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Roma Film Fest: Tutti contro George Lucas (con ironia brillante ed irrefrenabile divertimento)

Proseguono a ritmo serrato le proiezioni alla V Edizione del Festival del Film di Roma: nella sesta giornata di programmazione si mette in evidenza The People vs. George Lucas, il documentario di Alexandre O.Philippe che, in modo brillante e dinamico, con effetti spassosi ed esilaranti, trascina sul banco degli imputati il creatore ed il regista di Guerre Stellari, accusato di aver stravolto la saga originale, avendo ritoccato la trilogia e creato quella nuova.

La nostra sesta giornata alla V Edizione del Festival del Film di Roma inizia con una proiezione annullata: a causa dell’invio di una copia difettosa, e poi di una seconda copia danneggiata, non è possibile assistere all’evento speciale Carlos – il film, la pellicola di quasi tre ore firmata da Olivier Assayas ed incentrata sulla storia del terrorista e mercenario venezuelano universalmente noto come lo Sciacallo. Dal festival comunicano che, in accordo con il regista, si tenterà di riprogrammare l’evento nei prossimi giorni.

Diamo una sbirciata al programma per cercare un’alternativa e verso le 16 ci rechiamo nella Sala Sinopoli, dove è prevista la proiezione di The Incite Mill, l’ultimo film del maestro dell’horror giapponese Hideo Nakata incluso fuori concorso nella Selezione Ufficiale e nella sezione Focus, dedicata quest’anno al cinema nipponico. Volendo riassumere il carattere della pellicola in una battuta, si potrebbe dire che in quest’opera Dieci Piccoli Indiani di Agatha Christie ed Il Grande Fratello (non quello di Orwell) si incontrano per dar vita ad un buon prodotto, caratterizzato da un intreccio convincente e da una regia sicura. Mala tempora currunt sed peiora parantur: così dieci persone, uomini e donne, allettate da un’elevata retribuzione accettano di sottoporsi a “l’esperimento”, ossia di essere rinchiusi in una casa per una settimana e di essere osservati dalle telecamere per 24 ore al giorno. Ma, la prima sera, uno dei concorrenti viene ritrovato cadavere.. Finale alla Kurosawa per un film che sta sbancando il box office in Giappone.

Sono quasi le 18 e ci dobbiamo affrettare perchè nell’attigua Sala Petrassi sta per cominciare The People vs. George Lucas, il documentario di Alexandre O.Philippe incluso fuori concorso nella sezione L’Altro Cinema Extra. Si tratta di un film esilarante e spassosissimo che, con un montaggio dinamico e brillante, mostra una galleria di personaggi acuti e strabilianti, improbabili ed eccessivi: nerds, professori, adulti rimasti adolescenti, ossessivi- compulsivi, intellettuali, registi dilettanti: dagli Stati Uniti alla Spagna, dalla Francia alla Germania sono tutti concordi nel mettere sotto processo George Lucas, colpevole a loro dire di aver stravolto la saga originale di Guerre Stellari, avendo riscritto la trilogia e creato quella nuova. Tutti quelli che nel 1977 avevano amato queste favole cosmiche sostengono, spesso con argomentazioni folli e comiche fino al surreale, che Lucas ha trasformato il loro sogno adolescenziale in una vacca dalla quale mungere montagne di dollari e in un prodotto eccessivamente politically correct, rifiutando altresì senza possibilità di replica i personaggi che sono stati creati per i nuovi episodi (soprattutto l’odiatissimo Jar Jar Binks, che, invece, sembra piacere alle nuove generazioni). Nel film ci sono anche le dichiarazioni di Francis Ford Coppola, il quale spera ardentemente che Lucas, da anni imprenditore dal successo clamoroso e dal conto in banca multimilionario, torni a fare il regista in quanto dotato di un talento straordinario. 93 minuti di puro, irrefrenabile, divertimento: consigliatissimo!

Usciti dalla proiezione, concludiamo la nostra sesta giornata al festival nella Sala Cinema Lotto di Via Norvegia, dove alle 20 è in programma la proiezione di Una Vita Tranquilla, il secondo film italiano in concorso, diretto da Claudio Cupellini con protagonista Toni Servillo, che veste i panni di un ristoratore emigrato in Germania il cui passato torna improvvisamente a galla. Si tratta di una pellicola dignitosa e ben strutturata, nella quale l’interpretazione dell’attore di Afragola non ci convince più di tanto (e, comunque, meno che negli imperdibili Le Conseguenze dell’Amore e La Ragazza del Lago), pur avendo il suo personaggi risvolti psicologici ben precisi e delineati.

Giovanni Berti

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