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Flash mob a Cesano contro le antenne di Radio Vaticana

Una foto collettiva contro Radio Vaticana, questa l’ultima iniziativa del Comitato Bambini Senza Onde per sensibilizzare la popolazione sul tema dell’inquinamento elettromagnetico. Un decennio di calvario giudiziario concluso con una prescrizione. Un decennio di parole e una fotografia: insieme per non dimenticare, uniti sullo sfondo di quelle antenne che da sole bastano a ricordarci che la battaglia per il diritto alla vita non può e non deve fermarsi.

Sabato 2 aprile più di duecento persone hanno voluto partecipare all’iniziativa, dimostrando, come già era stato per la manifestazione del 24 febbraio davanti al Palazzo di Giustizia, che nonostante il silenzio di molti organi di informazione – silenzio cui si sostituisce talvolta una copertura informativa del tutto insufficente e inadeguata alla gravità della situazione – quella delle radiazioni di Radio Vaticana resta una problematica sempre urgente e attuale.

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Poco più di un mese è passato dalla prescrizione che riconosceva la responsabilità della stazione radio sui numerosi casi di linfomi, mielomi e leucemie che hanno colpito gli abitanti dei centri che sorgono nei dintorni degli impianti di Radio Vaticana.

Una prescrizione che salva i responsabili da una condanna diretta, e accolta “con rammarico” dai rappresentanti della Santa Sede che in dieci anni hanno rifiutato ogni dialogo diretto con i membri dei Comitati.

“Secondo una perizia dell’Istituto dei tumori di Milano sono oltre duecentoventi i morti per colpa dell’inquinamento elettromagnetico di Radio Vaticana – afferma a VignaClaraBlog.it Fabio Rollo, del Comitato Bambini Senza Onde e fra i promotori dell’iniziativa – famiglie che hanno passato anni nelle corsie degli ospedali, mentre il percorso giuridico procedeva sempre più lento. Ora, tra circa un mese sopravverranno i termini di prescrizione, ma la nostra battaglia andrà avanti lo stesso e proseguirà anche attraverso strumenti semplici come questa foto.”

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Quello della prescrizione per il processo in sede penale è un rischio concreto. La perizia ordinata nel 2003 dal gip Zaira Secchi, affidata al dottor Andrea Micheli e messa agli atti nel luglio 2010 ha infatti richiesto molto tempo. Ma in questi sette anni di studi è stata esclusa ogni altra forma di inquinamento ambientale – che non fosse quello delle antenne di Radio Vaticana – cui far risalire la causa degli oltre duecento morti e del numero esorbitane di malati di leucemia, linfomi e mielomi che intorno all’impianto radio è sei volte superiori al resto d’Italia.

“La Cassazione il 24 febbraio ha stabilito che le persone che hanno portato avanti il processo in sede civile per getto pericoloso di cose devono essere risarcite dai danni subiti – continua Rollo – queste persone non vogliono soldi dallo Stato Vaticano, per loro è importante che più avanti i cittadini si costituiscano in gruppi e denuncino Radio Vaticana per le molestie subite: dalle interferenze sugli apparecchi elettrici alle insonnie e ai mal di testa.
Attraverso tutti i mezzi è necessario raccogliere i nomi di persone che si sono ammalate o che subiscono molestie da parte di Radio Vaticana.
Sono passati undici anni da quando alcune famiglie hanno avuto il coraggio di denunciare questo fatto, dopo undici anni è necessario far ripartire questa battaglia, non solo nelle aule dei tribunali ma per le strade dei nostri quartieri bombardati dalle antenne di Radio Vaticana.”

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Più di duecento persone con indosso una maschera – perché la malattia colpisce tutti, indistintamente – hanno prestato il proprio corpo per gridare la loro verità, affidata a un grande striscione: “Radio Vaticana ci uccide”. Comunque andranno le cose, se mai di riuscirà a veder condannata – questa volta senza prescizioni – la responsabile diretta di una strage, quella foto resterà agli atti di una battaglia lunga, difficile e necessaria.

Adriano Bonanni

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1 commento

  1. Ma la giustizia italiana dov’è??? Possibile che si deve sottostare ai soprusi di chi esalta tanto il concetto di dignità umana e poi calpesta quotidianamente i più elementari diritti umani!? Ipocriti loro ma più ancora le Autorità che tacciono…

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