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Farnesina – Inaugurato il busto di Alexander Dubček alla presenza del Capo dello Stato

Alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano alle 11 di oggi, giovedì 20 gennaio, è stato scoperto il monumento, opera dell´autore slovacco Igor Mosny, dedicato ad Alexander Dubček, il padre del socialismo dal volto umano, il protagonista della Primavera di Praga che fu repressa nel 1968 con i carri armati del Patto di Varsavia. La cerimonia si è svolta nello slargo di via dei Colli della Farnesina, nei pressi del Ministero degli Esteri, da oggi denominato Largo Bratislava.

Oltre al nostro Capo dello Stato erano presenti il ministro Franco Frattini, la presidente della Regione Lazio Renata Polverini, il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Per la Repubblica Slovacca, l’Ambasciatore Stanislav Vallo, il Vicepresidente del Parlamento Pavol Hrusovsky, il portavoce del sindaco del Comune di Bratislava ed i due figli di Dubcek, Pavol e Peter.

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“Il fatto che ci ritroviamo insieme dimostra come antiche contrapposizioni ideologiche siano state superate e davvero ci siano le basi affinché in Italia ci si riconosca in un insieme di valori comuni, quelli in cui si è riconosciuto a suo tempo anche Alexander Dubcek”, ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

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Ha aggiunto inoltre: “E’ importante che i rappresentanti della Repubblica slovacca e della Repubblica italiana, per la quale hanno parlato il sindaco di Roma Gianni Alemanno ed il ministro degli Esteri Franco Frattini, si siano ritrovati in un giudizio che valorizza, come è giusto, la personalità di Dubcek, che è stato davvero un campione degli ideali di libertà ed anche di autonomia e di indipendenza nazionale.”

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Nel suo intervento, il Ministro Frattini ha condiviso quanto espresso da Giorgio Napolitano sottolineando come oggi sia possibile “ritrovarsi in valori condivisi, a prescindere dagli schieramenti politici di provenienza, identificandosi pienamente con l’identità più alta e universale del liberalismo e della democrazia”. Il Ministro ha ricordato poi che “la repressione della Primavera di Praga rinsaldò l’opinione pubblica italiana nello sdegno per l’invasione da parte dei paesi del Patto di Varsavia” evento che “spinse anche il Partito Comunista Italiano a esprimere il suo grave dissenso mentre il Parlamento italiano fu unanime nella condanna dell’aggressione e nella solidarietà al popolo cecoslovacco”.

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Dubcek e l’Italia

I legami tra Dubcek ed il nostro paese risalgono ai giorni della cosiddetta Primavera di Praga che riscosse enormi consensi nell’opinione pubblica italiana la quale, in occasione dell’occupazione da parte del Patto di Varsavia, si schierò tutta dalla parte dei cittadini oppressi.
Nel 1988 L’Università di Bologna conferì a Dubcek la Laurea ad honorem. In occasione del suo viaggio in Italia fu accolto con entusiasmo in tutte le città visitate, da Perugia a Roma, da Milano a Venezia.
Nel marzo 1991 ricevette dal Presidente Francesco Cossiga titolo e insegne di cavaliere di Gran Croce della Repubblica italiana.
20 mesi dopo, il 7 novembre 1992, Alexander Dubcek morì a causa delle ferite riportate in un incidente stradale. Aveva 71 anni.

Edoardo Cafasso

«La democrazia non è solamente la possibilità ed il diritto di esprimere la propria opinione, ma è anche la garanzia che tale opinione venga presa in considerazione da parte del potere, la possibilità per ciascuno di avere una parte reale nelle decisioni.» (Alexander Dubcek)

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4 COMMENTI

  1. Proporrei di promuovere una inaugurazione ogni 2-3 mesi.
    Così vedremo, come è successo in questa occasione, la zona intorno (parcheggi lato est Farnesina, ecc.) più pulita.
    Non si vedevano da tempo tanti operatori ecologici nella zona!
    Grazie Dubcek, anche da morto riesci a far del bene alla collettività

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