Home ATTUALITÀ Cassonetti gialli nel XX Municipio: il Presidente Giacomini dice la sua

Cassonetti gialli nel XX Municipio: il Presidente Giacomini dice la sua

L’esegesi del Presidente Giacomini – In relazione all’inchiesta di VignaClaraBlog.it, pubblicata mercoledì 20 ottobre (leggi qui), relativa alla presenza sul territorio del XX Municipio di circa 60 cassonetti gialli, posizionati dalla “Chiesa Ortodossa Cristiana Cattolica” ed adibiti alla raccolta di vestiario usato, abbiamo ricevuto dal presidente del XX Municipio, Gianni Giacomini, una nota di precisazione. che qui integralmente riportiamo.

“Scrivo in merito a quanto da Voi riportato sul Vs quotidiano relativo a “la saga dei cassonetti gialli nel XX Municipio”, al fine di fornire le giuste informazioni ai cittadini.
In data 15.07.2010 il Patriarca della Chiesa Ortodossa Bielorussa Eslava Mons. Giacalone Lucas Rocco Massimo, presentava presso il Municipio XX una richiesta di occupazione suolo pubblico per il posizionamento di alcuni contenitori da adibire alla raccolta di vestiti usati a scopo beneficenza.
In data 27.09.2010, a seguito dei pareri favorevoli espressi dal XX Gruppo di Polizia Municipale e della UOT (Ufficio Tecnico Municipale), rilasciava relativa autorizzazione con Determinazione Dirigenziale n.1053.
E’ giusto chiarire che l’autorizzazione amministrativa non viene rilasciata dal Presidente del Municipio ma dagli organi amministrativi preposti e che tale prassi viene usata per tutte le richieste di occupazione suolo pubblico.”

In data 03.08.2010 si è appreso dalle pagine del Messaggero che i suddetti contenitori erano “spariti” e che il patriarca Giacalone ne aveva denunciato il furto presso le forze dell’ordine.
In data 06.08.2010 il Sig. Mario Monge, Presidente del Consorzio Solco ha inviato, all’indirizzo di posta elettronica di questa Presidenza, una denuncia inviata all’Ama SpA, nella quale veniva precisato che i Consorzi Solco Roma e Alberto Bastiani erano gli unici aggiudicatari di un appalto AMA per la raccolta degli abiti usati in tutta la città di Roma(l’appalto risale a diversi anni fa). Il Rappresentante del Consorzio affermava che, quindi, i contenitori posizionati dalla chiesa ortodossa nel XX Municipio erano da considerarsi abusivi. L’esponente, inoltre, lamentava che in base al contratto stipulato, a suo tempo, con Ama, i due Consorzi, in regola con tutte le norme vigenti, sono tenuti al pagamento di eventuali “penali”(all’Ama) nel caso in cui non venga raggiunto un quantitativo minimo di raccolta durante l’anno. Dell’esistenza di tale appalto ne siamo venuti a conoscenza proprio tramite questa email.

Nel mese di agosto u.s. il Mons. Giacalone informava gli uffici di aver ricollocato altri contenitori al posto di quelli “spariti”( a suo avviso rubati) estendendo le sue proteste anche verso questo Municipio per tale incresciosa vicenda.
E’ necessario chiarire che il Municipio XX ha rilasciato esclusivamente l’autorizzazione all’occupazione di suolo pubblico, prevedendo nella D.D. autorizzativa che “…la concessione è subordinata all’acquisizione di tutti i nulla osta, permessi od autorizzazioni previsti dalla vigente normativa riguardo l’area richiesta, nonché le strutture da installarvi ed è subordinata alle condizioni previste dal XX Gruppo di Polizia Municipale e dalla Direzione Tecnica del Municipio”.
Sempre nella suddetta Determinazione Dirigenziale è previsto che “….la presente concessione è rilasciata facendo salvi gli eventuali diritti di terzi e fatta salva la revoca per eventuali rilievi degli organi competenti e non costituisce titolo autorizzativo per l’esercizio di alcuna attività commerciale”.

