Home ATTUALITÀ Cassonetti gialli – Giacomini: “Monsignore dice il falso, pronta la revoca dell’autorizzazione”

Cassonetti gialli – Giacomini: “Monsignore dice il falso, pronta la revoca dell’autorizzazione”

“E’ falso, lo smentisco”. Così dichiara a VignaClaraBlog.it il presidente del XX Municipio, Gianni Giacomini, in risposta alle affermazioni fatte da Monsignor Giacalone nell’intervista rilasciata oggi a Fabrizio Peronaci del Corriere della Sera. “E’ falso, la mia segreteria non ha preso alcuna iniziativa, tanto meno quella di richiedere al Monsignore un’appendice di documentazione per sistemare la situazione”. S’ingarbuglia la vicenda, i nodi s’infittiscono anziché sciogliersi.

In una disinvolta intervista pubblicata oggi, lunedì 6 dicembre, a Fabrizio Peronaci che l’incalza su come abbia reagito alla denuncia capitatagli fa capo e collo, Monsignor Lucas Rocco Massimo Giacalone dichiara: “niente paura, è tutto a posto. La segreteria del presidente Giacomini mi ha fatto presentare un’integrazione alla documentazione che è stata già protocollata”.

Intervistiamo Gianni Giacomini nell’aula Consiglio del XX Municipio e gli chiediamo cosa ci sia di vero. “Nulla di nulla – esclama contrariato – quanto affermato non corrisponde al vero, alla mia segreteria non è giunto nulla né abbiamo chiesto nulla. Anzi, posso confermare una cosa: Il Direttore del Municipio ha già firmato o sta per firmare la revoca della concessione. Questi 60, 80, dicono addirittura 100 cassonetti devono sparire dal territorio”.

“E’ necessario chiarire – ci spiega il presidente – che il XX Municipio ha rilasciato esclusivamente un’autorizzazione all’occupazione di suolo pubblico e non alla raccolta degli abiti usati. L’autorizzazione dice infatti che la stessa è subordinata all’acquisizione di tutti i nulla osta previsti dalla vigente normativa. Era cura di Monsignore ottenere dunque gli eventuali permessi dell’Ama per fare la raccolta. Se non lo ha fatto è un problema suo”.

Ma il presidente va oltre, determinato a chiarire il ruolo del Municipio in questa vicenda. Ci sottolinea infatti che l’autorizzazione data a Monsignore è stata rilasciata “facendo salvi gli eventuali diritti di terzi e fatta salva la revoca per eventuali rilievi degli organi competenti”. Se Monsignore ha leso i diritti di altri, nella fattispecie i Consorzi che operano per conto di Ama, e visto che è stato pure denunciato dalla polizia provinciale, al XX Municipio non resta che revocargli l’autorizzazione. Sic et simpliciter.
Amen, aggiungerebbe monsignore.

Nel frattempo continuano le prese di distanza dal suo operato. Ma a proposito, è giusto continuare a chiamarlo Monsignore?
Le distanze dicevamo. Dopo Giacomini, ma solo in ordine temporale, è la Diocesi di Roma a reagire.
A ” Monsignor” Giacalone che aveva dichiarato che gli abiti raccolti dalla sua organizzazione sarebbero stati donati alla Caritas così replica seccamente il Laterano: “In riferimento a quanto apparso su alcuni organi di informazione a proposito di una raccolta di abiti usati organizzata nel XX Municipio da una sedicente ‘Chiesa ortodossa cristiana cattolica’, altrimenti detta ‘Chiesa ortodossa bielorussa e slava’ il Vicariato di Roma dichiara che il sig. Lucas Rocco Massimo Giacalone, e qualsivoglia iniziativa da lui promossa, non ha niente a che vedere con la Chiesa cattolica”

L’avevamo detto fin dal nostro primo articolo di 45 giorni fa che questa storia non avrebbe avuto una rapida fine e non ci siamo sbagliati. A sensazione, siamo ancora molto lontani dall’ite missa est.

Claudio Cafasso

NdR: Chi volesse ripercorrere tutte le tappe della vicenda potrà farlo leggendo i nostri precedenti articoli: clicca qui.

