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Corso Francia, ore 8 di mattina di un giorno feriale qualsiasi

Da Giuseppe Cubasia, manager, programmatore, scrittore, opinionista attento ai problemi del lavoro e delle persone, così si definisce sul suo blog, nonché residente sulla Flaminia e quindi acuto osservatore dei fatti di “casa nostra”, riceviamo e pubblichiamo alcune sue riflessioni che prendono spunto dalla situazione del traffico a Roma Nord per poi spaziare a più ampio raggio.

Corso Francia, ore 8 di mattina di un giorno feriale qualsiasi. 4 coppie di vigili sorvegliano il traffico di poco più di un km di strada. 8 corsie di asfalto che a causa delle auto parcheggiate e delle doppie e triple file si riducono a malapena a 4, spesso meno per i continui lavori che devono essere fatti rigorosamente durante la mattina dei giorni feriali, quando il traffico è più intenso.

L’impegno dei pubblici ufficiali preposti al traffico è encomiabile, ma il risultato del loro sforzo è pari a quello di coloro che vorrebbero svuotare il mare con il secchiello.
Occorrerebbe moltiplicare con 2 zeri il numero di agenti preposti per regolare il traffico che dalle rampe del raccordo, dalla Cassia e dalla Flaminia affluisce verso corso Francia.
E neanche basterebbe, perchè senza un adeguato supporto informatico ed un centro preposto (tipo controllori del traffico aereo) l’unico risultato certo del loro impegno è l’aumento delle polveri sottili nei loro polmoni.

La situazione non migliora neanche nella vicina Vigna Stelluti dove altri colleghi lottano per impedire le doppie file che rallentano il flusso di auto verso Piazza Giochi.
E’ come voler costruire un castello di sabbia, non appena gli agenti girano le spalle altre macchine prendono il posto di quelle allontanate e si ricomincia. Anche Tantalo si sarebbe arreso davanti a tale inutile fatica.

E di chi è la colpa? Ah, io di certo non sono STATO.
E’ la mancanza d’infrastrutture che ha portato a questo stato di cose, ed in qualche modo i progetti del Tunnel di Corso Francia e del parcheggio a Vigna Stelluti cercano di andare in quella direzione.

Io di certo non sono STATO.

E se non sono STATO io di certo non lo può essere chi è stato leggittimamente eletto ed ha l’obbligo morale di pensarci.

Ponte Milvio. Ore 11 di mattina di un sabato qualsiasi. Il parcheggio che sorge al posto di quello che fu uno dei mercati più “amati” nel cuore di chi come me è nato e vive qui ha sempre qualche posto libero.
La stessa cosa non si può dire davanti all’edicola dove il parcheggio in seconda, terza fila è leggittimo in una sorta di codice omertoso in cui si sa che se oggi tocca a me rimanere chiuso, domani toccherà ad un altro essere chiuso da me.
Ed in questo ci mostriamo democratici. Non importa se sia una BMW X6, od una vecchia Fiat 500, tutti hanno lo stesso “diritto” nel parcheggiare come si addice ad un vero popolo che ha come unico valore la libertà di fare il proprio comodo.

Il marciapiede del Gian Fornaio accoglie un mercato pittoresco che nulla ha da invidiare a quello di Tripoli o di qualche città araba i cui abitanti stiamo cercando di respingere con cosi tanta foga proprio in questi giorni.
Oltre alle bancarelle di frutta e verdura, ci sono quelle di vestiti, oggettistica per la casa, detersivi, bigiotteria ed occasionalmente anche banchetti politici ed a turno c’è chi abusivamente appende manifesti e chi volontariamente li pulisce.

Se abbiamo un motivo per prendercela con i “clandestini” non è certo per il loro stile di vita senza regole e confusionario. Anche noi, che viviamo nei quartieri benestanti”, come li ha definiti Repubblica non ci facciamo mancare nulla!
Dalle telecamere che inattive da un anno fanno bella mostra di se sul piazzale agli attentati ai consiglieri municipali, ai topi che di notte banchettano in piazza sui resti della movida.

Ma a noi, cosa importa. Noi non siamo STATI.

Non sono STATO io che ho pochi fondi per far rispettare poche regole di civile resistenza.
Non sono STATO io che ho fatto si che la situazione a Roma degli Asili nido sia tragica, appena il 40% di coloro che fanno domanda possono sperare di avere accettata la loro domanda, ma moltissimi neanche la fanno la domanda, condannando le nostre donne, le nostre mamme, a scegliere tra carriera od un figlio, tra l’essere mamma od avere un lavoro.

