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Parco di Veio – Movimento per Formello e Rinnovazione Campagnano incontrano il Commissario Pezzella

Il “Movimento per Formello” e “Rinnovazione Campagnano”, associazioni di intervento civico, hanno incontrato Massimo Pezzella, Commissario Straordinario dell’Ente Parco di Veio. Lo comunicano le due associazioni ricordando che il Parco, istituito nel 1997, ad oggi ancora non si è dotato di un “Piano di Assetto”, l’unico strumento che può veramente coniugare tutela dell’ambiente e sviluppo, ed in tal senso segnalano che “per lungo tempo i cittadini di Formello e di Campagnano hanno dovuto subire vincoli, pastoie burocratiche e divieti che hanno finito per paralizzare molte attività economiche e messo a serio rischio anche tradizioni secolari legate alle Valli del Sorbo.”

“Non si può più attendere, oramai o si procede con il Piano o è meglio abolire questo Parco”, hanno affermato i rispettivi portavoce delle associazioni Cristiano Lancianese e Tullio Carbonetti i quali ci tengono a sottolineare che “l’incontro con il dott. Pezzella sembra però offrire uno spiraglio di luce dopo 14 anni di attesa sfiancante: il Commissario infatti, dopo aver illustrato diverse azioni finalizzate alla promozione e alla valorizzazione del territorio, ha affermato che il suo obiettivo principale è quello di far approdare alla Regione Lazio un nuovo Piano entro dicembre.”

“Dopo una concertazione con gli enti locali interessati, soprattutto con gli uffici tecnici, e una rivisitazione della V.A.S., il Piano potrebbe seguire l’iter regionale che comprenderebbe anche eventuali osservazione da parte dei cittadini. Il Movimento per Formello e Rinnovazione Campagnano – concludono le due associazioni – seguiranno attentamente tutto il percorso indicato dal Commissario e rimarranno a disposizione dei cittadini per qualsiasi chiarimento e per supportarli offrendo anche una consulenza tecnica.”

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2 COMMENTI

  1. Faccio presente che sul Piano di Assetto del Parco di Veio ha espresso parere negativo la Comunità del Parco che ha chiesto al Consiglio Direttivo che l’ha adottato “di procedere con l’annullamento in autotutela della deliberazione n. 32 del 09.12.2009, per consentire di riesaminare in maniera condivisa e approfondita il Piano”.
    Il Consiglio Direttivo se ne é andato a casa infischiandosene altamente non solo del suddetto parere e del conseguente contenzioso che si é venuto a creare tra i diversi organi dell’Ente Parco (Presidente e Consiglio Direttivo da una parte e Comunità del Parco dall’altra), ma anche e soprattutto dei molti vizi di legittimità che presenta il Piano di Assetto in termini sia di metodo (perché adottato in violazione dello Statuto che richiede una maggioranza assoluta di almeno 4 voti favorevoli e non dei soli 3 con cui é stato invece illecitamente approvato) che di merito (perché in totale violazione della procedura di Valutazione Ambientale Strategica e della tutela integrale prescritta dai Piani Territoriali Paesistici e dal Piano Territoriale Paesistico Regionale su molte zone rese invece edificabili).
    Il percorso da seguire per tornare sulla strada della legalità non é soltanto una semplice rivisitazione della V.A.S., perché comporta le seguenti operazioni obbligatorie:
    – revocare anzitutto la delibera di adozione n. 32/2009 e gli atti successivi ad essa connessi;
    – rendere subito dopo tutte le sottozone edificabili (D3 e D5) totalmente conformi alle prescrizioni inderogabili sia dei PTP che del PTPR;
    – sottoporre le zonizzazioni del Piano così revisionato a verifica degli impatti che producono sul territorio tramite il Rapporto Ambientale, che va redatto contestualmente nel frattempo;
    – far diventare le scelte finali che ne scaturiranno come “proposta” di Piano di Assetto che il Codice dell’Ambiente obbliga a pubblicare per 60 giorni, assieme al Rapporto Ambientale al fine di raccogliere le osservazioni che verranno presentate nell’ambito della procedura di VAS;
    – richiedere contestualmente alla pubblicazione, per evitare duplicazioni scollegate delle procedure, il parere della Comunità del Parco sulla “proposta” di Piano avendo così la possibilità di recepire le eventuali richieste di modifiche ed integrazioni;
    – controdedurre (per di più con l’Ufficio VIA della Regione) a tutte le richieste pervenute, sottoponendo a revisione la “proposta” di Piano in recepimento delle osservazioni accolte in tutto o in parte, ivi comprese le eventuali richieste di modifiche ed integrazioni indicate nel parere della Comunità del Parco;
    – adottare il Piano di Assetto assieme alle misure predisposte in merito al monitoraggio, ai sensi tanto del 2° comma dell’art. 26 della legge regionale n. 29/1997 quanto del 1° comma dell’art. 16 del D.Lgs. n. 152/2006, evitando così duplicazioni;
    – pubblicare il Piano di Assetto per 40 giorni ai sensi del 4° comma dell’art. 26 della legge regionale n. 29/1997 per seguire poi il successivo iter disciplinato dalla medesima legge.

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