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6 COMMENTI

  1. …ANCORA PERPLESSITA’ E DUBBI…. non riesco ancora a capire l’insistenza di Giacomini a trincerarsi dietro un puerile ed inutile “….io ho autorizzato solo l’occupazione suolo pubblico…, doveva essere Mons. Giacalone, successivamente, a procurarsi tutte le autorizzazioni necessarie per svolgere il servizio di raccolata abiti…”
    Siccome, da quello che mi risulta, PRIMA di accogliere una richiesta di qualsiasi occupazione suolo l’istante deve produrre una serie di autorizzazioni o nulla osta dei soggetti pubblici (o privati) che in qualsiasi modo attengono all’attività posta in essere, chiedo alla Redazione maggiori delucidazioni.
    Faccio un esempio: se un rivenditore di alimenti chiede una autorizzazione suolo pubblico temporanea di vendita, il Municipio deve acquisire PRIMA di rilasciare il titolo, l’autorizzazione della ASL per le norme igienico/sanitarie, la licenza di ambulante, il permesso della Polizia Municipale, eventuali nulla osta dell’Ufficio Tecnico o, se si tratta di aree sottoposte a vincoli, della Soprintendenza, della Regione ecc?
    Oppure basta solo richiedere e quindi iniziare un servizio (come ha fatto Giacalone) e SOLO DOPO eventualmente produrre tutti i documenti che servono per svolgerlo???

  2. grande giacomini era ora che ti svegliavi prima che il giacca ti facesse lesso! meno male che lei presidente hà capito!!e meno male che anche la caritas prende le distanze da questi che arrivano caldi caldi e vonno passà sopra a tutti- caritas cooperative sociali ama ,sciaqquandosi la bocca con roboanti parole di beneficenza non si sa di quali tasche vonno riempì! certo questo sistema di voler defraudare chi grazie a questa attività reinserisce persone svantaggiate e disabili che altrimenti dovrebbero stare sulle spalle di uno stato che spalle non hà più non deve passare ! non si toglie il lavoro alla gente con la scusa di una beneficenza inesistente!abbiamo sentito tutti le parole al tg.5 del comandante della polizia provinciale che diceva”abbiamo prove che non veniva donato nulla e allora questo prete canoro tintillante cristiano o ortodosso non si capisce,la smettesse di fare il furbetto del quartierino perchè quà non c’è trippa pè gatti la trippa è finita da un pezzo sono rimasti solo i gatti! e lui è partito con la zampa sbagliata! battute ironiche a parte era prevedibile dal primo giorno che questo tipo di arroganza non potesse pagare! come poteva pensare questo signore di farci credere che faceva beneficenza a quella maniera con 5 fedeli in cantina nella villa con piscina!andasse a vedere presso le cooperative o alle varie vere parocchie che lui hà diffamato proclamandosi il vero eletto alla beneficenza andasse a vedere le file per ritirare il mangiare o i vestiti presso tutti i centri di volontariato andasse a vedere come si fa il reinserimento di persone svantaggiate dandogli anche uno stipendio tutto questo grazie a progetti di valenza ambientale che il sola nemmeno si sogna ! abbiamo visto come ha operato in barba a tutte le leggi sull’ambiente ! tutto questo significa disprezzo della legge però la legge è uguale per tutti anche per chi si sente al di sopra e il sole al mattino si deve alzare per tutti un saluto a tutti e buon lavoro

  3. oggi altro articolo sul mesaggero la caritas disconosce il prete con piscina, odevaine la dice chiara il monsignor tintillante canoro vendeva la roba ai marocchini e tentava di dare la colpa a chi i titoli li hà! la solita storia gettare fango e creare polverone! a sola il diavolo fa le pentole e non i coperchi ! adesso i cassonetti abusivi stanno ancora li e alcuni sono pieni vediamo che tarantella si inventano questo giro visto che tutti dicono che i cassonetti sono sequestrati però stanno li e la gente butta e quelli raccolgono e scaricano alla villa con piscina! giacomini adesso tocca a te !riprenditi sennò la patata bollente ti brucia buon lavoro!

  4. gentile redazione qualche persona mi potrebbe spiegare perchè i cassonetti abusivi stracolmi stanno ancora li dove stanno da cinque mesi! ma è possibile che in italia non si applicano mai le determinazioni? cosa stiamo aspettando a levarli che cosa si aspetta? io veramente non hò parole! buon lavoro

  5. Si aspettano i soldi!!!!!!!!!
    Il solito vecchio problema, chi pagherà le spese per togliere i famigerati cassonetti?
    Ai posteri l’ardua sentenza

  6. cara lucia non credo che il municipio abbia la sensibilità di non voler sprecare soldi della collettività siamo troppo navigati per credere alle barzellette! se quei cassonetti abusivi li avevi messi tu questi te li avevano levati da cinque mesi e pure le spese ti facevano pagare !giustamente dico io ! però c’è un ma quello che vale contro i poveri cristi non vale contro i mammasantissima e perciò io mi lambicco il cervello a capire quale sia il collante di questo abuso

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