Home ATTUALITÀ Ponte Milvio e la movida: l’etilometro, questo sconosciuto

Ponte Milvio e la movida: l’etilometro, questo sconosciuto

Con il clima quasi estivo di notte Ponte Milvio già pullula di giovani. A centinaia, seduti o preferibilmente in piedi, si accalcano, bottiglia alla mano, davanti ai locali preferiti della piazza, di via Flaminia, di via Riano. Un mondo che si anima non prima delle 23 per chetarsi alle primissime luci dell’alba, quando giunge il momento di tornare a casa guidando uno scooter od una mini car convinti di essere sufficientemente lucidi per farlo.

Secondo l’articolo 54 della Legge 120/10 entrata in vigore nel novembre 2010 “i titolari e i gestori dei locali che proseguano la propria attività oltre le ore 24, devono avere presso almeno un’uscita del locale un apparecchio di rilevazione del tasso alcolemico, di tipo precursore chimico o elettronico, a disposizione dei clienti che desiderino verificare il proprio stato di idoneità alla guida dopo l’assunzione di alcol.”
Ma i locali di Ponte Milvio osservano questa disposizione?

Da anni centro della movida romana, tornato alla ribalta anche grazie a un romanzo adolescenziale prima passato sotto silenzio e poi balzato agli onori del successo per il passa parola di una generazione di liceali, Ponte Milvio è un punto d’osservazione privilegiato per un’indagine esauriente in materia di sicurezza stradale.

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Ogni venerdì e sabato sera sono moltissimi i giovani che fanno di questo luogo storico, e delle vie attigue, il punto d’incontro per una serata di divertimento rigorosamente a base di bevande alcoliche, in barba alla recente ordinanza antialcol del sindaco Alemanno che ne vieta – dalle 23 alle 6, fino al 30 giugno – la somministrazione, la vendita e il consumo (leggi qui).

“Non lo sapevo, ma tanto non possono multare tutti”, “tanto a me non mi beccano”, “non bevo mica per attaccare la rissa”, queste sono alcune delle osservazioni dei giovanissimi che in massa davanti al chiosco o al bar di turno fanno la fila per rimediare una birra e dare un tocco di divertimento alla serata.

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L’indagine sul campo

Per scoprire se l’etilometro è conosciuto e quanto se ne faccia uso VignaClaraBlog.it ha effettuato un’indagine sul posto che ha coinvolto un campione di alcuni fra i locali più frequentati e alla moda di Ponte Milvio.

Ovviamente in incognito, fingendoci clienti, abbiamo parlato con i gestori chiedendo loro se possedevano un apparecchio di rilevazione del tasso alcolemico e in secondo luogo di provarlo.

La notizia positiva è che tutti i locali da noi interpellati ne possedevano uno. Ma – e qui sta la nostra sorpresa – noi, da quando è entrata in vigore la legge, siamo stati i primi ed i soli a chiedere di sottoporci al test.
Con espressione quasi stupita la risposta che veniva data alla nostra domanda era sempre la stessa: “siete i primi a chiederlo”.

Un locale è stato talmente preso alla sprovvista che l’etilometro elettronico di cui era fornito non era neanche dotato del tubicino per l’aria, al punto che è stato necessario sostituituirlo con una cannuccia.

Ma le sorprese non erano finite. In un caso è risultato che per sottoporsi all’etilometro volontario fosse necessario addirittura pagare. Per la precisione due euro e novanta.

Ora, una birra al chiosco costa in media due euro e cinquanta. Ci chiediamo: un ragazzo in cerca di divertimento sarà più propenso a spendere quella cifra per un alcoltest o per un’ennesima bevuta? La risposta vien da se.

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La domanda sorge spontanea: qual è l’utilità di questa legge se in tutta la Ponte Milvio notturna noi di VignaClaraBlog.it siamo stati gli unici – e, lo ripetiamo, a sette mesi dall’entrata in vigore della provvedimento – a chiedere di sottoporci al test?
Ovvio, un’indagine così ristretta non può far testo per inquadrare il fenomeno a livello cittadino ma, se non esaustiva, è quanto meno esemplificativa.

La parola ad un’esperta

Chiediamo alcuni chiarimenti a Rosaria Roberta Buscia, Presidente dell’Associazione Vigile Amico, un’associazione costituita nel 2003, che conta numerosissimi soci in tutta Italia e che ha fatto della sicurezza stradale la sua missione.

