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Benessere e qualità della vita nel XX Municipio

Qual è la situazione del XX Municipio a livello di benessere e qualità della vita? A svelarlo il Rapporto “Benessere e qualità della vita nei municipi di Roma”, a cura del Laboratorio di sviluppo locale ed economia sociale dell’Università Roma Tre coordinato dal Prof. Pasquale De Muro, presentato lo scorso 23 giugno. Si tratta del primo Rapporto realizzato dal Laboratorio e l’obiettivo è quello di fornire un utile contributo alla creazione di indicatori in grado di interpretare sempre meglio il grado di benessere reale del territorio della Capitale.

Gli indicatori

Esaminando il livello di benessere e qualità della vita tra i Municipi di Roma, il Laboratorio ha preso in esame diversi indicatori, non solo quelli di natura economica, fisica ed ambientale, ma anche quelli relativi alla dimensione sociale e umana.

In poche parole, la qualità della vita e il benessere dei diversi Municipi della Capitale è stato esaminato prendendo in considerazione: dimensione economica; salute; occupazione; mobilità; istruzione; relazioni sociali; pari opportunità; sicurezza.
Quel che ha voluto evidenziare la ricerca è che i Municipi con il più alto livello di benessere e qualità della vita sono quelli che presentano una maggiore omogeneità tra le diverse dimensioni prese in considerazione.

“Capability approach”

Nello stilare questo Rapporto si è fatto riferimento all’approccio delle capacità, “capability approach”, formulato da Amartya Sen a metà degli anni Ottanta, poi elaborato e sviluppato da altri autori.

Amartya Sen è un economista indiano, Premio Nobel per l’Economia nel 1998, che, partendo da un esame critico dell’economia del benessere, ha proposto due nuove nozioni di “capacità e funzionamenti” come misure più adeguate della libertà e della qualità della vita degli individui.

La teoria dei funzionamenti di Sen si è posta come alternativa alle più consuete concezioni del well-being economico come appagamento dei desideri, felicità o soddisfazione delle preferenze. in “Lo sviluppo è libertà”, Sen ha affermato che i livelli di reddito della popolazione sono importanti, perché ogni livello coincide con una certa possibilità di acquistare beni e servizi e di godere del tenore di vita corrispondente.
L’economista ha poi però aggiunto: “Tuttavia accade spesso che il livello di reddito non sia un indicatore adeguato di aspetti importanti come la libertà di vivere a lungo, la capacità di sottrarsi a malattie evitabili, la possibilità di trovare un impiego decente o di vivere in una comunità pacifica e libera dal crimine”.

La classifica

Dall’incrocio dei vari indicatori presi in esame, la classifica dei Municipi della Capitale in cui la qualità della vita raggiunge il top è la seguente: I (Centro Storico), XII (Eur – Ostiense – Torrino), III (Nomentano – San Lorenzo – Castro Pretorio), II (Parioli), XVII (Prati), XX (Della Vittoria – Tor di Quinto), XI (Appio Latino – Ostiense), IX (San Giovanni), XIII (Ostia), XVIII (Aurelio – Trionfale), XVI (Gianicolense – Portuense), IV (Monte Sacro), X (Cinecittà), XIX (Aurelio – Trionfale – Primavalle), V (Tiburtina), XV (Arvalia Portuense), VI (Prenestino), VII (Centocelle), VIII (Don Bosco – delle Torri). I Municipi risultati ai primi posti del Rapporto, dunque, sono il I, ovvero il Centro Storico; il XII, Eur – Ostiense – Torrino; il III, Nomentano – Piazza Bologna – Policlinico – San Lorenzo – Tiburtino – Castro Pretorio. Male l’VIII, Don Bosco – Giardinetti – Lunghezza – Tor Bella Monaca – Torre Spaccata.

Nel dettaglio, i dati cosa ci dicono del XX Municipio?

VignaClaraBlog.it ha disaggregato i dati della ricerca. Ecco il risultato.

Analizzando l’indicatore relativo alla dimensione economica, che prende in considerazione la situazione economica reale e quella percepita, possiamo notare che il XX Municipio si trova all’undicesimo posto, prima del XIX e dopo il XII.

Andando ad analizzare invece l’indicatore salute, che ha preso in considerazione i dimessi per tumore maligni, i dimessi per malattie dell’apparato respiratorio, i dimessi per malattie del sistema circolatorio, i dimessi per traumatismi e avvelenamenti, l’indice di sopravvivenza, la speranza di vita, il disagio psicologico, emerge che il XX Municipio è al nono posto.

Dal punto di vista dell’istruzione, indicatore che ha preso in esame la popolazione in possesso di laurea o diploma universitario, il nostro Municipio è situato al quinto posto, a precederlo i Municipi I, II, III e XVII.

L’indicatore occupazione, che ha preso in esame imprenditori e liberi professionisti, il tasso di occupazione, la popolazione non in cerca di lavoro di età compresa tra i 15 e i 25 anni e la popolazione non in cerca di lavoro di età compresa tra i 45 e i 65 anni, ha evidenziato che il XX Municipio si trova al quarto posto dopo il I, il II, il XVII.
Per quanto riguarda il livello di istruzione ed occupazione, dunque, il XX Municipio sembra non avere particolari problemi rispetto agli altri Municipi della città.