Pertanto, questo Municipio, non ha fatto altro che soddisfare la richiesta della chiesa ortodossa, nella quale Mons. Giacalone ha espressamente dichiarato che la raccolta dei vestiti usati sarebbe stata effettuata a solo scopo di beneficenza.  Ma da questa complessa vicenda sono scaturite altre problematiche che ho evidenziato, in data 23 settembre u.s, tramite nota scritta, al Sindaco, all’Ama, al Dott. Tancredi del Dipartimento X, all’Avvocatura e alla Dirigente di Polizia Municipale del XX gruppo.
Le problematiche sono, in breve, le seguenti:
1) L’Ama appalta la raccolta dei vestiti usati, posizionando nei 19 territori municipali , un determinato numero di cassonetti senza interpellare il Municipio di appartenenza e ne ricava da tale attività commerciale un introito economico, senza pagare nessun canone di occupazione suolo pubblico al Municipio. Viceversa, i Municipi, quando chiedono alcune prestazioni(esempio, disinfestazioni, derattizzazioni o bonifiche di discariche ecc), è costretto a pagare con i propri fondi( se li ha), se il Dipartimento X non interviene;
2) L’Ama ha stipulato con i due Consorzi un proprio contratto di servizio, applicando eventuali “penali” agli stessi in caso non vengano raggiunte determinate tonnellate di raccolta degli abiti usati;

L’Ama in una nota del 01.09.2010 afferma che “qualsiasi raccolta di beni dei quali il cittadino intenda disfarsi è una raccolta di rifiuti urbani”. Tutti sappiamo che, nella realtà, il cittadino è libero di gettare i vestiti usati anche nel normale cassonetto adibito alla raccolta rifiuti e se, al contrario, usa il cassonetto giallo, lo fa unicamente perché è convinto di “fare beneficenza” ma non è assolutamente a conoscenza (come non lo ero neppure io prima di questa vicenda) che l’Ama da ciò ne ricava un beneficio economico, riscuotendo una percentuale di denaro per ogni quintale raccolto dalle cooperative.
Pertanto, la raccolta di vestiti usati effettuata dai Consorzi aggiudicatari dell’appalto Ama ha un fine commerciale mentre la raccolta effettuata dal Sig. Giacalone (o eventualmente da altri soggetti religiosi) ha (o perlomeno dovrebbe avere) un fine volto alla beneficenza. Se poi il fine della chiesa ortodossa non è conforme a quanto dichiarato, non è compito del Municipio appurarlo, ma esclusivamente degli organi preposti al controllo. Il Municipio, quindi, potrà revocare la Determinazione Dirigenziale solo nel caso in cui, venga dimostrato che la chiesa ortodossa o il Mons. Giacalone esercitino una vera e propria attività commerciale.

Inoltre l’Ama chiarisce, sempre nella nota del 01 settembre u.s. che “l’attività di raccolta dei vestiti usati se svolta su suolo pubblico rientra inevitabilmente nelle attività di raccolta rifiuti e può essere effettuata solo nell’ambito e nel rispetto della normativa vigente” intendendo, quindi,per attività, solo quella svolta come attività commerciale. Ma qui si pone anche un altro interrogativo, in quanto viene chiaramente citato esclusivamente “il suolo pubblico”, vale a dire le strade in manutenzione, in carico al Comune di Roma (ove i Municipi posso rilasciare le relative autorizzazioni all’occupazione). Questo significa che, invece, per le strade cosiddette “private”( a mio avviso considerate “ingiustamente private” quando sono aperte al pubblico transito) , allora, si può svolgere regolarmente un’attività commerciale relativa alla raccolta di vestiti usati?

D’altra parte, senza entrare nel merito sulle modalità di affidamento stabilite dall’Ama riguardo la regolarità contrattuale con soggetti terzi, comprendo anche che le Cooperative aderenti ai Consorzi aggiudicatari dell’appalto richiedano all’Ama condizioni di garanzia a tutela del mantenimento della propria attività nella quale, opera personale regolarmente assunto (così è stato riferito dai rappresentanti del Consorzio Solco).
Vista, però, la complessità della vicenda che vede coinvolti da un lato i consorzi titolari di un contratto stipulato con l’Ama Spa che svolgono una regolare attività commerciale e dall’altro un rappresentante della chiesa ortodossa, ho chiesto al Sindaco di fornire le necessarie indicazioni sulla definitiva risoluzione del problema, ma anche all’Avvocatura comunale di pronunciarsi in merito alle problematiche segnalate e di chiarire definitivamente gli interrogativi posti, al fine di permettere a questo Municipio di operare nella regolarità.
Ad oggi non è pervenuta alcun riscontro in merito.

Per quanto riguarda “il presunto attivismo politico” del Monsignore, evidenziato nel Vs articolo, non ho mai avuto notizia di tale attività nel territorio del XX Municipio né sono a conoscenza di eventuali concorsi canori o festival a pagamento organizzati dalla chiesa ortodossa o dal Monsignore che la rappresenta e non risulta pervenuta nessuna richiesta di autorizzazione per tali eventi da svolgersi su questo Municipio. Certo di aver fornito i dovuti chiarimenti e sperando nella pubblicazione di questa mia lettera, Vi invio cordiali saluti.”

Visita la nostra pagina di Facebook

18 COMMENTI

  1. Insomma, è la saga degli imbroglioni: parapubblici (l’AMA ) che pretendono un monopolio senza vincoli verso il territorio ospitante, e privati, che si ammantano di titoloni inventati e abusivi come monsignore e chiesa ortodossa (almeno chiediamo scusa agli ortodossi veri),
    Sia VignaClarablog, sia il Municipio, insistano nelle loro denunce, a difesa dei cittadini imbrogliati.

  2. Excusatio non petita, accusatio manifesta….
    GIACOMINI, per la prima volta non in una intervista, partecipa a VCB…!!!
    Scarica le responsabilità sugli Uffici come se non ne sapesse nulla…
    Allora gli chiederei:
    1) ha firmato anche lui una autorizzazione per i cassonetti?
    2) se la legge lo vieta (giusta o sbagliata che sia) perchè sono stati autorizzati? o, comunque, perchè non sono stati ancora rimossi?
    3) E’ possibile che NESSUNO nel XX Municipio sappia che i cassonetti AMA (di qualsiasi natura) sono considerati PER LEGGE “arredo urbano obbligatorio” e che pertanto, come i semafori, le fermate e le pensiline degli autobus, le panchine ecc. NON devono pagare l’occupazione suolo pubblico?
    4) Qualcuno dei “geni” del Municipio si è preso la briga di verificare come vengono trattati gli abiti, se la “Chiesa ortodossa” abbia le autorizzazioni NECESSARIE, per svolgere tale attività, se hanno copertura assicurativa, come e dove “stoccano” i vestiti, come, dove e a chi vengono consegnati?
    5) Si è accorto qualcuno che i contenitori sono più del quadruplo di quelli concessi dal Municipio e che, pertanto, sono comunque SENZA autorizzazione?
    Attendiamo risposte…., grazie

  3. Presidente, non ho motivo di dubitare delle sue parole tranne quando dice di non essere a conoscenza del ridicolo concorso canoro di monsignore: nell’articolo di vignaclarablog è indicato chiaramente il sito internet del festival, bastava cliccare ! Non mi dica che lei non usa internet, se no non avrebbe neanche letto l’articolo e quindi scritto questa risposta. Dunque perchè deve far finta di cadere dalle nuvole dicendo che il fatto non le risulta perchè non è arrivata domanda di svolgere il concorso nel territorio del xx municipio ? è chi l’ha detto, nessuno! Però se va sul sito di monsignore troverà conferma dell’esistenza del concorso. Dunque presidente non creda che siamo tutti dei creduloni..
    Vorrei anche sapere perchè ora lei sembra volere prendere le distanze da un soggetto che opera attivamente per la politica del suo stesso partito. Anche qui la storia che lei non ne è a conoscenza perchè tale attivismo politico non si svolge nel suo territorio sembra poco credibile. A parte che l’ufficio di monsignore è a Prima Porta dove lei opera ed è arcinoto da decenni, non mi dica che lei fa politica solo nei nostri quartieri o nel municipio, e quindi come fa per esempio a non sapere che monsignore questa estate ha benedetto una riunione del pdl dove erano presenti tutti i big fedelissimi del presidente del consiglio e dove si parlava di uso politico della giustizia ? era su tutti i i giornali, è in internet…
    Ecco caro presidente, vorrei che rispondesse a queste domande perchè a me dei bolli, dei protocolli e delle firme non importa nulla, lasci questi discorsi agli organi amministrativi lei mi risponda per favore da presidente e non da funzionario comunale.
    Ringrazio vignaclarablog per lo spazio concessomi e mi scuso se mi sono dilungato troppo.

  4. vedo spesso, quando mi capita di portare fuori il cane ad ora tarda, verso l’una o le due, dei camion – ordinari, senza scritte o tratti distintivi e, anzi, guidati da personaggi con un aspetto piuttosto losco – svuotare quei cassonetti gialli.
    Chissà se legalmente..

  5. Ancora una volta ‘il Presidente-Padrone’ del Municipio scarica le responsabilità ad altri (uffici, Ama, etc) e si difende attaccando! Presidente basta con gli ‘scaricabarile’!
    Per una volta si sappia assumere le sue responsabilità!
    E’ stato compiuto un grave illecito. Spero si apra presto un’inchiesta prima in Commissione Trasparenza e poi forse sarebbe il caso di rivolgersi anche alla Procura della Repubblica!

  6. E’ questa la destra che governa il nostro municipio?
    Che cosa significa dire che l’ama ricava un introito economico da tale attività commerciale?
    senza pagare nessun canone di occupazione suolo pubblico al Municipio?
    ma cosa sta dicendo ? è questa la vera anima del pdl ? introito, commercio, canone ?
    Ma l’ama fornisce servizi pubblici, ripeto pubblici, e lo fa in monopolio.
    Il cittadino è libero di gettare i vestiti usati nel normale cassonetto o nel cassonetto giallo è vero, ma non sceglie i gialli per beneficenza, ma per senso civico, perché favorisce la raccolta differenziata. I cassonetti gialli servono a questo presidente, non a fare beneficenza !
    E’ un errore grave il suo, ma molto illuminante.
    Che vuol dire “PER SGOMBERO MATERIALE INGOMBRANTE telefonare etc.”, ma questa è un’attività di volontariato o a pagamento ? Di certo è pubblicità e mi chiedo se è prevista nell’atto che lei ha firmato? LE pagano un contributo? O meglio CI pagano un contributo?
    perché a mio cugino che sta a Via di S.Godenzo lo hanno multato per la dimensione dell’insegna? Eppure lui pagava regolarmente la tassa. Forse esistono cittadini di serie a e di serie b in questo municipio?
    Quello che ha scritto Giacomini mi fa capire che forse si tratta di una resa dei conti con l’ama.
    Forse è solo gelosia, come molti dicono al comune, nei confronti di qualcuno che non si è mai riusciti a sostituire nel cuore dei dipendenti.
    A morte l’ama, Forza Giacomini!
    Raffaella Rossini (Raffaella R. di ieri è un’altra)

  7. e vero tutto tace e tutto si censura pure senza fare nomi ma semplici allusioni e vero i cassonetti sono ancora li e il popolino dopo qualche tiepida protesta si e azzittito e i giornalisti vanno in cerca di notizie piu appetitose che non quelle di quattro pidocchiose cooperative defraudate del lavoro da un “monsignore”…avanti cosi che mi scappa da ridere

  8. i giorni passano e gli abusi restano nessuno risponde ai quesiti posti dal presidente giacomini oppure non servono! le risposte sono gia scritte nella legge che bisogna applicare volente o dolente purtroppo la legge sarebbe uguale per tutti
    percio caro giacomini perche non ti liberi di quella patata bollente a nome CASSONETTI ABUSIVI!!!!!!!!!!

  9. ammappete ma che ste risposte se devono essere rimossi sti cassonetti abusivi del monsignore canoro stracciarolo non arrivano mai! da dove devono venire dalla cina! e mbé mò so tutti presi dalle storie di rubj rubabaci!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  10. già l’opposizione! che è? proprio non si sono accorti di questa brutta storia di cassonetti illegali ? bene devono stare dove stanno cosi imparano a fare gli struzzi bene fa giacomini a fare quello che vuole tanto stanno tutti zitti!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  11. bene sono già arrivate le risposteal secondo quesito posto da giacomini al comune ad ama e alla decima ripartizione nella sua esegesi di ottobre adesso ci aspettiamo i fatti che ancora non si vedono a preside! er cambio de stagione è finito il prossimo è a maggio che famo famo maggio? guardi che non credo che gli organi di controllo siano disposti ad aspettare percio presidente adesso che hà per ben due volte avuto conferme dai suoi superiori che quelli sono CASSONETTI ABUSIVI li faccia togliere! buon lavoro presidente e saluti alla redazione

  12. oggi qualche cosa succede che cosa? succede che mentre si litiga i cassonetti del sola canoro tintillante monsignore stanno ancora li a sfruttare gli ultimi sacchetti donati dalla signora del cambio di stagione ritardataria tanto tutto fa brodo e fin che dura fa verdura pensa il monsignore alla faccia di quei fessi che ci sono cascati con tutte le scarpe è proprio vero che in italia si sveglia un furbo e tre fessi! e quello ci viene dal brasile a prendere per i fondelli al povero giacomin!.

  13. Roma XX Municipio: l’”affaire” raccolta indumenti usati. La chiesa di Mons. Giacalone è per la beneficenza. La SOLCO probabilmente no.

    Leggendo la lettera firmata dal Presidente Giacomini Gianni, relativi al caso “Cassonetti gialli per la raccolta di indumenti usati da parte della Chiesa Ortodossa Bielorussa Eslava” nel XX municipio di Roma, ritengo opportuno che ci si occupi del caso seriamente e non strumentalmente..
    Un caso che ha destato scalpore, e in cui sono volate numerose offese, ingiurie e diffamazioni nei confronti di Monsignor Lucas Rocco Massimo Giacalone, rappresentante della suddetta chiesa che ha regolare riconoscimento presso il Ministero degli Interni come persona giuridica, anche in virtù della libertà di esercizio di culto.
    Offese che andavano dal millantato credito, all’esercizio abusivo dell’attività di ministro di culto, perpetrato in particolare da pseudo colleghi giornalisti della peggior specie e senza scrupoli.
    Torniamo ai fatti, avvenuti nel secondo semestre dello scorso anno.
    Dopo che la chiesa in questione ha presentato richiesta di poter collocare alcuni contenitori per la raccolta di indumenti usati in buona condizione, da destinare alla beneficenza per il riutilizzo, e dopo che il XX Municipio di Roma ne ha rilasciata autorizzazione, sono iniziate le ritorsioni prima private, con il furto dei primi contenitori posizionati e poi istituzionali con le contravvenzioni di occupazioni abusiva del suolo pubblico e perquisizione senza mandato della polizia provinciale e municipale, supportata dai Carabinieri e conseguente sequestro e (ma veramente c’era un autorizzazione del Municipio) e senza autorizzazione del magistrato (cosi mi riferiscono) e poi alla revoca dell’autorizzazione della collocazione dei contenitori sul suolo pubblico.
    La revoca degli atti autorizzativi con la contestuale rimozione di tutti i contenitori (leggete bene si parla di “contenitori” e non cassonetti) posizionati sul territorio del Municipio XX, è stata motivata perché il consorzio SOLCO, si ritiene l’unico aggiudicatario di raccogliere indumenti usati, che rientrano nella raccolta differenziata, a Roma.
    Ma la raccolta della Chiesa Ortodossa Bielorussa Eslava, non rientra nei rifiuti solidi urbani, perché trattasi in realtà di indumenti in buone condizioni e riutilizzabili a scopo di beneficenza, e scritto a caratteri cubitali sui contenitori, e non destinati allo smaltimento previsto per la raccolta differenziata come prevede la legge.
    Pertanto il XX municipio ha applicato, a mio giudizio, una “dicriminatio” che sembra più imputabile a meri motivi affaristici/politici tra l’assegnatari per la raccolta dei “rifiuti solidi urbani e differenziati” e cioè la SOLCO, e l’amministrazione del XX Municipio.
    Altra enorme “bufalata” è la dichiarazione del direttore delle operazioni dell’AMA che dichiara in questione che ogni “bene di cui il cittadino intenda disfarsi è da considerarsi rifiuto urbano”. Forse il direttore in quel momento non era connesso al caso specifico. Il cittadino quando si disfa di un bene ne fa quello che ne vuole e può darlo in beneficenza anche alla Chiesa Ortodossa Bielorussa Eslava, che aveva ottenuto: AUTORIZZAZIONE A COLLOCARE CONTENITORI SUL SUOLO PUBBLICO PER RACCOLTA PERMANENTE DI INDUMENTI USATI A SCOPO BENEFICENZA – VARIE VIE DEL MUNICIPIO XX N. 1053 DEL 29.07.2010.
    Sinceramente sono esterrefatto che il Sindaco Alemanno, che ho sempre stimato, chiamato in causa ad esprimersi sul caso, non si sia pronunciato.
    Ora il caso è in mano anche al magistrato, ma penso che ben presto ci saranno gli opportuni approfondimenti in particolare della parte in causa danneggiata che secondo me è la Chiesa Ortodossa Bielorussa Eslava, che ha intenzione di sollecitare la magistratura ad indagare cosa c’è sotto a questi provvedimenti molto strani e anomali.
    Personalmente mi sembra una storia definibile di “Illecito Pubblico”. Mah!?
    Staremo a vedere.

    Gennaro Ruggiero ilpensieronews. wordpress. com

  14. A Genna’ , sei parente del mons.Lucas Rocco Massimo Giacalone?
    Difendi anche lo ‘zozzone’ a corso francia?
    …Ma ci faccia il favore!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  15. Gentile Sig. Ruggiero, le segnaliamo che a tutt’oggi non abbiamo ricevuto alcuna querela da parte di Mons. Giacalone, ne deduciamo che, a differenza di quanto da lei affermato, l’interessato non si è sentito diffamato dai nostri articoli.

    Per quanto attiene alle definizioni che lei dà di noi qualificandoci come ” pseudo colleghi giornalisti della peggior specie e senza scrupoli ” preferiamo evitare ogni commento lasciando ai lettori, unici arbitri che riconosciamo titolati a valutarci, il giudizio sul nostro lavoro.

    Stia bene.
    La Redazione

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome