Home AMBIENTE L’oasi di Grottarossa tra traffico e discariche abusive

L’oasi di Grottarossa tra traffico e discariche abusive

Chi percorre Via di Grottarossa in direzione di Via dei Due Ponti, all’altezza del mercato e della “strada di fondovalle”, sulla sinistra trova l’ingresso al Parco della Pace (o Parco Papacci); l’entrata in muratura piuttosto dimessa con scritte che inneggiano ad Amanda Knox e Mahamud Ahmadinejad lasciano immaginare, a chi non lo conosce, che si tratti del solito “sfigatissimo” giardinetto di quartiere. E invece una volta varcato l’ingresso, come d’incanto, ci si ritrova all’interno di un parco che non ha nulla da invidiare alla grandi ville cittadine.

Al suo interno, è vero, non ci sono “giardini all’italiana” ma la piacevolezza del luogo è nell’andamento naturale del terreno che si incunea in un delizioso valloncello.

[GALLERY=1396]

Il Parco della Pace, compreso tra Via di Grottarossa, Via Veientana e il Viale Settimia Spizzichino è una striscia di terreno larga circa 200 metri e profonda seicento; mentre sul lato sinistro è stata ricavata l’area giochi per i bambini sulla destra è stato realizzato un ampio recinto per i cani.

Il terreno, restringendosi al centro, degrada verso il basso e un ampio viale lastricato porta nella parte pianeggiante dove è stato allestito un campo di calcio.

La vegetazione è piuttosto varia perché i prati si alternano a macchie di bosco costituito da sughere, lecci e alberi di Giuda; lungo i viali e sui prati vi sono numerose fontanelle e alcuni caratteristici “gazebo” in legno.

Lo stato di salute del Parco della Pace è decisamente buono; anche se comincia a mostrare i segni del tempo (a risentirne sono soprattutto le strutture fisse come panchine, giochi, recinzioni e il “Percorso Vitae”) non presenta situazioni di particolare degrado: in questi giorni è in corso l’attività di potatura delle piante di alto fusto.

[GALLERY=1397]

Se si percorre tutto il parco, oltrepassato il campo di calcio, si arriva ad un secondo accesso che affaccia sulla Via Veientana; i terreni sono in parte recintati per l’attività straordinaria di manutenzione e valorizzazione dell’area archeologica mentre poco più avanti è in corso la piantumazione dei versanti collinari.

Tutto questo lascia supporre che il progetto di mettere in collegamento i due parchi, quello della Pace e il Volusia, non sia più una semplice ipotesi; qualora questo avvenisse gli abitanti di una delle zone a più alta densità abitativa di Roma Nord avrebbero a disposizione una grande area verde e vedrebbero scongiurato, per sempre, il rischio di nuove edificazioni.

La piacevolezza del luogo termina ovviamente oltre l’ingresso secondario dove un cartello sbilenco è l’annuncio di quello che è possibile trovare poco più avanti.

[GALLERY=1398]

La Via Veientana, che si incunea sotto un cavalcavia del GRA e dirige verso la Via Giustiniana, come tutte le strade secondarie di Roma è uno dei luoghi dove depositare rifiuti: questa volta non in quantità industriali ma sufficienti a far storcere il naso.

Copertoni, calcinacci, vecchi elettrodomestici sono il naturale corollario a questa sterrata che confina con il nascente Parco di Volusia e luoghi di grande fascino come l’Ospedaletto Annunziata dove sorgono i resti di una villa con cisterna del II-I secolo a.C.

[GALLERY=1399]

Se invece decidiamo di piegare sulla destra, costeggiando il fosso del Fontaniletto, la situazione ci appare in tutta la sua drammaticità perché ci troviamo in presenza di una interminabile discarica abusiva.

Terminato il tratto asfaltato con belle ville, tracce di antiche strade romane e perfino una Scuola per i dipendenti dell’Amministrazione pubblica, la sterrata con fango e ampie buche, è tappezzata di rifiuti e calcinacci.

E’ una delle tante contraddizioni di questo incredibile paese: la bella campagna romana che nel passato dozzine di artisti e poeti (per lo più stranieri) hanno decantato e illustrato con poemi e acquerelli oggi è sfregiata da un lungo nastro di sporcizia.

[GALLERY=1400]

I Comitati di zona più volte hanno denunciato la situazione di grave degrado con i conseguenti rischi per la salute pubblica (i rifiuti costeggiano il fosso e i campi coltivati) e lo hanno fatto rivolgendosi al Comune, all’Ufficio Decoro Urbano, all’ARPA e al Municipio ma senza alcun risultato tangibile.

Si tratta di tonnellate di rifiuti e di materiali inerti provenienti da vivai e cantieri che anziché smaltire i materiali in discarica, nottetempo, vanno ad arricchire il paesaggio della Valle della Crescenza, in pieno Parco di Veio.

Percorrere la lunga sterrata disseminata di grandi buche e dossi riporta alla mente gli innumerevoli servizi di Report o Striscia la Notizia girati nelle tristi e degradate campagne del napoletano o del casertano: invece siamo nella parte Nord della Capitale, tra il Parco Urbano dell’ Inviolatella Borghese e le grandi tenute agricole caratterizzate da siti di interesse storico come Torre Annunziatella o il Castello della Crescenza.

[GALLERY=1401]

Solo osservando una carta topografica o una carta turistica ed escursionistica della zona si può capire la grande fortuna che hanno i residenti di questo quadrante cittadino pressato da un traffico insostenibile: parchi, riserve naturali, tenute agricole, campi da golf e giardini. Un enorme polmone verde in grado di contrastare gas di scarico e polveri sottili.

Un bene che dovrebbe essere difeso, da tutti indistintamente, con grande determinazione.

Nella stessa zona, a poche decine di metri dal fosso e dai rifiuti, sono in corso i lavori per la realizzazione del grosso collettore fognario: e allora, approfittando dell’ennesimo cantiere, che cosa si aspetta a bonificare questa vergognosa discarica?

Francesco Gargaglia

© riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

Visita la nostra pagina di Facebook

1 commento

  1. Ho provato a portare una lucidatrice all’oasi cosidetta ecologica dell’Olgiata e mi è stato risposto che dovevo portarla a tor di quinto!! Trenta km tra andata e ritorno! Con tutti i soldi che l’AMA riscuote da ogni appartamento non sono manco capaci di tenere aperto qualche centro di raccolta di rifiuti!
    Questa è la cosa veramente incivile e vergognosa.
    Come si può pretendere che la gente migliori se questi sono gli esempi che vengono da chi comanda?

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome