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Abusivismo edilizio a Roma: il record nel XX Municipio

Il record dell’abusivismo spetta al territorio del XX Municipio, uno dei più ambiti per gli speculatori edilizi“. Con questa emblematica frase si chiude uno dei tanti articoli di questi giorni apparsi sui media nazionali. Sarà perché questa parte della Capitale si presenta ricca di aree verdi ed aperte, di parchi ed ampie vallate. Qualunque sia la ragione, quel che è certo è che Roma Nord non è rimasta estranea alle storie di abusivismo edilizio. Anzi. Sembra che, proprio grazie alle sue caratteristiche, il territorio appartenente al XX Municipio sia uno dei più amati dagli speculatori. Qui, spesso, la vegetazione diventa ottima alleata consentendo di costruire, tra un albero e l’altro, strutture imponenti e, perché no, lussuose abitazioni completamente fuori legge.

Gli Abusi

Nelle ultime ore Roma è finita agli “onori” della cronaca per la sua incredibile storia di abusi edilizi. Nomi noti, e non solo, che hanno costruito, sopraelevato, ampliato senza poterlo fare, in molti casi in zone dove i limiti all’edificazione sono strettissimi, e si sono poi autodenunciati pur sapendo che gli abusi in questione erano insanabili.
E, cosa ancora più eclatante, sembra che il Comune di Roma, a conoscenza delle oltre 12mila domande di condono respinte perché insanabili, non abbia provveduto all’abbattimento dell’abuso o alla sua acquisizione, come previsto dalla legge. Dallo scorso marzo neppure una notifica è stata inoltrata.
Ma procediamo con ordine.

Le 12.315 domande respinte

Ad accendere i riflettori su questa vicenda il quotidiano La Repubblica che venerdì 11 marzo ha pubblicato un articolo nel quale ha svelato la “lista nera” degli abusi edilizi conservata per mesi negli uffici del Campidoglio.
Ben 12.315 casi che vedono come protagonisti nomi noti appartenenti al mondo dello spettacolo, dello sport, dell’imprenditoria. Ma anche istituti religiosi, professionisti e, dulcis in fundo, il Comune stesso.

Proprio così. Sembra che il Comune abbia provveduto alla realizzazione di un’opera abusiva in via del Fontanile di Mezzaluna, proprio nel parco del Litorale romano, e si sia poi chiesto da solo il condono, consapevole di non poterselo concedere dal momento che gli abusi nei parchi della Capitale non sono sanabili. Lo dice la legge 12 del 2004 della Regione Lazio: “Gli abusi realizzati nei parchi e nelle aree naturali protette non sono sanabili“.

Il condono edilizio del 2003

L’elenco degli abusi finiti nel mirino della Procura di Roma, e contenuti in due cd conservati negli uffici del Comune, si riferisce al condono edilizio del 2003, il terzo concesso dallo Stato dopo le sanatorie del 1985 e 1994. Sono state 85mila le richieste di condono arrivate al Comune di Roma. L’incarico di valutarle è stato affidato alla società privata Gemma Spa. Così, tra il 2003 e il 2005, grazie a una fotografia aerea, la società ha compiuto una dettagliata mappatura dall’alto dell’intera città.

Secondo quanto raccontato da La Repubblica, lo scorso giugno, poco prima che le venisse ritirato il mandato, la società ha fatto pervenire sulla scrivania del sindaco Gianni Alemanno l’elenco delle domande da respingere. Domande presentate oltre i termini previsti dalla legge 326/2003, ossia la normativa sul condono che concedeva la possibilità di sanare solo gli abusi ultimati prima del 31 marzo 2003. Un elenco corposo, contenente oltre 12mila opere abusive.

Una cifra che sembra ancora più incredibile se si considera il fatto che Gemma Spa non era arrivata ad esaminare neppure la metà delle 85mila domande pervenute. E un elenco nel quale figurano tanti nomi noti ed illustri.

Dal presidente di “Palomar-Endemol” Carlo Degli Esposti a Federica Bonifaci, figlia del costruttore ed editore de Il Tempo Domenico Bonifaci; dagli istituti religiosi alle cliniche private, alle aziende comunali di servizio pubblico; dalla conduttrice televisiva Barbara d’Urso al calciatore Dejan Stankovic, che all’Olgiata, a Roma Nord, ha aggiunto alla sua villa con piscina un fabbricato, che secondo le foto aeree del giugno/luglio 2003 non esisteva.

Gli abusi edilizi nel XX Municipio

E proprio il quadrante Nord della città non è affatto estraneo al, chiamiamolo, malcostume degli abusi edilizi. Sempre grazie alla fotografia aerea effettuata da Gemma è stato possibile constatare abusi compiuti all’interno del Parco di Veio, nel cuore della Giustiniana che sembra essere la via più “abusata” della Capitale.

Ecco dunque il caso di una piccola costruzione in disuso che è stata trasformata in un’abitazione di ben 150 metri quadrati; un’operazione che ha comportato l’abbattimento di tre alberi e che ha violato gli stretti vincoli edilizi del Parco.

E quello della casa vuota, ingrandita e diventata una villa con tanto di piscina, giardino e deposito. Per non parlare dell’abuso a nome di Acea Spa, società per metà di proprietà proprio del Comune di Roma. Ma gli abusi edilizi di Roma Nord non si fermano qui.

Come se non bastasse, anche l’attuale sede del XX Municipio, in via Flaminia 872, comparirebbe nella “lista nera”. Come riportato da Il Corriere della Sera, nell’elenco delle oltre 12mila domande di condono respinte risulterebbe, infatti, anche la municipalizzata “Risorse per Roma” che, da gennaio, ha proprio il compito di occuparsi delle pratiche di condono al posto di Gemma Spa.
A quanto pare qualche anno fa “Risorse per Roma” ha chiesto il condono per la sede di via Flaminia, venduta nel 2007 all’immobiliarista Domenico Bonifaci il quale, a giugno del 2009, l’ha affittata al XX Municipio, che ha trasferito lì la sua sede. Secondo quanto emerso dalle fotografie aree, nel 2000 il palazzo presentava solo una torretta centrale, mentre nel 2004 appare con un manufatto quadrato di colore scuro.

Le indagini della Procura

Ora la Procura di Roma ha per le mani 5mila pratiche, presentate nel 2003 e respinte perché fuori termine, sequestrate giorni fa nell’Ufficio condono edilizio del Campidoglio.

Si è aperto così un nuovo filone di indagine sugli abusi edilizi nella Capitale, legato a quello degli abusi effettuati da nomi noti e a quello delle oltre 12mila domande rigettate da Gemma Spa perché fuori termine. Il nuovo filone di indagine è stato affidato al pm Nicola Maiorano e all’aggiunto Nello Rossi.

L’ipotesi di reato per la quale la Procura di Roma ha deciso di avviare nuove indagini è accesso abusivo a sistema informatico del Comune di Roma. A quanto pare, infatti, il sistema informatico del Campidoglio per la gestione dei condoni presenterebbe numerose falle grazie alle quali sarebbe possibile entrare nei database e cambiare i dati senza lasciare alcuna traccia, condonando così abusi in realtà mai sanati.

Risale ai giorni scorsi un primo rapporto del Gruppo anticrimine tecnologico della Guardia di Finanza consegnato ai magistrati, che al momento indagano contro ignoti, secondo il quale il sistema informatico del Campidoglio non è impermeabile ad eventuali accessi abusivi. E’ stato l’amministratore delegato di Gemma Spa, Renzo Rubeo, a denunciare lo scorso giugno la presunta intrusione nel sistema informatico del Comune di Roma.
A quanto pare Rubeo aveva scoperto che alcune pratiche erano state cambiate in corso d’opera.

La posizione del Comune

Dopo le sconcertanti rivelazioni della stampa anche il Campidoglio avrebbe avviato delle verifiche per capire se negli uffici ci sia effettivamente traccia di quelle 12.315 domande rigettate dalla società Gemma.

Alla cronaca romana de Il Corriere della Sera l’assessore all’Urbanistica Marco Corsini ha detto: “Noi, come assessorato, non abbiamo mai saputo di quei dischi. E, da parte mia, ho sempre dato disposizione perché si andasse avanti con le pratiche di rigetto, con priorità a quelle che interessano dei parchi“. Però l’elenco esiste e i fatti sembrano parlare chiaro.
Un nuovo articolo de Il Corriere della Sera di domenica 13 marzo  parla di alcuni documenti, ossia di alcune lettere inviate al Comune da Gemma, tra il marzo e il maggio del 2009. Parole e dati che parlano chiaramente di abusi edilizi “ricadenti” nei parchi e quindi, “secondo quanto previsto dalla norma“, “soggetti a reiezione“; e di “pratiche fuori termine“.

Sta assumendo i contorni di un vero e proprio giallo la vicenda che è già stata battezzata “Condonopoli” e quel che sembra certo è che a Roma la lotta agli abusi è ferma.

Lo sostiene anche Massimo Miglio, il geometra che dal 1998 al 2008 è stato alla guida dell’ufficio antiabusivismo del Comune di Roma. Intervistato dal quotidiano La Repubblica, Miglio ha spiegato che la città è “fuori controllo“, che la lotta agli abusi è “rallentata moltissimo” e che “l’ultima demolizione è datata aprile 2010“.

Quella fotografata da Miglio è una situazione davvero preoccupante. Al quotidiano il geometra ha, infatti, spiegato: “La relazione pubblicata alla fine del 2010 dalla Regione ci dice che, solo nella Capitale, ci sono 6 abusi edilizi al giorno. Per quel che mi è dato sapere, in tutto il Lazio esistono 10 milioni di metri cubi di costruzioni abusive“. Miglio oggi non si occupa più di abusi edilizi e condoni, ma a proposito di quanto emerso ha detto: “Non so cosa abbia impedito le demolizioni in quest’ultimo anno. So solo che in precedenza c’era un interesse molto forte verso questo tema“.

Uno scandalo

A quanto pare, dunque, Roma sembra essere caduta in pieno in uno scandalo dai contorni poco definiti e dalle molteplici sfumature. E se l’intera città ne è coinvolta, casi emblematici caratterizzano il suo quadrante Nord, con le sue strutture imponenti ed i suoi villoni che spuntano e crescono come funghi in aree dove sussistono stretti vincoli edilizi.

Quella fatta emergere dalla stampa in questi ultimi giorni è una realtà sulla quale è bene accendere i riflettori e mantenere alta l’attenzione. Perché illegalità ed edilizia scriteriata non si impossessino in modo definitivo del territorio capitolino e soprattutto del nostro, quello di Roma Nord.

Stefania Giudice

© riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

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7 COMMENTI

  1. Il Comitato per Via Gradoli, come sua abitudine, attende il compimento dell’attività di verifica delle altre forme di abusivismo più nascoste e sotterranee presenti nella strada.
    Qualora fosse necessario, sarà pronto a rilanciare sul tappeto la questione della legalità in ambito edilizio.

  2. E non dimentichiamoci di via dei due Ponti dove l’abusivismo è di tutti tipi: abitativo, artigianale,commerciale….una sorta di caleidoscopio della illegalità nei confini del Parco di Veio. E il municipio, il comune, gli organismi deputati a intervenire guardano da lontano, da molto lontano….

  3. In questo articolo si parla di oltre 12.000 abusi edilizi.
    Ma si sta parlando soltanto delle “auto-denunce”, cioè delle domande di condono respinte perché insanabili.
    Considerata la disponibilità del Comandante del XX Gruppo di PM, mi piacerebbe leggere sul sito di VCB, il numero di abusi riscontrati e verbalizzati, dal 2003 ad oggi, dalla Sezione “Polizia ambientale e sociale” del XX Municipio nella sua funzione di vigilanza e controllo in materia edilizia-urbanistica, così da avere un quadro più completo del fenomeno.

  4. Sono mesi che mi domando cosa succede nelle aeree verdi che precedono l’ospedale sant Andrea percorrendo via di grottarossa venendo dalla via Flaminia .la parte maggiore di un pascolo e stato completamente stravolto.E’ vero si e’ allargata la strada, ma in entrambi i lati scavi , alberi abbattuti senza alcuna autorizzazione. La pista ciclabile che finisce contro i cactus di una villa e’ rimasto uno spezzone in abbandono,che ha provocato solo un forte restringimento della strada senza alcuna utilità. In un paio di anni hanno costruito una rotonda , molto utile di giorno, ma poco visibile di notte.
    In fondo alla scarpata, vicino al campo di golf , stanno costruendo ville.
    E andando verso il centro, quelle casette in abbandono, sono diventate in brevissimo tempo 3 villini,mentre tutto i torno c’e un gran lavoro di allineamento della vallata al piano strada. Anche sull ‘altro lato della strada, ho visto due giorni la terra sventrata, prima e dopo quella grande e unica casa sul lato del c. Di golf. C’e qualcuno che sa darmi notizie? Si può fare qualcosa per salvare questo angolo di terra dalle grinfie della solita speculazione?grazie Luisa

  5. premetto che non abito a Roma ma quello che ho visto qualche giorno fa in Via Saronno ha davvero dell’incredibile: una strada pubblica fatta diventare privata ed il cui accesso è regolamentato da un cancello!!!!!!!! il tutto a beneficio dei condomini che abitano in una parte del comprensorio. E’ assurdo che si possano fare dei colpi di mano di questo genere senza che il Comune intervenga. Una disposizione di traffico limitato ai residenti emessa dal dirigente comunale preposto non può trasformarsi in una disposizione di traffico esclusivamente ai condomini con tanto di cancello e di divieti di sosta ai non condomini. Non capisco perchè gli agenti di PM non abbiano mai rilevato tale abuso o forse vi è anche la condiscendenza degli organi preposti alla sorveglianza? mi auguro che diate un pò di pubblicità a questo caso di evidente prepotenza da parte di persone che ritengono di poter fare quello che vogliono in barba alla povera gente, ma soprattutto mi auguro che il XX municipio rimetta le cose a posto. grazie Antonella

  6. … si fa sempre una gran bella figura a parlare di legalità, ma…..
    Sulla via Braccianese, nel pieno della campagna romana, stanno spuntando agglomerati di palazzoni che sarebbero brutti pure al tiburtino 3°, figuriamoci tra i casolari ed i pascoli della Braccianese. Sono una ferita per il paesaggio, il primo passo per una devastazione senza ritorno, ma hanno tutte le coperture della legalità formale, tutte le carte in regola. Queste sarebbero le cose da combattere. Che mi importa a me se un contadino si fa un paio di stanzette in più su un casolare?
    Un mio conoscente, in zona prima porta, ha una casetta ad un piano coperta da un terrazzo, senza tetto. Intorno gli stanno costruendo palazzi a 4 e 5 piani, ma lui non riesce a coprire la sua casa con un tetto spiovente alto al centro poco più di due metri!!
    Sbaglierò, ma questo legalitarismo solo formale proprio non rieso a mandarlo giù.
    Cari saluti
    Francesco

  7. Seppur contrario all’abusivismo, in quanto ritengo che il rispetto delle norme che regolano la convivenza civile sia uno dei segni di maturità di un popolo, tuttavia mi sembra che il caso esposto nel post di Francesco Cardellini sia meritevole di riflessione.
    Molto spesso edifici regolarmente costruiti imbruttiscono e violentano paurosamente il paesaggio, mentre edifici abusivi sono, invece, inseriti armoniosamente.
    Personalmente tra una copertura a terrazzo e una copertura a tetto, preferisco la seconda. Ma il gusto e i canoni estetici sono personali ?

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