“In realtà il fatto che nessuno chieda di sottoporsi al test per la rilevazione del tasso alcolemico non mi sorprende, infatti se mai qualcuno dovesse risultare positivo sarebbe cosciente di non poter guidare e ignorarlo è un modo per sentirsi più sicuri: chi beve si sente più forte, e sottoporsi a un test è come sentirsi sotto esame. E’ necessario un lavoro che agisca a più livelli. Prima di tutto quello familiare.”

“Noi – ci spiega la signora Buscia – da diverso tempo distribuiamo Etilotest monouso Contralco facili da usare e dalla manualità elementare. Sarebbe bello che i genitori ne facessero dono ai figli, compiendo un atto d’amore per la loro sicurezza che contribuirebbe allo stesso tempo a responsabilizzarli. In secondo luogo bisogna agire sul controllo da parte delle forze di polizia, più controlli renderebbero più incisivo il contrasto a chi guida in uno stato alterato.”

Ma quali potrebbero essere i mezzi che i gestori dovrebbero usare per sollecitare i loro clienti a sottoporsi all’alcoltest? “Sarebbe molto utile un lavoro con i gestori degli stessi locali. Magari sottoponendoli a dei corsi di aggiornamento, in quanto i primi responsabili devono essere loro. Siamo sicuri che i somministratori si accertino, prima di servire il cliente, se quest’ultimo è minorenne? O se magari non abbia già bevuto abbastanza?”

L’associazione Vigile Amico, che Lei presiede, quali iniziative prende in materia? “Le iniziative sono molte. Ma negli anni ho imparato l’importanza dell’esperienza diretta. Recandomi nelle scuole, come ho fatto recentemente in un Istituto di Primavalle, organizzo dei corsi con i ragazzi, cui faccio vedere dei filmati di giovani come loro che sono rimasti feriti in modo irreversibile in incidenti stradali per motivi legati all’assunzione di alcol.
Molti di questi hanno dovuto rinunciare ai loro sogni, come una ragazza che aveva la passione per la danza ma che non poteva più svolgere gli esercizi per un danno permanente alla gamba. Le loro storie, raccontate in prima persona o dalle famiglie, colpiscono moltissimo i ragazzi che poi tengono conto di quanto visto e sentito nella loro vita quotidiana.”

Un’ultima cosa: è risultato, almeno in un locale da noi osservato, che per sottoporsi al test volontario fosse necessario pagare. Ci tolga una curiosità, il test deve essere gratuito o la cosa è a discrezione del gestore del locale? “Il test deve essere assolutamente gratuito, su questo non devono esserci dubbi. Che qualcuno lo faccia pagare è un fatto gravissimo”.
Appunto, come pensavamo.

Adriano Bonanni

© riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

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25 COMMENTI

  1. Il problema di fondo è che si i ragazzi avessero la maturità necessaria per sottoporsi spontaneamente al test dell’etilometro non si avvicinerrebbero nemmeno all’alcool.

    Purtoppo assistiamo ad un fenomeno dilagante che non riguarda solo la zona di Ponte Milvio, bensì i giovani in generale che non perdono occasione per ubriacarsi nei parchi, nella case private e così via.

    Dato che l’opera delle famiglie può risultare insufficiente – perchè poi i ragazzi si misurano con il gruppo e lo usano come parametro per misurare la propria personalità- sarebbe opportuno, a mio parere, che venga intrapresa una campagna di sensibilizzazione tra i giovani nelle scuole e, perchè no, proprio nelle piazze (tra cui la stessa ponte Milvio), in modo tale che vengano illustrati da esperti del settore le conseguenze dell’alcool non solo sulla guida, ma anche sulla salute.

    La speranza? Che alla lunga, vengano considerati “giusti”, “fichi” i ragazzi che evitano di farne uso.
    Speranza vana? Almeno non abbiamo lasciato nulla di intentato!

  2. Mi permetto un solo appunto: perché tutto questo accanimento sui “giovani e giovanissimi” quando l’argomento è esteso a tutte le generazioni? Ci sono discoteche frequentate prevalentemente da over 30, senza parlare dei ristoranti, nei quali ad ordinare birra e vino non sono solo i “giovani e giovanissimi”, anzi. A mio avviso si fa spesso confusione tra i diversi livelli di analaisi – la salute individuale, la legge, la società nel suo complesso – e l’accusa andrebbe mossa anche ai più cresciutelli, che a volte si credono altrettanto invincibili nonostante le parecchie primavere in più sul groppone.