No, non sono STATO io.
Ed allora perchè me ne vergogno ?
Giuseppe Cubasia

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5 COMMENTI

  1. Intervengo perchè voglio complimentarmi con l’autore di questo articolo. non sono romano e un giorno ho deciso di “fermarmi” qui perchè oltre al lavoro, mi dicevo, c’è una citta bellissima e viva, caciarona e non casinara, coraggiosa e “apripista” su molti fronti. Era il 2001 e io ero 30enne.. Dieci anni dopo, questa Roma non la sento più mia. Mi è sfuggita dalle mani e non per colpa mia. La città si è impoverita culturamente e socialmente. E si è arricchita solo di violenza, arroganza e sporcizia.
    Un vero peccato, una città tra le più belle al mondo che si sta lasciando andare così. La sua gente assiste quasi impotente al disfacimento morale. Che senso ha rifare la stazione tiburtina, presentarla al mondo come un gioiello architettonico e poi vederla sporca di bottiglie, lattine e feci come quando era una stazione decrepita. Svegliamoci tutti magari inziando a cambiare i politici che ci governano.

  2. Ciao a tutti,
    è il primo post su questo sito, ma sento che devo proprio farlo. Abito in Via Bevagna 3 angolo Via Flaminia Vecchia proprio di fronte alla Chiesa/Scuola del Gesù e Maria e passo tutti i santi giorni nei posti descritti qui sopra. Non credo che l’impegno dei vigili sia encomiabile, visto che non dirigono il traffico, ma lo “sorvegliano” e basta; per il resto sono ASSOLUTAMENTE d’accordo con l’autore dell’articolo.

    Se posso aggiungere una situazione drammatica si presenta tutti i giorni 2 volte al giorno su Via Flaminia Vecchia angolo via Bevagna all’entrata e all’uscita della scuola dalle 8-9 e dalle ore 13:00-14:00. Considerando che i vigili passano alle 11:30 e alle 15:30 (e quindi non controllano l’entrata e l’uscita della scuola) e che NON CI SONO parcheggi BLU su tutta Via Bevagna e che in quel tratto di strada normalmente ci passano i pullman che si recano all’hotel
    Fleming e se ci aggungiamo il fiorario e le bancarelle che stazionano IN MEZZO ALLA STRADA (Malandra, il fiorario o il venditore di Frutta e Verdura Ambulante) come può un RESIDENTE usare la macchina al FLEMING????????????

    Se ci aggiungo le macchine parcheggiate in II fila dai commercianti che pretendono di parcheggiare davanti al loro negozio e aspettano finchè “quel” posto si liberi e se ci aggiungo lo scarico e carico merci di Giovannetti Mobili (Negozio di cucine in via bevagna 11)

    FATE VOBIS…..

    ma io non vedo l’ora di andarmene…..e ho 29 anni….

  3. Come cda anch’io sono stato adottato da questa città e confesso che mi aspettavo molto di più, soprattutto mi aspettavo, rispetto al sud da dove arrivo, meno omertà, meno lassismo, meno accettare perchè tanto funziona così.
    Penso che il problema di Roma siano le infrastrutture, ma non i parcheggi o i vigili, è ridicolo che una capitale così grande abbia solo due metropolitane. Il paragone con Londra, Parigi, Madrid, sarebbe improponibile, ma anche città come Atene ne hanno di più. La macchina dovrebbe essere un mezzo alterrnativo, non indispensabile, dovrebbe servirci per il sabato sera e non per andare a lavoro tutti i giorni. Ci facciamo intimidire dai giornali e TG che ci parlano di violenze, immigrazione, e ci accontentiamo che mettano 500 militari vicino alla metro, quando servirebbe altrettanti vigili in giro.
    Detto questo, penso che ho cambiato una volta per migliorare, ciò non è accaduto, mi toccherà cambiare di nuovo sperando che più ci si allontana dall’equatore, più le cose dovrebbe funzionare meglio.

  4. Ma nessuno ha proposto qualcosa.
    Per esempio andare a fare la spesa a piedi?Usare i mezzi?Ponte Milvio è tra le zone meglio servite, c’è pure un piccolo autobus che fa il giro del quartiere per dare a tutti gli abitanti la possibilità di dirigersi verso il mercato comunale di via riano, qualcuno di voi lo ha mai visto?
    Gli adottati di questa città per andare a bere un aperitivo a ponte milvio prendono la macchina dal Fleming?
    e ci vogliamo ancora lamentare, dei vigili, dei servizi, dei trasporti?
    avete mai preso una bicicletta per muovervi in questa città?

    ‘Ma no, non sono STATO io a rendere questa città sporca, maleducata, incivile ed arrogantemente presuntuosa: ma scherzi io? io me ne voglio andare da questa città figurati se sono STATO io.’

    Se i bambocci di Fleming e Vigna Clara guidano da cani le loro macchinette non sarà colpa della mal – educazione dei genitori?

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