si sono serviti di impianti pubblicitari abusivi, si debbono sommare anche gli importi delle rispettive “indennità” pari al Canone Iniziative Pubblicitarie (in sigla CIP): con questi fondi si deve aprire una vera e propria “partita di giro” dove le “entrate” (della sanzioni amministrative) non potranno mai essere superate dalle “uscite” (costituite dalle spese delle rimozioni).
    A tal riguardo si fa presente che secondo l’intervista rilasciata dall’allora Assessore Daniela Valentini (poi pubblicata sulla cronaca di Roma de “Il Messaggero” di giovedì 24 luglio 2003) i costi per un intervento di rimozione di un impianto pubblicitario abusivo erano a quell’epoca di 600 euro: pur con i dovuti aggiornamenti dei prezzi, il costo di una rimozione da parte di una ditta può oscillare oggi tra i 600 e gli 800 euro, che è una cifra ben più bassa dei 1.376,55 euro della nuova sanzione amministrativa minima che è scattata dallo scorso 17 luglio.
    Ma proprio oggi un funzionario dell’Ente Parco di Veio, che si é avvalsa di una propria ditta per la rimozione forzosa degli impianti per causa della inottemperanza all’ordinanza di rimozione ad opera delle ditte titolari dei medesimi impianti, che ha portato fino ad oggi a smantellare ben 124 impianti pubblicitari instalalti dento l’area naturale protetta, mi ha detto che il costo della rimozione di un impianto abusivo di mt.4 x 3 non supera i 300 euro.
    Comunque sia, con sicuramente quasi più del doppio di quanto incassava fino a sabato scorso, il Servizio Affissioni del Comune di Roma si può pagare ora non solo la ditta incaricata della rimozione, ma anche lo straordinario o comunque l’ulteriore prestazione che è dovuta per il “personale a disposizione” del Comune che deve ogni volta presenziare alle rimozioni eseguite dalle ditte specializzate prescelte (dai Vigili Urbani ai funzionari dello stesso Servizio Affissioni).
    Ne deriva che il Comune non può più dilazionare sine die la rimozione degli impianti abusivi che è dovuta per legge.

  2. Ci spiace contraddirla dr Bosi ma l’articolo della legge 111 è proprio il 36, comma 10bis, e non il 37 come da lei precisato.
    Quest’ultimo, peraltro, non prevede nemmeno il comma 10bis.

    Cordialmente,
    La Redazione

  3. Ha ragione Lei, é stata mia la svista nel leggere frettolosamente l’emendamento che é stato allegato e che mi ha portato a sbagliare l’incasellamento del comma 10 bis nell’art. 37 anziché nel 36.
    Me ne scuso, anche se ciò non cambia la sostanza della novità che é stata introdotta.

  4. Per protestare anche per il prezzo di vite umane del mancato rispetto delle regole sulla cartellonistica a Roma:
    A seguito dell’incidente mortale verificatosi ieri ! novembre 2011)sulla Tuscolana all’altezza di Arco di Travertino, dove un motociclista si è schiantato con un impianto abusivo e una ragazza è in fin vita, il Comitato promotore della delibera d’iniziativa popolare contro Cartellone selvaggio e come blog Basta Cartelloni ha indetto un sit in di protesta contro il lassismo di questa Amministrazione Comunale.
    ” Sabato 5 novembre in piazza contro cartellone selvaggio. Facciamo sentire la nostra voce all’Ara Coeli, alle 11.00

    E’ il momento di gridare basta! Di farlo compostamente e civilmente. Ma con durezza e indignazione.
    Sabato prossimo 5 novembre, alle ore 11.00 appuntamento a piazza dell’Ara Coeli, accanto ai capolinea degli autobus di piazza Venezia, per una grande e pacifica manifestazione.
    Chiederemo conto alla Giunta e al Consiglio Comunale della situazione indegna della cartellonistica a Roma.

    La sicurezza stradale è sempre più a rischio come dimostrato dalla tragedia avvenuta ieri in via Tuscolana ma anche da una lunga serie di incidenti verificatisi negli ultimi mesi.

    Il decoro della città è devastato dalle migliaia di cartelloni piantati ovunque, come se Roma fosse terra di nessuno.

    I beni artistici e architettonici di quella che fu la Capitale del mondo e che oggi vorrebbe essere la Capitale di Italia, sono nascosti, violentati, cancellati da orrendi impianti installati senza controllo.

    La legalità e il rispetto delle regole sono stati accantonati per lasciare spazio alla prepotenza del più forte e del più furbo.

    Questi alcuni dei temi e degli slogan della manifestazione di sabato. Mosteremo ai romani e ai turisti di passaggio alcune gigantografie di strade del centro e della periferia sfigurate dai cartelloni. E chiederemo a gran voce l’approvazione della Delibera di Iniziativa Popolare, per la quale hanno firmato oltre 10mila persone e che dovrebbe arrivare in Consiglio Comunale la prossima settimana.

    I cittadini con le loro azioni possono cambiare quello che sembra immutabile. Ritroviamoci tutti, sabato mattina 5 novembre, alle ore 11.00 in piazza dell’Ara Coeli, accanto ai capolinea degli autobus.

    P.S. Vi invitamoo a leggere gli articoli sottostanti.
    http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=168544&sez=HOME_ROMA
    http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/11/02/news/tuscolana_incidente_mortale-24290043/
    http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=168725&sez=HOME_ROMA

  5. Lo sviluppo economico della capitale sembrerebe basarsi su pochi settori tra i quali i più redditizi sono sicuramente l’edilizia e la.pubblicitá.

    Di turismo neanche a parlarne.

  6. Comunque non è detto che i mancati interventi per uno sviluppo economico compatibile con un buon tenore di vita debbano anche essere acompagnati da regole lassiste e non fatte rispettare a vantaggio dell’abusivismo nell’edilizia e nella pubblicità stradale.

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