  3. Io vorrei capire perchè non vengono fatti controlli e posti di blocco in modo intelligente: invece che fare i posti di blocco sulla piazza all’interno della ZTL, perchè non vengono fatti appena fuori?un esempio:basterebbe mettere un posto di blocco sulla via cassia all’altezza del ponte dell’olimpica e fermare tutti coloro (giovani, giovanissimi, e non) che escono dai locali alticci, ubriachi, in scooter senza casco….ed oggi non sarei qui a piangere un ragazzo di neanche 18 anni che è morto perchè nessuno l’ha fermato.
    Scusate lo sfogo ma voglio credere che qualcosa si possa ancora fare.

  4. Ma quale ruolo familiare, continuate a voler difendere la famiglia all’italiana, un modello che sta nella testa dei nostri nonni, lo applicate alla realtà e non riuscite ad applicarlo nemmeno a voi stessi…gente della roma bene in particolare, vi riempite la bocca di questa parola,famigli famiglia famiglia…siete una valanga di divorziati, non riuscite a stare nemmeno con voi stessi e vi vorreste preoccupare dei giovani?? Il modello familiare italiano è fallito come parmalat ,come l’alitalia tenerlo in piedi è solo un costo sociale enorme , una mannaia psicologica sulle teste dei ragazzini che crescono con la vostra schizofrenia da puritani cattolici, a trans il sabato al confessorio la domenica…schiere di piccoli “casini”…se volete aiutare i giovani provate ad ascoltarli invece di voler imporre uno standard che nemmeno i vostri padri sono riusciti imporvi…

  5. La cultura dello sballo impera sulla cassia,venerdi’ e sabato sera pericoloso anche percorrere le strade fino a ponte milvio,pieni di cocaina e di alcool i giovani ed anche i meno giovani,si mettono alla guida per finire la serata in via gradoli con i trans…..societa’ malata,con tanti incidenti poiche ‘ tutti guidano ed anche chi non ci entra nulla a volte ci rimette le penne……che bella zona……

  6. X sancho.. visto che hai la ricetta, cerca anche di spiegarla. “se volete aiutare i giovani provate ad ascoltarli invece di voler imporre uno standard che nemmeno i vostri padri sono riusciti imporvi…” Vuol dire tutto o niente. Non so a quale generazioni appartieni ma posso dirti che la mia famiglia con tutti i difetti mi ha lasciato un modello comportamentale di cui vado fiero. Ci spieghi poi quale è la famiglia all’italiana ? cosa è una ricetta come i fagioli con le cotiche ? esiste la famiglia, un nucleo, un progetto che cerca di fare del proprio meglio per dare una vita migliore ai propri figli e se poi non ci riesce .. Amen. Il fatto poi di buttare “tutto in politica e un’altra cosa che non ha senso. Esiste una corrente politica che porta avanti un modello familiare rispetto ad un altro ? ..

  7. rimanendo in argomento io ho 29 e abito in vicino via flaminia vecchia e ho frequentato per svariato tempo addietro Ponte Milvio e la sua movida e vorrei rispondere alle domande dell”esperta” ( almeno così considerata ).

    1-“Ma quali potrebbero essere i mezzi che i gestori dovrebbero usare per sollecitare i loro clienti a sottoporsi all’alcoltest?”

    I gestori dei locali hanno un solo obbiettivo: GUADAGNARE….spiegatemi perchè dovrebbero andare contro il loro obbiettivo. NON DOVREBBE ESSERE COMPITO DEL GESTORE DEL LOCALE FAR FARE L’ALCOL TEST AL CLIENTE.

    2-“L’associazione Vigile Amico, che Lei presiede, quali iniziative prende in materia?”
    “cui faccio vedere dei filmati di giovani come loro che sono rimasti feriti in modo irreversibile in incidenti stradali per motivi legati all’assunzione di alcol.”

    Voi siete matti…. io fumo e quando (a scuola) mi fecero vedere un filmato con gli effetti devastanti del fumo sui polmoni sono passato dalle sigarette alle canne….

    La prego di riflettere su questa affermazione Dott. Rosaria Roberta Buscia

    3-“Un’ultima cosa: è risultato, almeno in un locale da noi osservato, che per sottoporsi al test volontario fosse necessario pagare. Ci tolga una curiosità, il test deve essere gratuito o la cosa è a discrezione del gestore del locale?”

    E chiaramente un modo per dirti:” Noi ce l’abbiamo perchè la legge lo impone, però non vogliamo che lo fai perchè sennò ti accorgi di essere alticcio e non bevi (spendi) più”. = TI PARE CHE LO DEVO FARE IO GESTORE?????????

    Tutto questo per dire semplicemente: tutto ruota intorno al denaro e al marketing…della TUA salute non gli ne frega niente a nessuno, sei tu che ci devi pensare ragazzo mio e non dar retta a stupidi filmati che ti propinano in classe per spaventarti (tanto poi lo fai solo perchè te l’hanno fatto vedere in classe)

    Mi scuso in anticipo con Rosaria Roberta Buscia, Presidente dell’Associazione Vigile Amico, per il tono del post, ma spero tanto che gli dia una letta…

    Pietro

  8. Pietro , ad esempio i gestori NON dovrebbero continuare a dare alcolici a chi è già visibilmente sbronzo o sta sulla buona strada per .
    Pietro , ad esempio i gestori sono tenuti e chiedere i documenti per verificare la maggiore età , e non lo fanno.
    I vigili dal canto loro dovrebbero sorvegliare meglio le strade e probabilmente il livello del tasso alcolico andrebbe rivisto : è assurdo che con un bicchiere di vino si raggiunga già la soglia !
    Le famiglie dovrebbero invece sorvegliare e basta.

    Quanto a te , certo che se un filmato sugli effetti devastanti del fumo sui polmoni ti fa passare dalle sigarette alle canne , spero che non ti facciano mai vedere Shining mentre affetti una bistecca !

  9. Innanzitutto l’ordinanza restrittiva non vieta la vendita di alcol dalle 23 in poi, ma se non sbaglio il consumo oltre gli spazi di concessione ai locali in quelle ore (tra l’altro dalle 2 i locali chiudono perché non si può più vendere alcol).
    Qua si prendono di mira i locali quando chi deve essere responsabile della propria persona è solo il consumatore.
    Poi se gli ubriachi si mettono alla guida non darei solo la colpa a loro, quanto all’amministrazione comunale, che invece di mettere a disposizione mezzi pubblici notturni funzionanti fino alle 3 di notte (minimo) o agevolare i prezzi dei taxi, aumenta il numero delle volanti e quindi delle multe.
    Insomma qua il comune invece di risolvere il problema, pensa a come aumentare i propri guadagni. A me questa cosa fa abbastanza schifo, non so voi.
    Se dopo 2 birre sono ancora cosciente ed in grado di guidare, ma un etilometro la pensa diversamente e rischia di farmi levare la patente, posso io da ponte milvio arrivare a piedi fino a metà della camilluccia? Che faccio allora? Chiamo un taxi? 15 euro per fare 2 minuti di macchina? Ma io me ne frego e me la rischio!

  10. Il giorno che il XX municipio sarà coperto da una metropolitana e mezzi pubblici funzionanti anche di notte, la multa potrà anche essere di 3000000 euro, perché la gente non avrebbe se dopo aver bevuto si mettesse in macchina.
    Ma ora che la gente è costretta a prenderla per finire in pasto ai pizzardoni io non sgancio neanche un euro se mi fanno la multa.
    La colpa è principalmente del comune.

  11. Leggendo questi post c è poco da dire.. ha ragione Mariantonietta, fino a quando sarà fico bere e farsi le canne e sfigato non farlo c è poco da fare. Le tragedie che seguiranno questa “moda” faranno parte della storia dell’adolescenza di questa generazione, come quella dell eroina ha fatto parte della mia.. e’ giusto che provino sulla loro pelle … Auguri

  12. Noir anch’io faccio parte della tua generazione,anch’io sono stata ragazza e anch’io conosco le insicurezze dell’essere adolescente.
    L’unica differenza rispetto alla nostra generazione è che i genitori sono più informati sui pericoli che ci sono in giro e, purtroppo, quando diventi madre o padre non vorresti mai che certe cose accadano proprio ai tuoi figli. Ovvio, però, che non possiamo proteggerli da tutto e da tutti e, in questo concordo perfettamente con te.
    Una volta data un’impostazione ci si augura che tutto vada bene ma, se accanto a ciò si potesse fare qualcosa di più, non sarebbe male.
    Come ciò debba avvenire non lo so: mi rimetto agli esperti di tale problematiche affinchè si possa avviare una campagna che possa entrare direttamente nei cuori dei ragazzi.
    Non so se sarà sufficiente,( perchè le cause sottostanti all’abuso di certe sostanze sono molto complesse), ma almeno possiamo tentare di evitare che provino sulla loro pelle.

  13. Mio caro Aragon spiegami una cosa: io gestisco un locale ed è mezzanotte. Entrano nel mio locale un gruppo di ragazzi da 16 ai 20.Il più grande (20 anni) viene al bancone e mi ordina 2 bottiglie di Vodka ed è disposto a pagarle anche 50 Euro l’una seduto al tavolo con gli amici.

    ORA SPIEGAMI PERCHE’ IO NON DOVREI VENDERGLIELE???????

    Chiedere l’eta????????????? Ne ha 20..che problema c’è. E perchè non dovrei vendergliele se è ubriaco…lui mi potrebbe risponde facilmente:” Ma che vuoi io abito qui dietro”, oppure:” mi riportano a casa”…..sono discorsi che non hanno senso…

    non è questo il punto……

    Vedo tutti i giorni le mamme che prendono i loro bambini a scuola e tornando verso casa si fermano davanti al tabaccaio e li mandano a comprare le sigarette aspettando in macchina per il parcheggio….bambini che non hanno più di 12 anni (che PROBABILMENTE fumeranno in futuro visto l’esempio della madre)…..anche il tabaccaio allora…..e il giornalaio con i giornaletti/video porno allora…..tutti…..

    Le osservazioni di Carletto sono GIUSTISSIME e le straquoto….

    E mio caro aragon…l’erba non fa male, anzi ha proprietà curative…è il TABACCO quello che ci distrugge i polmoni, proprio il tabacco quello che VENDE LO STATO…

  14. Caro pietro, l’erba non fa male, anzi ha proprietà curative…è il TABACCO quello che ci distrugge i polmoni, proprio il tabacco quello che VENDE LO STATO. Basta per favore con questi luoghi comuni. Se l erba ha proprietà curative la deve prendere chi sta male non chi sta bene. Detto questo quello che fa male è vedere ragazzini di 14/ 16/18 anni non stare bene con la propria lucidità .. forse bisognerebbe chiedersi perchè hanno bisogno di stordirsi.. sono insicuri ? sono timidi ? no stanno solo scimmiottando un comportamento che li fa sentire fichi ed apprezzati, come dicono loro “popolari”. Sono stupidaggini dell’ età che purtroppo qualcuno pagherà caro. Anche il pezzo del tabaccaio non ha senso , mio padre e mia madre fumavano come turchi, io andavo a comprare le sigarette sciolte, ovviamente ho sperimentato e alla fine ha prevalso il buon senso e praticamente non ho mai fumato. Cosi dicasi per i cannoni e per il bere.. l’unica differenza con questa generazione e che come sempre sono stati anticipati i tempi.. Comunque mentre sul fumo possiamo discutere e c è tempo per correre ai ripari, sull’alcol io andrei giù duro perchè crea veramente danni seri e irreversibili. Forse un pò di informazione non guasterebbe. le campagne che vedo sono solo sullo stato di ubriachezza alla guida e non sui danni devastanti che fa su fisici cosi giovani.

  15. @Pietro e Aragorn:
    a sostegno di quello che dice Aragorn, posso raccontare di aver visto personalmente il gestore del Pink Panter di Piazza Mancini rifiutarsi di servire birra ad un cliente già visibilmente ubriaco dicendo che per legge lui era tenuto a valutare lo stato della persona prima di somministrare alcolici.

  16. Purtroppo l’affermazione “l’erba non fa male” non è un luogo comune, è semplicemente la verità….e purtroppo chi sta male non può andare in farmacia e comprarla….mentre se mi voglio uccidere con l’alcol vado al Vini e Olii e mi compro l’impossibile senza che nessuno mi dice nulla….

    il pezzo del tabaccaio è chiaramente rivolto al fatto che i RAGAZZINI NON potrebbero comprare le sigarette ( NEANCHE SE SONO PER LA MADRE) e allora se i gestori dei locali devono chiedere ai ragazzi l’età per vendergli da bere ,perchè i tabaccai non lo devono fare??????…Perchè le sulle sigarette ci fa i soldi lo stato ( mi viene da rispondere)…..

    Forse Noir bisognerebbe chiedersi perchè vogliono essere “popolari” e perchè per esserlo devono “scimmiottare un comportamento” che porta ad assunzione di droghe (leggere e/o pesanti), al far l’alba tutte le sere e dormire poco e di giorno, all’assunzione di alcol, ma questo è niente….. ( questi erano i modi per essere fichi quando io ero giovane)…..ora la situazione è ben più complessa e più difficile da risolvere….. Comportamenti quali: “Balconing” fenomeno sociale nato in Spagna che consiste nel tuffarsi dal balcone di Hotel direttamente nelle piscina sottostanti, al “Choking game” pratica nata in America usata dai ragazzi che bloccandosi la carotide e impedendo al sangue di irrorare il cervello, una volta lasciata la presa ottengono un forte rilascio di ossigeno e conseguente forte euforia. Da chi pratica il “Surfing Car”, fenomeno che consiste nell’utilizzare il tetto della macchina come vera e propria tavola da surf a chi preferisce più romanticamente sdraiarsi sulle rotaie ferroviarie e aspettare che il treno passi sopra il proprio corpo.
    QUESTA E’ LA SOCIETA’ DI OGGI e noi over trenta ancora pensiamo al fumo e all’alcol……Questi sono i comportamenti che a me personalmente preoccupano, perchè i genitori non li conoscono e non hanno idea di come affrontarli….

  17. X Noir
    Esatto Noir, la famiglia all’italiana è proprio una ricetta come i fagioli con le cotiche.
    Vuole sapere perchè schiere di giovanissimi e non giovanissimi (tipo 30enni) stanno in giro a ponte milvio come in qualsiasi altro luogo della movida a ubriacarsi e a sfondarsi di canne? perchè questo è un paese per vecchi, protagonista attivo della società lo diventi da 35 anni in poi, prima sei considerato un ragazzino, ho 25 anni ma ho avuto la fortuna di vivere buona parte del mio tempo all’estero, i miei coetanei nel mondo hanno ruoli importanti in azienda, riescono a emanciparsi andando a vivere da soli già a 18 anni, riescono se meriteoli a laurearsi in tempo trovando occupazioni adeguate, e le famiglie invece di tenerseli stretti come dei bambolotti di winnie the pooh fanno di tutto per “responsabilizzarli” mandarli via di casa fargli fare le ossa, io come tanti altri nonostante una laurea a pieni voti e vari stage e tirocini etc. quando mi presento ad un colloquio vengo considerato come un pivello, uno sguattero da sfruttare, a malapena riesco a fare il cameriere in un bar,altro che vivere da solo. Le esperienze di vita e la crescita personale che ha maturato un ventenne all’estero è pari a quella di un 40enne italiano, non c’è da stupirsi se poi un ragazzino emula un idiota che a 40 anni va ancora a ballare nelle stesse discoteche che frequenta da 25 anni comportandosi come un piccolo briatore. In fin dei conti quest’ultimo, si è visto scippato la gioventù e ha deciso di far vedere al mondo che ha preso la sua prima busta paga decente, e che può permettersi di scialaquare soldi in droga alcool e discoteche. E’ come avere 40 anni sulla carta di identità e venti come aspettative. Poi dici che i le famiglie sono in crisi, ti credo che maturità può avere uno che fino a 35 anni si è fatto rifare il letto da mammà. Siamo una generazione a perdere, la prima dal dopoguerra che si vedrà più povera dei ppropri genitori, ci rimane solamente un immeno senso di frustrazione e di nichilismo, che non si risolverà certo con gli etilometri né con le raccomandazioni dei buoni padri di famiglia…è certamente un problema più profondo

