Home ATTUALITÀ Sull’altare della cronaca i cassonetti gialli di Monsignore

Sull’altare della cronaca i cassonetti gialli di Monsignore

Era indubbio che l’inchiesta condotta da VignaClaraBlog.it suscitasse clamore a livello locale, nel territorio del XX Municipio, dove hanno trovato posto gli ormai famosi cassonetti gialli di Monsignor Giacalone. Meno indubbio era che assurgessero all’altare della cronaca romana. Nel volgere delle ultime 48 ore Corriere della Sera, Il Messaggero e TG3 si sono occupati della vicenda e dei risvolti giudiziari nel frattempo emersi.

Venerdì 3 dicembre il caso viene trattato dal TG3 nell’ambito della rubrica Buongiorno Regione. Un breve servizio ne fa il resoconto e mostra le immagini degli invadenti cassonetti. Un servizio succinto ma dirompente, perché solo 48 ore dopo due dei principali quotidiani nazionali dedicano alla storia un’intera pagina ognuno nell’edizione di domenica 5 dicembre.

Elegantemente ironico, è Fabrizio Peronaci a firmare l’articolo del Corriere della Sera nel quale, fra il serio ed il faceto, riesumando una vecchia ma memorabile gag di Totò, ripercorre le tappe della vicenda disegnando un rispettoso ma divertente profilo di monsignor Lucas Rocco Massimo Giacalone, vicario della Chiesa Ortodossa Bielorussa Eslava Catholica Apostolica do Rito Bizantino ubicata ufficialmente presso la sua abitazione di via Suzzara, nel quartiere Labaro.

Una chiesa, per inciso, nella quale non si officia ancora messa perché priva dei locali. Lo dichiara lo stesso interessato e lo conferma quanto apparso qualche giorno fa sul noto giornale di annunci Porta Portese nel quale un avviso avverte che la “Chiesa cristiana ortodossa di rito cattolico cerca chiesa privata per celebrazione liturgiche”.

A fare da contraltare al Corriere della Sera è Il Messaggero con un articolo di Laura Bogliolo. Meno ironico ma pur sempre interessante, l’articolo annuncia che su ordine della Procura della Repubblica “La polizia provinciale ha posto sotto sequestro il magazzino dove confluivano gli indumenti donati dai cittadini” raccolti negli ormai famosi cassonetti gialli divenuti nel frattempo circa 100, stando all’indagine che ha fatto scattare il provvedimento di sequestro del deposito e la denuncia a carico del Monsignore.
Un evento questo, la denuncia appunto, che non fa certo onore a chi da poco tempo era pure diventato guida spirituale dell’Associazione Europea Operatori di Polizia, associazione riconosciuta addirittura dal Ministero dell’Ambiente.

Nell’articolo poi, Luca Odevaine, comandante e direttore dell’Ufficio Extradipartimentale della polizia provinciale e Protezione civile di Roma che ha condotto le indagini, precisa che “i mezzi usati per prelevare gli indumenti e i cassonetti non erano a norma” spiegando che questi ultimi venivano realizzati da una carrozzeria all’interno del magazzino sequestrato, ubicato in via Flaminia, qualche centinaio di metri prima della sede del XX Municipio.
E dunque “Giacalone e altre quattro persone sono state denunciate per attività illecita di raccolta e di smaltimento rifiuti” continua Odevaine precisando  che “L’Ama, che ha la responsabilità del servizio di raccolta di indumenti usati, non ha autorizzato la chiesa” a svolgere tale raccolta,  attività questa “che può essere svolta soltanto dai consorzi ai quali l’Ama ha affidato il servizio” conclude Odevaine.
Esattamente la tesi sostenuta da VignaClaraBlog.it nel suo primo articolo.

Claudio Cafasso

Per il servizio del TG3 clicca qui
Articolo de Il Corriere della Sera: clicca qui
Articolo de Il Messaggero: clicca qui
Chi volesse ripercorrere tutte le tappe della vicenda potrà farlo leggendo i nostri precedenti articoli: clicca qui.

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7 COMMENTI

  1. Oggi, Fabrizio Peronaci pubblica sul Corsera l’intervista surreale al sedicente Monsignore……è veramente esilarante. Da non perdere !!!

    Lucio Maria Frizzoni

  2. il monsignore sola che da tanto tempo abbiamo denunciato fa proprio ridere perche ogni giorno cambia versione!perchà non va ad abitare a avetrana! certo è molto bravo a rigirare la frittata! il capo della polizia provinciale lo dice chiaramente al tg.5 e cioè che anno le prove che le centocinquanta tonellate a settimana del periodo di raccolta i barboni nemmeno un pedalino anno visto! e nell’intervista di domenica concessa al messaggero a precisa domanda il prete dice di non ricordare il nome della parocchia in albania dove a suo dire mandava la roba! per forza la vendeva ai marocchini! poi hà detto che la dava alla caritas, io allora dico se la dava alla caritas perchè dice che non l’aveva ancora avvertita? è proprio un gran bugiardo! dato che la caritas si serve delle coperative sociali inpegnate nella raccolta su roma quelle che lui tenta di diffamare e che ne renderà conto in tribunale non al tar! e voglioaggiungere che questo signore allias massimo denovo sa bene perchè è venuto via dalla siciglia! farebbe bene a starsene tranquillo prima che qualche giornalista meno magnanimo vada a scavare bene bene! poi nell’intervista di lunedi 6/12/10 ancora dice che il giacomini non gli hà revocato nulla!che non lo sa il casino che è successo? o vuole mettere nei guai anche il povero giacomini!oppure il povero giacomini stando alle parole del prete sta in un ruolo che non si capisce se è vero che gli ha fatto fare un estensione di richiesta di integrazione alla domanda 1053 nonostante tutti lo avessero avvertito sulla pericolosità del sola tintinnante e canoro! e poi ancora va avanti a difenderlo tentando di negare le prerogative di ama e di chi svolge un servizio ecologico alla collettività a costo zero! lo sa il municipio che il comune a presentazione di mud inerente la raccolta riceve un incentivo dalla provincia? e lo sa quanto hà risparmiato il xx municipio in discarica non dovendo pagare il peso degli abiti rsccolti a costo zero? sig.giacomini ma con tutti i guai che stiamo passando non aveva proprio niente di meglio da fare! saluti alla redazione

  3. nel video da voi postato, quello di “buongiorno regione” dove si parla dei cassonetti abusivi e non autorizzati, riprendete erroneamente i cassonetti DELL’A.M.A. AUTORIZZATI DAL COMUNE DI ROMA che sono in servizio da piu’ di 10 anni, riprendendo il oltretutto il logo ed i dati della cooperativa che per conto A.M.A. gestisce la raccolta.
    Mi dispiace dirlo ma un buon giornalista non mette in onda servizi del genere se nemmeno sa riconoscere l’oggetto di cui si parla.
    I cassonetti di Monsignor Giacalone come lei ben sa non hanno nulla a che vedere con quelli dell’A.M.A, che oltre a sollevare le discariche dello smaltimento di rifiuti tessili, oltre ad aiutare le persone che non possono permettersi di fare acquisti nei negozi, oltre ad aiutare le chiese nell’ aiutare a loro volta i senzatetto per quanto riguarda il vestiario necessario, danno lavoro ad una serie di persone, la maggiorparte svantaggiate, che a loro volta sfamano famiglie e si costruiscono una vita dignitosa nella legalità e con il lavoro….tutto questo si chiama cooperazione sociale e nulla a che vedere con chi si sfama atraverso truffe varie.
    La ringrazio per lo spazio concessomi, sono sinceramente dispiaciuto per l’errore commesso appurata la qualità del servizio “vignaclarablog”.

    Cordiali Saluti Piero.

  4. Gentile Piero, capiamo le sue perplessità ma il video non è stato girato da noi ma dalla troupe del Tg3. Il contributo fornito da VignaClaraBlog.it al servizio di Buongiorno Regione è relativo esclusivamente all’intervista telefonica.
    In ogni caso, se osserva bene il video, vedrà che vengono inquadrate ambedue le tipologie di cassonetti, quelli dell’Ama e quelli non.

    Cordiali saluti
    La Redazione

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