Ecco poi l’indicatore sicurezza. In questo caso è stata presa in esame la sicurezza da un punto di vista fisico e quella da un punto di vista economico.
Per quanto riguarda la sicurezza fisica si è fatto riferimento a quella della persona, del patrimonio, a quella stradale e percepita.
Per quanto riguarda, invece, la sicurezza economica, è stata presa in considerazione la sicurezza degli anziani, dei minori, la condizione abitativa dei minori e quella degli adulti.
I dati hanno mostrato che il XX è tra i Municipi dove maggiore è la sicurezza.

Relativamente, invece, alle pari opportunità, indicatore che ha considerato la presenza di asili, il livello di istruzione delle donne, i laureati a confronto, le donne occupate, gli occupati a confronto e l’imprenditorialità femminile, il XX Municipio si trova al dodicesimo posto, registrando tuttavia un punteggio elevato.

Proseguendo ecco l‘indicatore relativo alle relazioni sociali, dove sono stati esaminati la partecipazione elettorale, i centri anziani, l’impegno nel volontariato, gli eventi di spettacolo. Qui il XX Municipio si rivela più indietro rispetto agli altri. E’, infatti, al quindicesimo posto dopo il I, il II, il III, il VII, il IX, il X, l’XI, il XII, il XIII, il XV, il XVI, il XVII, il XVIII, il XIX.

Il XX Municipio non brilla neppure per quanto riguarda l’indicatore mobilità, che ha preso in esame la mobilità sostenibile e la facilità di parcheggio. Ma da questo punto di vista anche gli altri Municipi non risultano messi tanto bene.

Ad eccezione dell’VIII, del XII, del XIII e del XVIII, la situazione appare piuttosto critica. Il XX Municipio è, in questo caso, al quinto posto. Può sembrare un buon risultato, ma se si osservano con attenzione i dati si può notare che la situazione si presenta buona solo se messa a confronto con quella della stragrande maggioranza dei Municipi

Cosa fa la differenza nel XX Municipio

Dall’analisi di tutti questi indicatori, lo studio condotto dal Laboratorio di sviluppo locale ed economia sociale dell’Università Roma Tre ha messo in evidenza che la qualità della vita nel XX Municipio di Roma è nel complesso abbastanza buona.

Secondo quanto rivelato dai dati, il XX è preceduto, in ordine, dal I, dal XII, dal III, dal II e dal XVII. A fare la differenza ci sono soprattutto la sicurezza, l’occupazione, la dimensione economica e la salute. Ad influire in maniera meno rilevante l’istruzione, le pari opportunità, la mobilità e le relazioni sociali.

Un nuovo approccio

I diversi Municipi della Capitale messi sotto la lente di ingrandimento hanno evidenziato una realtà alquanto variegata.
Analizzando il livello di benessere non solo da un punto di vista economico, come fatto finora, ma anche in base alla dimensione sociale ed umana, è emerso che la ricchezza non fa per forza la felicità.

I Municipi che, infatti, hanno evidenziato una migliore qualità della vita sono quelli nei quali è stata registrata un’omogeneità tra le diverse dimensioni prese in considerazione.Perché per poter analizzare con attenzione la qualità della vita è necessario tenere in considerazione molteplici aspetti. Per questa ragione, ad esempio, secondo il Rapporto (per prenderne visione clicca qui) si vive meglio a San Lorenzo che ai Parioli.

Stefania Giudice

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4 COMMENTI

  1. Indicatore: livello decibel notturni
    Da diverse notti, fino alla mattina all’alba, i nostri sonni sono allieati da una musica assordante e inquietante che proviene dalla discoteca aperta su viale tor di quinto in prossimità dell’incrocio con la tangenziale. I vigili urbani interpellati nel corso della notte segnalano che la discoteca è autorizzata dal Municipio e può quindi rimanere aperta fino al mattino. Stanotte prima dell’alba ha fatto anche i fuochi di artificio. Rimango basita. Per i nostri sonni. Per i nostri figli potenziali fruitori di tali ritrovi. Per il nostro municipio che-evidentemente-tutela il benessere dei propri cittadini.

  2. Da molte più notti, un frastuono assordante ed un caos assoluto regnano a ponte milvio. Anche tutto ciò pare autorizzato dal municipio, auto in doppia e tripla fila, tavolini selvaggi sui marciapiedi. Ma non basterebbe semplicemente fare le multe, tutti i giorni per le auto in divieto di sosta, tutti i giorni per chi occupa il suolo pubblico senza autorizzazione, tutti i giorni per chi somministra cibi e bevande senza licenza, tutti i giorni per chi supera i livelli di rumore.
    No sarebbe troppo facile.

  3. Ottimo articolo ed ottimo il rapporto dell’università. Mi chiedo: ma i nostri amministatori municipali ne conoscono l’esistenza ? Potrebbe essere per loro uno strumento in più per indirizzare le scelte, soprattutto per quanto risultante dall’indicatore relativo alle relazioni sociali nel quale il XX non brilla. La partecipazione elettorale è scesa ai minimi storici, i centri anziani sono pochi, volontariato è una parola semi sconosciuta, gli spettacoli ce l’hai giusto se vai a Ponte Milvio a guardare la movida!
    Troverei molto interessante se si aprisse un dibattito sui temi di questo rapporto, in fondo parleremmo di noi stessi e del rapporto con il nostro tessuto locale.
    Buona giornata.

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