  18. X pietro. Lo stato potrebbe fare i soldi liberalizzando la prostituzione, la droga, il gioco d’azzardo e chi + ne ha + ne metta. Stai dicendo che bisognerebbe essere + coercitivi ? Su balconing e surf car non sono + pericolosi di paracadutismo o parapendio o qualsiasi altro sport estremo è un modo per confrontarsi con i propri limiti e dà adrenalina. Ribadisco il mio concetto, quello che vediamo oggi e che ci preoccupa c è sempre stato, l’unico problema e che come sempre le nuove generazioni anticipano tutto ed è questo che ci fa nascere delle preoccupazioni, bisognerà farci l’abitudine, d’altronde se uno ha due o tre figli e normale che gli ultimo vogliono fare le cose dei loro fratelli maggiori e non puoi spiegargli che il fratello alla sua età certe cose non gli erano concesse.
    X sancho
    Non sono assolutamente d’accordo con quello che dici anche perchè questi comportamenti di cui stiamo parlando è roba importata dal mondo dei baby boomers USA e UK. Nel nostro paese non si inventa niente, non è un problema sociale ma uno scimmiottamento globale. Questi fenomeni sono stati generati proprio dal contrario di quello che tu dici e cioè grande potere e benessere dato a persone di 25/30 anni che di fatto non sapevano gestirlo. La cosa vera che dici è l’emulazione di una certa categoria genitori(non facciamo di tutta l erba un fascio), coglionazzi di 40 anni e oltre che si rifiutano di crescere, vivono la loro vità in cerca di consenso alla ricerca dell’effimero e non sono certo un buon esempio per i loro figli. Diciamo poi che in quartieri come Ponte Milvio, Parioli, vigna clara etc. per definizione e più sicuramente più facile incappare in certe tipologie di persone.

  19. Alcuni di voi – leggendo i commenti – hanno le idee leggermente confuse sul mondo notturno e su come passano il tempo i più giovani (ripeto comunque che mettere l’etichetta “giovani” su tutti quelli che passeggiano a Ponte Milvio dopo l’una è uno svarione). Dovreste prendere meno per testi sacri i servizi in TV e mollare l’ancora al barcone della supremazia generazionale passata. Possiamo parlarne per millenni, ma tanto sempre questo disturbo ci sarà. Se il problema vi appare così macroscopico e diffuso a macchia, è perché studiate la società non vivendola dal didentro ma leggendola attraverso una lente d’ingrandimento. Il mio è un consiglio, non sono certo possa funzionare, ma provate anche ad ascoltare (non sentire, ascoltare) anziché pontificare di continuo. Farebbe bene a voi e altrettanto a quei “giovanissimi” che non sapete da che parte pigliare. Siate severi e sappiate essere un punto di riferimento elastico, non un pilastro di cemento. All’osteria ci andava pure Trilussa. Firmato: un qualsiasi ventitreenne studente/lavoratore precario.

  20. Beh , francamente se penso ad imbecille che si autostrangola per poi eccitarsi alla copiosa irrorazione seguente , ad un cretino che si sdraia sulle rotaie ( ma i sassetti non danno fastidio ? ), un mentecatto che si lancia dall’alto del balcone nella piscina ( spero perlomeno nelle stagioni estive anche se poi in realtà quella invernale e vuota – se tanto mi da tanto – è sicuramente più eccitante ) , un cerebroleso che colleziona moschini ed insetti vari sulla faccia cavalcando eroico un tettuccio d’auto , beh francamente sarei portato a definire questa , una generazione di deficenti.

    ok questo mi fa capire di chi stiamo parlando….

    Continuate a fumare e sbronzarvi , fortuna che la stragrande maggioranza dei sotto-o-sopra i quaranta non sono così.

    Parlare di etica comportamentale anche nell’ambito lavorativo a questo punto mi sembra fuori luogo , veramente un bel gestore , complimenti.
    Saluti , anzi visto l’andazzo .. salute e prosit.

  21. Pietro sei tu che non sai cosa dici. Balconing è un passatempo praticato alle baleari dove ci sono strutture alberghiere che si prestano alla scopo. Si contano 4 morti. Paracadutismo di contano 25/30 morti all’anno e sono in sicurezza. Poi falla semplice si lanciano da 5/8 metri in una piscina, l’unica difficoltà, perchè spesso sono ubriachi o fatti e quella di lisciarla e schiantarsi sul pavimento, i para si buttano da 3000 metri se non si apre sei polverizzato. X favore ci mancano solo gli “Scienziati” del balconining

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